Archivi Metallari 7:Grind Zone 1/97 Febbraio/Marzo


Si riaprono le porte del passato finalmente! Oggi torniamo al 1997, epoca in cui stavano per esplodere  gruppi come Dimmu Borgir e Cradle of Filth,  sulla Norvegia era appena passato il ciclone Black Metal. Eventi che pesano molto sulla rivista che stiamo per sfogliare insieme: Grind Zone,  la testata satellite di Metal Hammer  specializzata in Metallo Estremo. Era una rivista che forse costava un po’ troppo e che a conti fatti era piuttosto illegibile, non nel senso che fosse scritta male, letteralmente illegibile a causa delle scelte di impaginazione e dei font usati davvero criptici in certi casi. Era un difetto comune delle riviste di fine anni 90, ce le avete presenti le foto di sfondo alle pagine che rendevano complicato decifrare dei font “magrissimi” e minuscoli? Se no, date una ripassata ai vecchi appuntamenti degli Archivi Metallari e potrete sincerarvene(link a fine post oppure nella barra in alto alla voce “Rubriche”). Basta parole, lucidiamo i nostri occhi con le pagine di quel lontano 1997, anno in cui ribadisco, la tempesta Black Metal e i fatti controversi che conosciamo tutti erano ancora freschi nella memoria,  Ladies And Gentleman…Grind Zone!

Vi ricordo che cliccando le immagini potrete guardarle ad una grandezza maggiore, ultima cosa l’ascolto consigliato durante la lettura:

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Gli Entombed in copertina comunicano già il giusto feeling che permeava gli anni 90: foto desaturata e colori freddi, Death Metal che faticava ad imporsi come era successo fino a pochi anni prima. Anche se gli Entombed avevano già modificato il classico approccio che li aveva resi famosi e si apprestava a pubblicare “To Ride ECCETERA”. Comunque la rivista costava sette sacchi, oggi quanti ce li spenderebbero per una rivista specializzata quando “c’è l’Internette e me leggo tutto aggratisse tanto i blogger e chi scrive sui siti lo fa per passione”.

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In seconda di copertina l’acidissima pubblicità del terzo lavoro degli immensi SepticFlesh, allora Septic Flesh con lo spazio tra le due parole. Testo completamente in inglese, con numerose parole a caso per definire la musica difficilmente catalogabile del gruppo.

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Una mascotte che non ebbe il successo di quella di Metal Hammer e un sommario bello ciccione. Il poster degli At The Gates è stato appeso per anni nella mia cameretta, nonostante fosse una foto inguardabile. Oggi ce l’ho ancora ma non è appeso. (esticazzi?)

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La rubrica delle news!! Numerose chicche tra cui il nuovo dei Tiamat in uscita, quel “A deeper kind of Slumber” che tanto divise, i DImmu Borgir  pronti a registrare il loro capolavoro “Enthrone Darkness Triumphant” e le novità in casa Dissection. Novità che dovranno attendere gli anni duemila per palesarsi. Compaiono anche annunci di strepitose compilation che oggi non comprerebbe nessuno manco per sbaglio.

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Anche qui gustose novità, come gli Enslaved che stavano per pubblicare “Eld” o gli Immortal che promuovevano sobriamente “Battles in the north”, il disco che avrebbe avuto una produzione invidiata persino dai Venom. Le news illeggibili sono quelle riguardanti la scena italiana.

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Si parte con le interviste con gli Entombed, dove viene occupata una pagina per spiegare le beghe legali in cui era incappato il gruppo. La Earache prima e la East/west poi misero a dura prova la tenuta della band, che si disgregò benissimo da sola negli anni seguenti.

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Curioso effetto delle scritte in questa pagina con la prima parte del titolo mancante. “Entombed si nasce” mica si diventa! Curioso l’abbigliamento da giovane siciliano nel dopoguerra per Alex Hellid.

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Dici anni 90 e arrivano le foto blu-violacee! Saranno contenti gli altri tre di essere stati completamenti avvolti e cancellati dal filtro. Nell’intervista si parla del nuovo album, ancora più particolare di “Wolverine Blues”.

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Si conclude l’intervista e a fine pagina una pubblicità di due dischi che non si ricorda nessuno. Anche se quello a destra piacque molto.

