Quel Rude Venerdì Metallico /167:Mad Max The Fury Road, Metallo al Cinema!



Velocità, rovina, follia, Metallo, azione.

Non sono sostantivi vuoti, ma la descrizione asciutta e senza orpelli retorici di “Mad Max The Fury Road”, ovvero come un regista settantenne ormai dedito a cose per bambini, abbia tirato fuori il film d’azione più bello degli ultimi vent’anni. Non esagero, credetemi.

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Non vi basta per correre al Cinema tipo adesso?

Una folle corsa nel deserto dove una Charlize Theron bellissima pure col grasso in faccia, dà vita a Furiosa, una ribelle che fugge per rincorrere un’illusione, si fa strada in un mondo di uomini che sono ombra di se stessi, malaticci e fuori di testa. Una dura che incrocia la sua strada con Max Rockatansky, un pazzo che vaga nel deserto, perseguitato dal suo passato. Insieme giocoforza, dovranno riuscire a sfuggire all’impressionante numero di inseguitori che li tallonano, in cerca di una pace non concessa a nessuno in un mondo così devastato.

Un film clamoroso che grazie alla potenza delle immagini, alla sapienza del come raccontare storie e vite attraverso di esse, delinea personaggi e l’ambiente in cui si muovono senza un solo spiegone, nessun tizio  o voce fuori campo che ci tedia con i perchè e i percome. E per me già vincerebbe così, non fosse che Miller costruisce un universo con pochi tocchi e dettagli ben studiati, stimola l’immaginazione, la nutre e la scuote con le immagini bellissime di inseguimenti, schiaffi e schioppettate, con pochi attimi di tregua.

Si è sempre al massimo, non come  farebbe un regista del cazzo tipo Michael Bay che fa esplodere tutto senza costrutto e poi riesce a sbagliare pure un campo e contro-campo, non lasciando nulla di concreto alla fine dei botti. Miller ha una visione organica e la tecnica di come costruire un inseguimento lungo quasi un’ora, non c’è un’inquadratura buttata lì “perchè è figa”, è un Cinema vero che regala emozioni forti, nato dal connubio tra la visionarietà dell’autore e la sua conoscenza  tecnica, la personale rielaborazione di un linguaggio oggi sempre più svilito e maltrattato.

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“Se riuscite a rompere il cazzo pure ad un film così, allora m’arrendo”

Mad Max è un tizio che corre e racconta parlando pochissimo, plauso ad un Tom Hardy in formissima, tiene viva l’attenzione e la tensione sul personaggio senza maledette frasi ad effetto ogni cinque minuti, senza verbosi sbrodolamenti introspettivi. Non servono, il suo disagio e la sua follia vengono raccontate con il linguaggio del corpo, con i veloci flash partoriti dalla mente strizzata dal rimorso. Non è un eroe tormentato, è uno che ormai ha perso la testa e sopravvive in un mondo che sembra popolato da gente più pazza di lui.

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“Che me fa er pieno pe’piacere?”

Un’opera stupefacente nel compassato e rigido panorama moderno, riporta in alto il Cinema di genere (e non), spianando in un attimo personaggi stereotipati e film mediocri, ci passa sopra sgommando. Una botta incredibile di adrenalina, ma di quella buona, di cui non dovreste proprio fare a meno soprattutto oggi che non si trova più così facilmente.

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E c’è pure Megan Gale, più bona così che con un telefonino nelle orecchie.

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2 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /167:Mad Max The Fury Road, Metallo al Cinema!

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