Machine Head- Bloodstone & Diamonds


445359I Machine Head ormai sono una garanzia dopo il celebre tonfo degli orripilanti “The Burning Red” e “Supercharger”, la band di Robb Flynn ha risalito la china con album belli e di qualità. Non fa eccezione questo “Bloodstone & Diamonds”, album che contiene dodici canzoni spesso molto lunghe che provano a costruire un sound corposo ed epico. Le cose migliori le troviamo quando decidono di spingere sulla pesantezza, liberando  i riff e gli assoli dalla zavorra orchestrale, facendoci riassaporare le strutture di “Burn my Eyes” in “Ghost will hunt my bones”, dove la voce pulita di Flynn accompagna un pezzo impostato su velocità pacate, un crescendo davvero pregevole, forse la canzone migliore della scaletta.

Non si sente affatto l’assenza di Adam Duce al basso, storico sodale di Flynn che aveva lasciato il gruppo in polemica lo scorso anno, il nuovo Jared MacEachern si ritaglia timidamente il suo spazio offrendo una degnissima prova. Il punto forte del gruppo oltre alla coppia rodata Flynn- Demmel è il lavoro dietro le pelli di Dave McLain, a suo agio sia nelle parti più “atmosferiche” e “groove” che nelle accelerazioni da tempesta di schiaffi.

Se si escludono quegli arrangiamenti orchestrali poco azzeccati e ridondanti nell’opener, l’album mostra comunque la capacità dei MH di costruire canzoni dalle strutture complesse riuscite e coinvolgenti, di sicuro è un album meno immediato del precedente “Unto the Locust”, eppure si arriva comodi e soddisfatti alla fine delle numerose canzoni che lo compongono. In effetti qualche brano riempitivo poteva essere tranquillamente cassato, evidentemente la bulimia compositiva dei nostri non conosce incertezza e freni.

Un disco cazzuto e potente da lasciar crescere dopo un buon numero di ascolti, una buona prova che suggella lo stato di grazia della band. Non mi sembra poco de ‘sti tempi…

Tracklist:

1. Now We Die
2. Killers & Kings
3. Ghosts Will Haunt My Bones
4. Night of the Long Knives
5. Sail into the Black
6. Eyes of the Dead
7. Beneath the Silt
8. In Comes the Flood
9. Damage Inside
10. Game Over
11. Imaginal Cells
12. Take Me Through the Fire

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco: il disco intero in streaming su Youtube!

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Gli antenati dei Machine Head in una foto del 1919 circa

 

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6 commenti su “Machine Head- Bloodstone & Diamonds

  1. Pima parte bellissima con apice in “Sail into the black”. Poi da “In Comes the Flood” alla pallosa ed inutile “Imaginal Cells” skippo per godermi il finalone. Insomma un album che ascolto volentieri ma che per me non è molto “equilibrato”. Gli preferisco i precedenti due, anche per i testi che sono parecchio piu fiacchi e scontati. Anche per me 3 Cazzurilli e mezzo…. 😀

  2. Non riesco a non volergli bene.. sono il primo gruppo che ho visto salire sul palco di supporto agli slayer nel lontano 1994 😉 ricordo la loro esibizione quasi fosse ieri, un aggressività pazzesca, sono quasi riusciti a mettere in ombra gli slayer quella sera..

    • Ti invidio, io li ho visti di supporto a “The Blackening” nella data a Roma, con i Maiden e i Motorhead all’Olimpico. Mi sarebbe piaciuto vederli nel 94, in fondo li ho scoperti proprio con “A Nation on fire”. 🙂

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