Quel Rude Venerdì Metallico /165: Bloodborne è un incubo meraviglioso



Succede raramente che un videogioco trascenda il mero scopo di intrattenere e divertire, a volte e solo a volte, diventa un’esperienza affascinante da vivere per il gusto di scoprire il mondo in cui si viene immersi, di cogliere ogni sfaccettatura della storia che ci viene raccontata man mano che proseguiamo nel gioco. Bloodborne, titolo esclusivo per PS4*, è una di quelle fantastiche eccezioni. Sono stato completamente rapito dalle atmosfere gotiche e lovecraftiane di questa difficile e coinvolgente avventura, e colgo l’occasione per ringraziare il mio amico Francesco per avermelo prestato. Ero scettico e non avevo affatto voglia di infilarmi nel masochistico gameplay difficilissimo ed estremamente punitivo, tipico della casa di produzione From Software, nota per creare giochi in cui si muore spessissimo. Avendo avuto una frustrante esperienza con il loro famoso “Dark Souls”, un gioco talmente ostico e punitivo da costringermi ad abbandonarlo per non rischiare la mia sanità mentale. Io che da giocatore testardo non abbandono mai un titolo perchè troppo difficile, avevo mollato benchè stregato dalla cosiddetta “lore” (ambientazione, mondo di gioco) e dalle meccaniche di combattimento così severe nei confronti del giocatore. Figuriamoci se mi sarei di nuovo invischiato in una trappola che avrebbe messo a dura prova i miei nervi, sebbene intrigato nel provarlo non avevo pensato affatto ad acquistarlo, rimanendo nel mio sicuro mondo fatto di sparatutto e GDR più accessibili. E invece grazie alle insistenze di Francesco, ho deciso di dare una possibilità a questo titolo e ragazzi, non posso che ringraziare di nuovo l’insistenza del mio amico e la sua disponibilità nel cedermi la sua copia del gioco. BB_KyeArt_A_257295_14023645371

Bloodborne si potrebbe definire un “Gdr hack and slash”, ma sarebbe un’etichetta assai limitante per descrivere una peregrinazione in un incubo degno di Lovecraft davvero coinvolgente e appagante come poche. Non vorrei rivelarvi troppo della trama se non le linee base, poichè è una storia tutta da scoprire tra agghiaccianti colpi di scena, paesaggi da incubo che mettono alla prova quasi quanto i durissimi nemici o i “boss” che incontreremo regolarmente in ogni area.

Il nostro personaggio al quale possiamo dare un volto personalizzato, scegliere il sesso e il background passato,  si risveglia e non sappiamo perchè sia in quel luogo e come mai scelga di diventare un cacciatore di “belve”, persone trasformate in bestie da una malattia, sappiamo poco dei nostri scopi e se non ci si mette con impegno a seguire i labili indizi che ci vengono forniti non se ne cava molto. La voglia di addentrarsi nel gioco dipende da ogni giocatore, si può andare avanti sventrando nemici sempre più potenti e disgustosi senza chiedersi il perchè lo stiamo facendo ma credetemi, sarebbe una mossa avventata e poco furba. Non potremmo fare a meno di indagare sui luoghi e sulle vicende che andremo ad incrociare, rivelando man mano gli scopi e gli avvenimenti che si dipanano davanti ai nostri occhi.

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Paesaggi suggestivi da incubo

Il gioco è duro, ogni scontro va valutato con attenzione e richiede una certa maestria e confidenza col sistema di gioco, acquisibile con un po’ di esercizio e colpo d’occhio, eppure ad ogni morte non si può che ricominciare decisi a vendicarci e capire quale sia la migliore strategia per superare un certo avversario. Non è affatto difficile da giocare, le meccaniche sono semplici da padroneggiare, la difficoltà sta nel saperle mettere in pratica, nel capire come gestire un gruppo di nemici e sapere quando è il caso di non farsi notare e passare oltre, ammesso che ce ne venga concessa l’occasione. Importante anche per questo aspetto è l’esplorazione degli ambienti, curati sono ogni dettaglio e che a volte rivelano molto ad un attento osservatore. Ci si troverà spesso a rimanere incantati da quello che vediamo, atterriti dalla paura o semplicemente stupiti da tanta oscura magnificenza.

Di sicuro non è un titolo esente da difetti, a volte la gestione della telecamera lascia parecchio a desiderare per dirne una, però mi sento di consigliarvelo senza remore, sicuro che anche i difetti siano oscurati dalla soddisfazione di provare questo fantastico titolo. Giocandolo potrete vivere le atmosfere di gruppi come Morbid Angel, Nader Sadek e le malinconiche pennellate gotiche dei Paradise Lost, infognati in un incubo apparentemente senza ritorno dal quale sarà difficile svegliarvi. Io sono ad un passo dalla fine e non vedo l’ora di sapere cos’altro mi aspetta…

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L’editor per i volti consente con un po’ di lavoro di ottenere buoni risultati. Il vestito da vecchia beghina è a scopo dimostrativo, non andrete in giro vestiti come una nonna artritica tranquilli.

*se volete aggiungermi alla vostra lista amici su PSN, inviate una mail a rudeawakemetal@gmail.com, vi risponderò inviandovi la gamertag con cui cercarmi 😉

 

 

 

 

 

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8 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /165: Bloodborne è un incubo meraviglioso

  1. Se il gioco ha mantenuto lo stesso sistema di combattimento del suo predecessore, è sicuramente una bomba, ma il prezzo attuale delle nuove console deve calare e deve uscire ancora qualche titolo decente, prima che uno sborsi la pecunia.

    • Il combat system è di sicuro una bomba, spero si abbassi presto il prezzo della Ps4 così lo provi, perchè merita davvero… 😉

  2. Pingback: The Beyond /1: The Witcher 3 | Rude Awake Metal

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