Moonspell- Extinct


Moonspell_-_Extinct_(album)Il percorso dei Moonspell nel corso della loro ventennale carriera è stato duro ed impervio in alcuni frangenti, soprattutto per certi individui appesantiti da orecchie foderate di bronzo (malamente scambiato per filtro capace di distinguere il Metallo nobile e “trve” dalla merda). A pensarci un attimo come avrebbe potuto una band che ha forgiato un sound così variegato ed influenzato dalle più disparate fonti, ingabbiarsi in una formuletta rassicurante e ripetuta fino all’autoplagio?

Non ci hanno mai provato a ripetere in maniera pedissequa “Irreligious”, il discone che li portò in cima e ci fece scoprire ciò che allora non era così scontato come oggi: le band interessanti potevano uscire anche da posti impensabili come il Portogallo. Nei dischi successivi osarono mescolare ancora di più le carte, annaffiando di elettronica il loro sound, portandone allo scoperto le influenze darkissime e leggere per il Metallaro bronzato di cui sopra.

Una schizofrenia sonora palesata nel loro lavoro precedente, il doppio album “Alpha Noir”, dove la musica dei nostri si scindeva nelle due forme espressive che la compongono: il Metallo duro e feroce da una parte, il dark più melodico ed elettronico dall’altra.  Un esperimento ben riuscito senza dubbio, ma la bellezza dei Moonspell è sempre stata a parer mio, la capacità di tenere questi due mondi insieme, stringere in un abbraccio diverse sponde musicali con una capacità ed una sicurezza invidiabile. E finalmente “Extinct” torna ad essere un unicum musicale, un’opera sicura e riuscita in tutti i suoi diversi frangenti, saldamente connessi tra loro. Provate ad ascoltare il primo pezzo per farvi un’idea di cosa significhi tutto ciò: cantato suadente e chitarre melodiche, tastiere che si perdono subito in un blast beat brevissimo reso ancora più feroce dalle frustate impietose del growl di Fernando Ribeiro, per poi trasformarsi in una triste canzone compassata e ricca di sfumature.

L’album racchiude il meglio della parola dei Moonspell, condensando in dieci pezzi (quattordici nella deluxe edition) tutto quello che hanno da darci, senza stare a pensare a chi piacerà cosa e senza farsi troppi problemi.

Questi sono i Moonspell che mi piacciono: intriganti, pesanti, dark e malinconici. Un’anima complessa che affascina e conquista senza fatica l’ascoltatore, perduto ed ipnotizzato in un mare di Musica avvolgente e viva.

Tracklist:

01. Breathe (Until We Are No More)
02. Extinct
03. Medusalem
04. Domina
05. The Last Of Us
06. Funeral Bloom
07. A Dying Breed
08. Malignia
09. The Future Is Dark
10. La Baphomette

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:la title track in un bel video dove trova spazio anche la cara e vecchia…

ff

 

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10 commenti su “Moonspell- Extinct

    • Io sono più che soddisfatto, mi è piaciuta soprattutto la scelta di non dividere il songwriting come nel precedente 🙂

  1. Non esattamente il mio genere, ma il disco mi è piaciuto 🙂
    Visti anche dal vivo pochi giorni fa, davvero bravi!

    (certo che però, quel capezzolo-bottiglia…)

  2. Devo ammettere che anch’io li ho sempre mal sopportati, non riuscendo ad andare oltre i due-tre minuti di ascolto. Ho dato una chance a questo disco quasi per caso e mi ha veramente rapito.
    inaspettatamente bello

  3. E Medusaaleeee… E…. EEEEEEEEEEEEEEEEEEM! I Moonspell gli avevo mollati sentimentalemnte dopo The butterfly fx, che non mi aveva convinto per niente nel suo tentativo di rileggere i Rammstein in chiave Moonspell-Sin/Pecado, facendo passare l’operazione come rilettura personale di un tipo di sonorità, l’industrial-metal che, palese dal risultato finale sul disco, i nostri non hanno mai approfondito proprio oltre i Rammstein. Ho ascoltato tutta la loro discografia, ma ho reiniziato ad amarli proprio con il precedente Omega White. Extinct invece non riesco a smettere di ascoltarlo. Il tutto suona così ispirato, fresco, energico, mah sarà la primavera. 🙂

  4. Sono contento di leggere una recensione entusiasta da parte tua. Il disco ha fatto storcere il naso a molte persone e webzine che lo hanno tacciato di “commercialità” (Che palleeee…ma un po’ di originalità no eh). A me è piaciuto, come tutta la loro discografia. Pentacoli meritatissimi… 😀

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