Dieci Batteristi Inumani(i classici)


Drums22Due anni fa pubblicavo la classifica dei Dieci batteristi inumani moderni che preferisco e dopo questo “piccolissimo” lasso di tempo arriva la promessa seconda parte della classifica, quella dedicata ai batteristi classici. Premessa: mancano Lombardo, Hoglan e qualche altro nome che qualcuno ritiene giustamente “classico”, ma li ho inseriti nella classifica relativa ai moderni perchè hanno sempre rinnovato ed approfondito il loro stile, suonando sempre in maniera nuova il loro strumento.

Fatto chiaro il punto, via con la classifica rigorosamente in ordine crescente.

10.Clive Burr

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Il povero Clive Burr, scomparso a marzo del 2013 dopo una lunga lotta contro la sclerosi multipla rimane un’icona del classico Metal drumming. Il suo stile fisico e per nulla scontato, segnò le performance ed i pezzi dei primi Maiden in maniera indelebile.

9.Nicko McBrain

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Incredibile dal punto di vista tecnico, particolare l’uso del pedale della cassa, suonato a velocità che richiederebbero il doppio pedale. Era solito dire che suonare col doppio pedale era come barare per un batterista. Con l’avanzare dell’età avrà pensato che forse qualche mano truccata se la poteva concedere, ma a quanto pare ormai è abituato a far senza. Si distingue per la sua ironia e la capacità di prendersi poco sul serio.

8.Gar Samuelson

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Batterista nei primi Megadeth, indimenticabile il suo contributo su “Peace Sells…”, sapeva stupire con passaggi inconsueti per il genere, grazie ad un bagaglio jazz che svilupperà fino alla sua morte prematura nel 1999.

7.Cozy Powell

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Batterista solidissimo e dall’ampio bagaglio tecnico, particolarmente conosciuto per aver militato nei Rainbow di Blackmore, nei Whitesnake, nei Black Sabbath e mille altre collaborazioni con musicisti di un certo spessore. Il suo drumming ha influenzato moltissimi batteristi in erba, purtroppo è venuto a mancare troppo presto, a causa di un incidente stradale, una passione quella per i motori che ha segnato per sempre questo grande musicista.

6.Pete Sandoval

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Pete “Commando” Sandoval rivoluzionò il modo di suonare Metal Estremo, aggiungendo una precisione implacabile al forsennato blast beat, che spesso veniva “buttato in caciara” negli anni addietro. Prima nei Terrorizer e poi nei Morbid Angel, Pete ha regalato pattern micidiali ed indimenticabili, uno di quei batteristi estremi che puoi riconoscere mentre suona.

5.Mikkey Dee

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Mikkey Dee si fa conoscere con il suo contributo sui dischi solisti di King Diamond, dove sfodera una buonissima tecnica e uno stile che muterà dopo il suo ingresso nei Motörhead. Intenso sia con i classici ritmi rock ‘n roll che nelle durissime cavalcate in doppia cassa, su tutte lo stupefacente pattern di “Sacrifice”.

4.Charlie Benante

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Il suo stile dinamico e ritmato ha reso celebri i pezzi degli Anthrax, dove sfoggia anche un uso capace del blast beat, in tempi non sospetti. Mr. Benante si è ritagliato uno spazio importante che lo ha elevato e distinto dai colleghi dell’epoca d’oro del Thrash.

3.Phil “Philty Animal” Taylor

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Selvaggio ed indomabile, ha aperto un mondo con un solo pezzo: “Overkill”. La doppia cassa continua, il selvaggio e veloce drumming sono elementi che lo hanno aiutato a sopperire ad una tecnica non altissima, ma assolutamente personale e riconoscibile.

2John Bonham

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Estro, tecnica ed aggressività furono la sua arma migliore. Pionere assoluto nell’approccio duro allo strumento, cambiò per sempre il ruolo del batterista all’interno della rock band, non più sfondo ma protagonista al pari degli altri musicisti. Un gigante col quale ogni batterista moderno ha dovuto confrontarsi.

1.Bill Ward

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Per capire cosa significhi fantasia, abilità d’improvvisazione e senso del ritmo basta ascoltare “War Pigs”, pezzo simbolo del modo di suonare di Ward. Ogni rullata ha una sua anima, una combinazione di percussioni  inimitabile. Un vero gigante che ha sempre differenziato ogni suo pezzo, mostrando che ci vuole altro che la mera tecnica per emozionare.