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Intervistona a Trey Azagthoth che si sgola per ribadire che il fascio non è lui ma Vincent, ora che non c’è più i MA parleranno solo di spiritualità e corruzione della carne. E quanto schifo gli faceva “Domination”. Pensare che anni dopo avrebbe registrato “Illud Divinum Insanus” e si sarebbe ripreso pure Vincent, prima di sfancularlo di nuovo senza manco avvertirlo.

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Andando oltre la solita foto inguardabile di Trey, nel testo dell’intervista viene ribadito  il concetto su Vincent.

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E ancora nella prima colonna…Vincent! Avemo capito Trey! No pure nella terza!! AAAAAH!!

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Pubblicità della gloriosa Osmose Productions. Quanti ricordi…

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Intervista ai Cradle of Filth, astro nascente che aveva appena stampato uno dei dischi più acclamati della propria discografia “Dusk and her Embrace”. Salta all’occhio il commento sulla voce di Dani descritta come “Grandiosa”. Oggi quanti si sognerebbero di definirla così?

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Le foto dopo aver ridipinto le pareti magari potevate evitarle. All’epoca c’era un numero abnorme di gente che si faceva fotografare in questo modo, anzi pure peggio.

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Domanda e risposta sul Face painting che non viene più usato, almeno nelle foto perchè in tour sceglieranno di portare ancora il vecchio trucco “per non disorientare i fan”. Va be’…si parla anche dell’imminente ritorno dei Venom con un disco di inediti.

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Pubblicità della Earache, anche qui una discreta dose di nostalgia. Ilare la descrizione di “Entangled in Chaos”

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Intervista a David Cavangh degli Anathema. E’ più irritante della loro musica, leggere per credere.

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Seconda parte dell’intervista al Dottor Spocchioni affiancata da una pubblicità di cose dimenticate.

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Si resta in Inghilterra con i My Dying Bride, lunga intervista al gruppo che ebbe un discreto eco(il gruppo non l’intervista). Mai quanto i Paradise Lost, citati nel cappello introduttivo. E se andate a ritroso, venivano nominati anche nell’intro agli Anathema.

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Nell’intervista il chitarrista Andy sorvola alla grande su un anedotto accaduto durante il tour italiano, per il resto una pacata e leggibile conversazione.

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Striminzita paginetta dedicata ai gloriosi Sentenced, freschi dell’ingresso di Ville Lahiala nel gruppo e pronti a sfornare disconi uno dietro l’altro. Mika Tenkula(RIP), il finnico dal nome che ti rassicura, parla del nuovo membro del gruppo e del prossimo disco “Down”.

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Cultissimi Brutal Truth, ragionano sul Grind e della libertà compositivia a cui aspirano. Nel box al centro della prima colonna, un chiaro esempio di illeggibilità.

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Un’intervista dalle risposte un pelo bizzarre ad un gruppo che non ho mai ascoltato.

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E dopo Osmose ed Earache, tocca alla oggi vituperatissima Nuclear Blast.  Una pagine occupata per metà da una compilation e i nuovi dischi piccoli sotto. Tanto per ricordarci come funzionava il mercato e la promozione delle band allora.

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Intervistona a Samoth appena uscito di galera e pronto a tornare con gli Emperor ed il loro secondo disco. Trovato un nuovo batterista, tale Trym che resterà nel gruppo fino allo scioglimento e figurerà nella line up di reunion, Samoth parla dei contenuti del nuovo album e accenna qualche commento su cosa è accaduto in quegli anni tormentati della scena norvegese.

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Una domanda sul face painting, vera ossessione dell’epoca, e commenti sulla carcerazione. Si parla anche della nuova etichetta messa in piedi da Samoth.

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Paginetta sull’esordio di una band che riceverà maggiori fortune una volta cambiato il cantante: gli Arch Enemy di Michael Amott. Si notano pacati commenti su “Swansong” degli ex-pards Carcass.

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Una band che ha dato qualcosa di interessante e che nel tempo ha sempre più perso la strada. Il ridicolo titolo del loro secondo disco non ne inficia però la qualità.

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Elogi alla band che personalmente non ho mai avuto modo di ascoltare.

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Prosegue il cammino dei ricordi con la pubblicità della Napalm Records. Peccato che quel disco non se lo ricordi nessuno

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I Mortuary Drape in un lungo riassunto della carriera e una discreta autocelebrazione del leader Wildness Perversion.

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Un tour con sole band italiane, Detestor Sadist e Necromass. I primi stavano per pubblicare un album pronto a cavalcare il trend “Nu” del momento, i secondi avrebbero atteso il duemila prima di pubblicare il controverso ed inascoltabile”Lego”.

