Quel Rude Venerdì Metallico /152:Interstellar, mica stamo a fa Kubrick!(no spoilerzzz)



La curiosità di vedere cosa avesse combinato Christopher Nolan col suo nuovo “Interstellar” era abbastanza elevata, tanto da andarci il giorno stesso in cui è uscito nelle sale. Ieri, un bel giovedì ultrapiovoso nel solito multisala, con l’oculatissima scelta di andare a vedere lo spettacolo delle 16:00. Una cinema semi deserto, senza orde di spettatori capitati là per noia o per altri motivi che non siano guardare un film, una situazione ideale per gustare un film come “Interstellar”.

E ragazzi, che film.

Dopo il tremendo pastone della terza parte della trilogia di Bat Man, una roba indecente sotto quasi tutti gli aspetti, Nolan decide di fare il film meno facile della sua carriera dopo “Memento”. “Interstellar” non è un film di fantascienza come lo si intende oggi, tipo esplosioni, battute demmerda e tutte quelle stronzate figlie dello stile Michael Bay, tacci tua dove stay. E’ un film intimista, dal taglio autoriale (almeno ci prova), emozionante e coinvolgente, nonostante nei discorsi dei personaggi ricorrano spesso e volentieri argomenti legati alla Fisica, alla Fisica Quantistica, all’Astronomia e via di teorie scientifiche. Bisogna rivolgere l’attenzione totale ai personaggi, il vero motore del film, che senza stare a dirvi molto è un film che parla di concetti e domande antichissime quanto l’uomo stesso.

Cosa ci rende davvero umani? Qual’è il limite che possiamo raggiungere? Cosa siamo disposti a fare per sopravvivere?

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Ognuno di voi potrà farsi la propria idea e cercare di carpire quella di Nolan guardando le quasi tre ore di durata del film, una durata importante scandita da immagini nello spazio che sembrano rubate agli archivi della NASA, tanto sono fedeli alle vere riprese spaziali che avrete visto qualche volta.

Nolan sfrutta i classici punti fermi della fantascienza, l’umanità alle corde, il viaggio spaziale come metafora del viaggio umano, non ultimo un’intelligenza artificiale che sembra più umana degli umani, per confezionare una storia universale che riesce a ricordare le atmosfere di pellicole come “Solaris” o “2001…”, con il dovuto rispetto ovviamente.

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“Ah quindi non stamo a rifà Kubrick?”

Il consiglio è di andare a guardarlo in un orario di scarsa affluenza di pubblico, altrimenti rischiate di non godervelo fino in fondo perchè ha nel silenzio una componente fondamentale e una platea di scimmie urlatrici non è il giusto contorno.

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4 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /152:Interstellar, mica stamo a fa Kubrick!(no spoilerzzz)

  1. “E’ un film intimista…”

    Bom, fatta, vado a vederlo già solo per questo. Magari, come hai scritto tu, non in un orario dove abbonda di scimmie urlatrici o di vecchiacci imbruttiti con la tosse grassa.

      • L’ho visto l’altro ieri, quasi due anni dopo avere scritto il commento sopra 😦 . Non riesco ancora a capire se mi è piaciuto. Indubbiamente è fatto molto bene, ma il finale della storia mi sembra più una sentenza di condanna che un lieto fine. Può il desiderio di superare i limiti umani trasformarsi in un opuscolo dei Testimoni di Geova riletto in chiave futurista? Secondo me l’effeto “sarcofago” che trasmette il finale rovina le premesse della prima parte del film.

        Altre cose che ho notato del film: La famiglia di Copper è minacciata da “tempeste di sabbia”. In certe scene sembra proprio di vedere un paese straniero del Medio Oriente e non una fattoria americana. Il significato simbolico della cosa, se pensiamo al periodo storico in cui viviamo, è tremendo. Avrebbero tranquillamente potuto aggiungerci dall’ultimo Batman di Nolan i bombaroli Talia al Ghul e il Bane Orwelizzato.
        Cooper gestisce la famiglia senza una donna e ha un rapporto affettivo un pò strano con la figlia.
        Il nero a bordo della base spaziale “non sa nuotare”.
        Il Giuda della situazione ha un cognome ebreo.
        La dottoressa Brand a un certo punto si lascia guidare dall’emotività e trascina l’equipaggio in una situazione che porterà alla rovina la missione (ma anche alla sua salvezza). Ste donne.

        • Formalmente è bellissimo, scricchiola un po’ dal punto di vista della storia, soprattutto nella parte finale. Resta positivo il fatto che ci sia ancora qualcuno che ha voglia di fare un film di fantascienza.

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