E voi? Quali sono i vostri dieci classici imprescindibili? Commentate e fatemi sapere…

Nel caso non abbiate mai ascoltato uno di questi mostri inumani all’opera, vi consiglio (oltre che vergognarvi) di ascoltare:

10.Clive Burr:“Phantom of the Opera”-Iron Maiden
9.Nicko McBrain: “Where Eagles Dare”-Iron Maiden
8.Gar Samuelson:“Peace Sells…but who’s buying?”. Megadeth
7.Cozy Powell:“Kill the King”-Rainbow
6.Pete Sandoval:“Corporation Pull in”- Terrorizer
5.Mikkey Dee:“Sacrifice”-Motörhead
4.Charlie Benante:“Efilnikufesin”-Anthrax
3.Philty Animal:“Overkill-live”-Motörhead
2.John Bonham:“Black Dog”-Led Zeppelin
1.Bill Ward:“War Pigs”-Black Sabbath

Per la classifica con i Dieci Batteristi Inumani (i moderni), basta cliccare QUI.

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23 commenti su “Dieci Batteristi Inumani(i classici)

  1. Invertirei solo le prime due posizioni, ma va bene anche così. Ward lo si ama e basta. Anche se Bonham lo amo un po’ di più 😀
    Bellissima top 10

  2. Fra i classici (hard rock/metal) direi, seguendo le tue direttive e in ordine casuale: Neal Peart (Rush), Cozy Powell, Les Binks (ex Judas Priest), John Bonham, Don Brewer (Grand Funk Railroad), Brian Downey (Thin Lizzy), Greg Allman (Allman Brothers), Albert Bouchard (Blue Oyster Cult), Phil Taylor, Will Calhoun (Living Colour).

  3. Billl Ward sicuramente. Adoro anche le cose che ha fatto da solista e la sua partecipazione all’omonimo disco di Iommi. Come altri batteristi non saprei. Essendo ignorante in materia non so cosa si intende come batterista classico. Faccio dei nomi così, d’istinto, ma non linciatemi: Dan Zimmermann dei Gamma Ray, Valor Kand dei Christian Death, Jimmy Bower dei Down, John Douglas degli Anathema, Johnny Kelly dei Type 0 Negative, Thomas Stauch dei Blind Guardian, Ginger Fish-Marilyn Manson/Rob Zombie. Uno ne avrò preso?

  4. ottima classifica ma mi stupisce la mancanza di Ian Paice e la presenza di Sandoval nei classici…a me piace molto anche lo stile di Rockenfield ( nei fu Queensryche) e vado giù di testa con Kirk Arrington dei Metal Church ( specialmente in Blessing in Disguise) e per Ken Owen dei Carcass….ora vado a leggere la classifica dei moderni….

    • Sandoval è nei classici per come ha influenzato il drumming estremo, aggiungendo la precisione metrica al blast beat e ai patterni più veloci. Per esempio, Lombardo e Hoglan sono nella classifica dei moderni perchè non sono rimasti ancorati ad uno stile che li ha resi celebri, ma hanno evoluto il loro modo di suonare. Su Paice ho tentennato, ma gli ho preferito Cozy Powell e Bonham, comunque lo considero un vero gigante.

  5. Mmmmh mumble rumble…
    io farei così:
    1) Bonham (Led Zeppelin)
    2) Ward (Black Sabbath)
    3) Peart (Rush)
    4) Benante (Anthrax)
    5) Glockler (Saxon)
    6) Mazurkiewicz (Cannibal Corpse)
    7) Griffin (D.R.I)
    8) Evans (Nuclear assault)
    9) Zimmerman (Fates warning)
    10) Rockenfield (Quennsryche)
    e 11) LARS ULRICH! hahahaha! 😀

  6. mi associo agli apprezzamenti per neil peart dei Rush.
    e non so se possa essere considerato classico o moderno, ma vorrei citare anche Mike Terrana dei Rage.

  7. Anch’io cambierei le posizioni di Bonham e Ward, ma direi che cambia poco. Sempre mostri sacri restano.
    Neanche una parola per Mike Portnoy?
    Buona domenica (metal) \m/

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