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Deliri filosofico-esistenziali che nella scena Black di allora andavano come il pane. La band ebbe poca fortuna e si sciolse due anni dopo, con appena tre dischi sul groppone.

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Fine dell’intervista agli Evol e trafiletto per i Paradigma, mai coperti dal sottoscritto.

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Cloni degli At The Gates, venivano salutati come una delle prossime “top bands del genere”. Sono rimasto piuttosto al di sotto del top a dire la verità.

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Ancora Napalm Records e un gruppo di cui si son perse le tracce. Passi l’Inglese per i promo, ma il Tedesco sembra un minimo esagerato.

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Intervista al gruppo pubblicizzato la pagina precedente e ad un gruppo che delira accanto.

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I Ragnarok hanno regalato numerosi capolavori alla Gallery e interlocutori dischi di puro Black Metal, un’intervista così satanista che vi spunteranno le corna! I Callenish Circle sembravano fatti di un’altra pasta invece…

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Se c’era una cosa insopportabile in Grind Zone, erano le recensioni scritte in un unico articolone. Si passava in due righe da un gruppo all’altro, si cercava il voto nella pila di immagini a lato e tutti confusi e felici. A volte manco c’erano le copertine purtroppo(o per fortuna) rendendo il tutto ancora più straniante. In questa pagina la netta stroncatura ai Theatres Des Vampires si distingue sul resto.

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Un bel voto per i succitati Callenish Circle, una stroncatura chiara per i Lycanthropy. I Memory Garden ora come allora, sfornavano dischi interessanti e poco notati.

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Più della metà delle recensioni  descritte hanno le immagini nella pagina successiva, converrete che è una bella caciara. Si distinguono i Vader che sfondavano sempre con piacere le orecchie altrui.

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Continuano le recensioni e il mescolio tra immagini e testo.

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Grandi nomi in questa pagina, almeno nelle immagini. Absu, Dark Tranquillity e Dimmu Borgir che portano a casa la pagnotta. Votone per gli Evereve, visti più volte nelle pubblicità della pagine precedenti. Cambieranno pelle negli anni successivi, venendo via via dimenticati da chiunque. Oggi non si sa se siano sciolti o meno, almeno questo è quello che si evince consultando un po’ la Rete.

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I Pain di Tagtgren  in mezzo ad una pagina di buoni dischi che non ho mai ascoltato. E’ bello vedere quanti buoni dischi si possono recuperare sfogliando una vecchia rivista, ma fa anche molto tristezza pensare a quanti abbiano avuto solo un quarto d’ora di celebrità per poi sparire nel nulla.

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I mastodontici Kampfar e una serie di copertine che definire tremende è fargli un complimento. Ah ci sono pure i Necrophobic?

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Votone per i Bal-Sagoth ed i loro disco titolatissimo, votaccio per i Gorgoroth. Se la cavano decisamente meglio i Summoning e i Limbonic Art.

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La rubrica delle Demo!! Nessun nome che poi abbiamo visto o sentito di recente, da notare giusto che una volta le demo si spedivano e non si allegavano.

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Qui ci sono i Mercyless che qualche disco lo hanno pure pubblicato. Per i Dunce viene usata forse per la prima volta chissà, una parola allora sconosciuta per indicare un genere musicale: Deathcore. I Gardens of Gehenna vengono irrisi per la scelta del nome ma elogiati per il loro sound.

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L’immancabile listone Audioglobe. Chi non ha mai perso le diottrie sottolineando o cerchiando titoli, come se questo potesse far materializzare all’istante i dischi desiderati?

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Dalla allora martoriata nazione ancora conosciuta come “Jugoslavia”, i Laibach. Non li ho mai ascoltati ma il tizio tutto a destra vestito da prete nella foto in basso è il sosia di Leo Ortolani. Quello di Rat-Man dai!

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“Ortolani Metal” a sinistra e a destra una pubblicità in cui spiccano i tamarrissimi e tristissimi “Goddess of Desire”, armati di mutande di pelouche fuori tempo massimo.

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Nella colonna a sinistra viene concesso spazio a sonorità inusuali, mentre nell’intervista a sinistra viene data voce ad una band portoghese. Non i Moonspell, i Desire! Avranno una lunghissima carriera composta da ben due album.

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Fine intervista ai Desire e una pubblicità che sembra una di quelle foto piene di banalità pubblicate dalle tardone su Facebook.

