Quel Rude Venerdì Metallico /158: I ringraziamenti che ringrazierò a vita



Ricordo ancora quei giorni come fosse ieri, lo stereo che mangiava in continuazione quei pochi CD e cassette comprati nelle peregrinazioni dalla provincia alla Capitale, pronto a tutto pur di mettere le mani su altri nuovi dischi. Un viaggio ogni due mesi circa, massimo cinque CD con i sudati risparmi e una gioia incontenibile quando riuscivo a trovare pezzi mancanti nelle discografie dei soliti  Maiden, AC/DC o dei Metallica. Ci si formava pian piano tramite le riviste, il semplice adocchiare una copertina o un nome ascoltato in qualche compilation rimediata chissà dove.

E poi c’era il metodo “listone dei ringraziamenti”. Chi ha una certa esperienza (“una certa età” fa troppo anzianotti che si raccontano le cose) ricorderà le minuscole scritte all’interno dei booklet dei Cd, quelle che di solito leggono pochi malati completisti. Io ero uno di quelli, me lo sfruttavo fino in fondo quel cazzo di disco, leggendo pure le righe del copyright!

Lo facevo non solo per scemo feticismo, ma perchè nelle selva di nomi ameregani c’erano sempre i ringraziamenti a delle band “amiche”, quelle che facevano parte di una scena o semplicemente avevano ispirato chi aveva scritto quella lista. E ci trovavo  un sacco di nomi da appuntare, anche se di certi gruppi non ho mai avuto la possibilità di trovare un disco se non decine di anni dopo. Perdendo diottrie su diottrie, accumulavo nomi, davo fiducia a chi aveva ringraziato certe band, perchè se erano degni di apparire in una lista di ringraziamenti della band “X”, allora dovevano essere per forza cazzuti.

Spesso lo erano e avevo la conferma che il sistema funzionasse bene, soprattutto se qualche dubbio me lo fugava Metal Hammer con qualche recensione.

Altri tempi, dove l’Internette era una roba talmente fantascientifica che manco la Fantascienza l’aveva ancora immaginata, figurarsi per un’adolescente di provincia come me. Ebbi modo di varare la mia esperienza nel Web soltanto nei primi mesi del Duemila, in un Internet point con alcuni commilitoni scafati che usavano agevolmente il mezzo. “Vamme un po’ sul sito dei Judas Priest…” richiedevo e tàc! Oggi sembrerebbero tristi quelle pagine fatte con Frontpage o simili, ma allora erano la nuova frontiera, una porta che dava l’ingresso ad un mondo enorme e che ti travolse con impeto. Su quei siti c’era tutto, spesso anche i testi che quei maledetti non avevano inserito nei booklet, informazioni e foto. Tutto.

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C’era qualche immagine, ma era tutto qui…

Però quelle liste dei ringraziamenti non le ho messe da parte subito, ci sono voluti altri due o tre anni per avere una connessione tutta mia, ricordo che dopo parecchie donne nude ho cominciato anche a cercare Metallo.

Oggi basta un “mi piace” e Fb ti suggerisce cosa potrebbe piacerti, guardi un video su Iutubbe e succede lo stesso,  in fondo il sistema è quasi lo stesso. Ascolti qualcuno e ti viene segnalato qualcun’altro. Le uniche differenze è che i consigli oggi sono il triplo di quelli che ti forniva una piccola lista, e a voler essere un po’ poetici a sproposito, una volta era qualcuno che diceva “grazie” ad altri che ti consigliava involontariamente qualcuno di valido a cui dare fiducia. Oggi lo fa uno script.

 

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4 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /158: I ringraziamenti che ringrazierò a vita

  1. la lista degli special thanks !!! La leggevo sempre anch’io, una fonte incredibile di nomi di bands amiche, underground e non che poi finivano nelle cose da cercare… altri tempi. Il mio primissimo approccio con internet fu a casa del cugino di un amico che suonava e suona con me… connessione lentissima ma trovammo a fatica un tesoro inestimabile e subito stampato: i testi e parecchi spartiti degli Accept, gelosamente custoditi all’epoca (con gli Accept sciolti) nel sito personale di Wolf Hoffmann, un sito di fotografia in cui c’era una sezione dedicata a quello che all’epoca era il suo “vecchio mestiere”

  2. io li leggo ancora oggi!!

    per gli americani non saprei, ma di sicuro ci sono delle band europee molto solidali tra loro, tipo i kamelot con gli epica (quasi gemellati direi), ma anche i tedeschi rinrgaziano molto altre band connazionali. poi ci sono tutti quelli a delle radio che non hai mai visto e sentito in vita tua.

    comunque quello più strano, e per me è ancora un mistero, è nel libretto di un greatest hits degli Psychedelic Furs (nota band pop rock anni 80) preso una vita di anni fa, in cui alla fine si ringrazia un certo Bruce Dickinson…ma sarà proprio lui o un omonimo? e che avrebbe a che vedere con la cosa? è una domanda che mi assilla ancora oggi.

    • Anche io le leggo tutt’ora, certo all’epoca ne ricavavo un altro risultato 😉

      p.s. sul Dickinson ringraziato non ho proprio idea…

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