Gory Blister- The Fifth Fury


03. Gory Blister - ArtworkQuante volte qui su R.A.M. ho elogiato i gruppi italici solo per la qualità della loro proposta e non per uno sciocco patriottismo musicale? Svariate, no?(come no, bastardi!!??). Oggi si parla sempre più spesso della scena estrema italica, tra gruppi che hanno guadagnato il loro spazio meritatissimo anche all’estero e chi vive nel sottobosco, impegnato a spingere e a sbattersi in nome del Metallo.

I Gory Blister sono una di quelle band di cui avrei voluto tanto parlare ma come al solito sommerso da valanghe di robe e rubriche non ce l’ho fatta. Avevo ascoltato il loro disco precedente, “Earth Sick” uscito nel 2012, rimasi piacevolmente impressionato dalla carica che sprigionavano in quel lavoro. Death tecnico e brutale che arrivava dritto a sfondare timpani e tutto quello che c’era sotto, tra colate micidiali di assoli e quel sapore melodico strisciante che non si sovrapponeva mai agli schiaffi, in più figurava pure un certo Karl Sanders come guest in un paio di canzoni. Voglio dire, mica Andrea Dipré…

Un disco che avrebbe meritato un suo posto qui sul blog, così quando ho ascoltato “The Fifth Fury” non ho voluto fare lo stesso errore, anzi. Sviscerato per giorni e ascoltato come si deve, non si può che confermare quanto la band sia migliorata e abbia affinato i propri mezzi. Il loro Death è sempre molto tecnico, i richiami e le influenze corrono subito agli immortali Death e ai Carcass, un sottile richiamo che chi suona questo genere quasi non può scampare, senza eccedere ovviamente. E i Gory Blister non fanno eccezione, ma si muovono bene all’interno di pezzi legati alla tradizione e allo stesso tempo agganciati con forza al moderno modo in cui si suona oggi il Death.

Una fresca varietà ci accompagna nella scaletta dei pezzi, non c’è un solo modo di schiaffeggiare l’ascoltatore e loro ce la mettono tutta per far male senza farsi dimenticare. Tempi dispari, assoli memorabili e molto melodici, attacchi diretti e veloci. C’è parecchia roba qui dentro, non mancano nemmeno i sintetizzatori, ci si diverte ad ascoltare questo lavoro e non si rischia l’indigestione da “pippone ipertecnico”. Applausi anche alla batteria di Joe Laviola, mai sopra le righe nonostante l’enorme bagaglio tecnico, e alla prova vocale di Paolo “St.John” John, il suo è un growl cupo e rabbioso dall’alto coefficiente espressivo.

“The Fifth Fury” è un lavoro che merita di uscire da quel sottobosco citato all’inizio, così come la band meriterebbe maggiore attenzione. Gli schiaffi che danno lasciano il segno, il consiglio è di porgere loro le voste guanciotte!

Tracklist:

1. Psycho Crave
2. Thresholds
3. Toxamine
4. Devouring Me
5. The Fifth Fury
6. Promotheus Scars
7. In The Mass Grave
8. The Grey Machinery
9. Heretic Infected Orchestra

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco: la title track.

ddd

Growliamo tutti in Gory!!

Un commento su “Gory Blister- The Fifth Fury

  1. Pingback: Intervista ai Gory Blister! | Rude Awake Metal

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