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Il leggendario Attila ci racconta il dopo Mayhem in una lunga intervista che ripercorre la sua carriera e illustra le follie che aveva appena messo sul mercato.

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Nella foto a corredo del testo tutta la follia dell’ungherese, l’intervista è piuttosto interessane soprattutto nella parte dedicata agli ex-compari Mayhem(colonna al centro)

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Tre trafiletti per tre band. Niente da leggere, possiamo andare avanti a cuor leggero

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Una volta tanto una pubblicità che dice il vero (fanboooy!!). Nella parte inferiore una “azzeccata” scelta di marketing per promuovere un negozio di musica e gadget vari compresa la “simbologia vichinga”.

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Le rubriche degli annunci sono sempre un crogiolo di disagio e pirateria. Leggete per credere, risate garantite.

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Numerosi “registratori” abusivi  e meno persone disagiate in questa seconda parte. Conclude la pagina la pubblicità per le ristampe dei Death SS. “4 CD di lunga durata”

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Tra trafiletti tre band è una formula che abbiamo imparato a conoscere. Ci si ricorda giusto dei Daemon perchè erano un supergruppo formato da Nicke degli Entombed e Anders Lundenmark dei Konkhra, i quali avevano appena preso Kontos e si apprestavano a tirar fuori il grande “Weed out the weak”.

La quarta di copertina non è sopravvissuta e quindi il viaggio termina qui. Dite la verità, quante band ricordavate oltre ai soliti noti?  Al prossimo appuntamento con gli Archivi Metallari, sperando che non sia fra otto mesi!

Per leggere i precedenti capitoli della rubrica basta cliccare qui o nella sezione apposita nel menu “Rubriche”

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14 commenti su “Archivi Metallari 7:Grind Zone 1/97 Febbraio/Marzo

  1. Ahahahahahaha ma allora non ero l’unico che mentre faceva la cacca sottolineava i dischi della Audioglobe sperando un giorno di comprarli tutti!

  2. ovviamente l’ho fatto anch’io e ancora prima con le pubblicità della mitica Sweet Music su HM e Metal Shock… sempre divertente, un’unico appunto per la critica ai Goddess Of Desire, un’onestissima band devota a Motorhead, Carnivore e Venom che apprezzavo sicuramente di più di molte altre bands recensite da GrindZone, più interessate a deliri filosofico/superomistici che al metallo… loro avevano i pellicciotti, le borchie e due performers belle tettute sul palco, questo bastava… poi negli anni sono diventato amico del cantante quindi erano ganzi a prescindere 😉 !

  3. la parte più bella è comunque l’intervista a Trey quando dice “A David piace la roba punk, rock e industrial”. Senza sapere che un giorno se lo sarebbe ripreso e avrebbe registrato un disco che contiene esattamente quella roba.

    Poi di chicche ce ne sono veramente troppe effettivamente, a partire da Petro ancora con i capelli, e il tipo degli Anathema che fa il DeMaio della situazione che ascolta solo metal ma poi gli fa schifo tutto, ignorando che da lì a dieci anni si sarebbe scordato perfino cos’è un distorsore

      • se non li segui, o se proprio ne sei digiuno, prova a sentire almeno “Rock the rebel, metal the devil”. è il secondo disco e le due componenti del sound volbeat (punk-rock e metal) erano ancora bene amalgamate. penso sia un signor disco. il resto della loro produzione non mi ha mai entusiasmato proprio per lo sbilanciamento tra queste componenti, e per il loro palese tentativo di scimmiottare i metallica più patinati.

  4. a volte mi era capitato il listone audioglobe, che all’epoca mi sembrava una sorta di olimpo irraggiungibile…e che in effetti lo era, a pensarci bene!!!

    comunque a oggi fa sorridere vedere gli Anathema nella grind zone, pensando a chi o cosa sono diventati, no? anche altri gruppi comunque si sarebbero “ammorbiditi” molto con il tempo…

  5. Del periodo ricordo tanto black metal, contenuti di interviste spesso da trattamento sanitario obbligatorio, copertine dei dischi disegnate a mano, bellissime, e tanto merchandising accattivante, sopratutto le magliette dei gruppi norvegesi.

    Gli Angizia, il gruppo della pubblicità, hanno pure fatto un disco-concept su quell’angelo di Anna Frank.

    Scusa, ma parlando di Attila Csihar, a quale disco ti riferisci? Ricordo che fece anche un album inusuale ma bellissimo con i Tormentor, Recipe Ferrum.

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