Quel Rude Venerdì Metallico /170: I don’t Kerry about it



A volte qualcuno ci ricorda cosa significhi davvero rompere la barriera del “politicamente corretto”, andare contro la morale comune disturbando o facendo incazzare più o meno tutti. Kerry King ha detto qualche giorno fa durante un’intervista: “Jeff is worm food. When you die, you go in the dirt. There is no doubt. Doubt’s called agnostic. I’m not agnostic.”(“Jeff è cibo per i vermi. Quando muori vai nella polvere. Non c’è dubbio. Il dubbio è agnostico e io non lo sono” riportato da Blabbermouth.net e linkata sulla pagina Facebook di R.A.M.). La frase è d’impatto, apparentemente irrispettosa e ha scatenato le ire di molti scandalizzati dal cinismo di King.

Ora, cosa c’è di strano nella frase di King? E’ intanto una frase che ha un effetto dirompente per un sacco di motivi, la mancanza di rispetto nei confronti di chi non c’è più, il cinismo buttato là senza motivo, se non per riaffermare un’immagine cattiva quanto basta in occasione dell’uscita del nuovo album.

Sarà un po’ tutte queste cose, in fondo manco mi interessa. In un primo momento sono rimasto a bocca aperta, quasi scioccato dalle dure parole di King, poi con calma mi son detto che alla fine non ha detto nulla di davvero sbagliato in termini tecnici. Indelicato quanto volete, ma sincero.

Una merce rara in tempi come questi dove tutti sono molto attenti a ciò che dicono, metallari compresi, attenti a non scontentare nessuno con parole offensive o concetti troppo estremi. Ma dico gli Slayer hanno mai detto qualcosa di diverso nei loro testi? Ora che lo sentite in un’intervista da fastidio così tanto? L’attitudine “trVe extreme” allora su cosa si baserebbe, per capire? Sulle bestemmie? Troppo facile, anche mio padre allora sarebbe un estremista col trucco da panda. Nelle canzoni si può scrivere di cose orrende, ma nelle interviste diplomatici e cerchiobottisti manco Enrico Letta. Stride un pochino, no?

Sì, ammetto che io non direi mai una cosa simile di un mio amico (o persona con cui ho avuto a che fare una vita intera), capisco anche che poteva magari porla in maniera differente, ma cosa sarebbe cambiato? Tanto vale dirla com’è, senza girarci attorno. Soprattutto se qualcuno ti domanda “Ma lo spirito di Hanneman guida la band?” meglio bloccarlo subito, in maniera chiara.

Rifletteteci su, magari ascoltando l’anteprima della title track del prossimo disco:

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12 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /170: I don’t Kerry about it

  1. Non puoi aspettarti tatto e delicatezza da Kerry King.
    Sono propio curioso di sentire cosa verrà fuori dal disco nuovo anche perchè non ho mai sentito una diatriba simile per gli Slayer,tra quelli che gridano al capolavoro e chi ha già il fucile puntato.Il tutto dopo solo due pezzi.

  2. Credo sarà un disco tipo W.P.B,per la serie:”Abbiamo cacato un disco,ora tour mondiale con due pezzi nuovi che tanto a voi v’importa ‘na sega che volete Season In The Abyss”.

  3. “Jeff è tornato alla casa del Padre e vive sereno nella luce in comunione con i Santi” Avrebbe dovuto rispondere così? Per una volta l’avido ciccione è stato coerente quindi non capisco il polverone.

  4. Beato lui che non ha dubbi. Ma la sua frase è sicuramente di dubbio gusto. Personalmente in questo modo parlerei solo di un nemico, ma alla fine eviterei anche questo, perchè è segno di vigliaccheria il parlare male di un morto. Poi parla di vermi che magari Jeff è stato cremato, sarebbe ironico (visti gli Slayer, in ogni caso).

  5. “L’attitudine “trVe extreme” allora su cosa si baserebbe, per capire?”

    Secondo me è una cosa che uno si sente dentro. Dubito che abbia qualcosa a che fare con la maleducazione.

    • Sono piuttosto d’accordo come anche scritto nel post, io non riuscirei mai a parlare così di un amico scomparso, ma posso per certi versi accettare la frase di King. La sincerità troppo schietta come in questo caso, va sempre a braccetto con la mancanza di tatto e gli Slayer non hanno mai composto una canzone con dei temi da educande. Per questo conoscendo King ci può stare, chissà poi quale offesa sarà mai questa. Sull’attitudine va bene sentirsela dentro, soprattutto in contesti diversi da un’intervista, però ogni tanto ci vuole anche qualcosa in più.
      Maleducazione ed attitudine vera e senza compromessi una volta erano tipo sinonimi, dato che l’educazione classica era l’etichetta da seguire per comportarsi ed essere accettati nella società.

      • Ok, ma concorderai con me che le conseguenze di quello che uno dice variano da contesto a contesto. Quello che può fare riflettere in un contesto artistico potrebbe risultare stupido/inutile/dannoso in quello della vita quotidiana.

        • Nella vita quotidiana le cose variano appunto da contesto a contesto e da come le persone si pongono, perciò concordo con te vivendo in prima persona con i miei disegni attriti di questo tipo. Ciò che io consideravo magari ultrasoft per alcuni era un imbarazzo totale. Sta ad ognuno di noi scegliere quali barriere e contesti rompere, e King ha fatto la sua scelta. Ma anni fa…

          • A pensarci su, la sua dichiarazione è proprio sbagliata, o meglio, solo parzialmente vera. Sarebbe stato più corretto dire: E’ ANCHE cibo per vermi. Altrimenti oggi gli Slayer non avrebbero cosa suonare. E i fans e i musicisti che si ispirano a lui avrebbero sicuramente da aggiungere più di qualcosa a proposito.

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