Quel Rude Venerdì Metallico /144: Italiani brava gente?


Quante volte avrete sentito gli slogan “supportiamo i gruppi italiani!” “supportiamo la scena nostrana!” lanciati con gran trasporto da chi vorrebbe elevare lo status del Metallo tricolore?

Troppe volte vero?

La cosa peggiore è che sono solo delle parole ripetute spesso senza manco crederci. Sì perchè altrimenti non si capisce come mai quando un gruppo arriva a varcare i confini nazionali riscuotendo grande successo nel resto del mondo, comincino le prime irritate critiche che hanno sempre un puzzo di invidia che fa spavento.

Oggi in Italia ci sono numerose band che godono di supporto internazionale e uno status di tutto rispetto al di fuori del nostro Paese, eppure sono quelle che spesso devono combattere contro uno stuolo di critiche e maldicenze giocate su ignobili speculazioni ricamate sempre intorno agli stessi argomenti. Praticamente quando arriva il “successo” (tra virgolette perchè il successo che vive oggi un gruppo significa ben poco in termini economici di solito) il supporto deve sparire, si tende a tirare merda e a disprezzare chi in qualche modo ce l’ha fatta ed è una chiara stupidaggine grosso modo “molto italiana”, per dirla alla Stanis LaRochelle.  Soprattutto fra gli “addetti ai lavori” (ma non solo ovviamente) cominciano ad arrivare colpi bassi, pettegolezzi e insulti alle band che magari hanno firmato per una grossa label straniera, dimenticando il tanto decantato supporto che continuano ad invocare per altri e per se stessi, di solito quelli che non sono riusciti ad emergere del tutto.

Ma cosa c’è che non va nelle vostre teste?

E’ la solita questione che se qualcuno ce la fa deve essere osteggiato e disprezzato solo per invidia e perchè evidenzia in modo marchiano il proprio “fallimento” o la propria mancanza di soddisfazione che qualcun’altro ha sempre immeritatamente raggiunto grazie a collusioni dubbie o chissà quali mezzucci di comodo? Ma non sarà che son bravi e se lo meritano? Possibile che non capiate quanto sia stupido inneggiare all’unione ed al supporto per poi sputare veleno contro selezionati bersagli che sono riusciti ad elevarsi dall’underground?

Francamente si fatica a capire come si possa raggiungere una vera compattezza nella nostra malandata ma fervente scena, se poi bisogna tirare la merda a chi riesce a farsi una reputazione di buon livello. Guai a parlar male di una band underground che “si fa il mazzo per suonare”, nessuna critica per carità, altrimenti non supporti il Metallo italiano e sei degno solo di ascoltare le Babymetal! Però se scrivi due righette al veleno su un gruppo di rilievo ecco che ci si aggrega molto più volentieri e il supporto va a farsi fottere senza grosse difficoltà.

Davvero, non è normale temere il successo, non è normale invocare l’underground come unico valore assoluto, sebbene degno di rispetto ed importantissimo per tanti motivi che ora non ti vuoi dilungare a scrivere, ma soprattutto non è normale screditare per forza chi l’ha trovato. Se si vuole rispetto e supporto, allora bisogna essere pronti a darne, si dovrebbe comprendere quanto sia positivo per tutti se qualche gruppo italiano viene notato ed ha seguito all’estero perchè accende l’attenzione sul proverbiale sottobosco che vive e si dimena, ma che si perde in litigi e commenti degni di un condominio, altro che scena.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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10 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /144: Italiani brava gente?

  1. la rabbia dei mediocri è piena di nobili intenzioni. Ma diventare uno scrittore noto e che riesce a campare di scrittura, o un musicista di musica, mica è reato. Anzi. Poi si a volte chi vende non vale nulla,ma non è sempre così
    Si deve prendere la responsabilità di aver successo e di gestirlo,per molti è meglio darsi il tono del genio incompreso, vivacchiare nell’under ground e maledire quelli commerciali.

  2. E’ qualcosa che ho notato anche io, anche se secondo me il vero problema in Italia non è che chi dice “supportate il metallo nostrano” senza crederci, ma quelli (la maggioranza, per mia esperienza) che nemmeno hanno l’intenzione di farlo, che non segue affatto l’underground. C’è poco da fare, i metallari italiani sono esterofili, e se ti chiami Iron Maiden, Metallica, Slayer, qui potrai fare grandi numeri e riempire le arene; se invece ti chiami anche Rhapsody of Fire, è molto più difficile farlo, per non parlare se sei una piccola band. Tanta gente pensa che il problema sia che i locali non supportano in alcun modo le band underground ed invece invita (anche con una bella paga) le cover band, ma non è vero: il problema è il pubblico, perché se a vedere una cover band, di chiunque sia, ci sono 300 persone mentre una band di inediti ne porta solo 30, allora certo che i proprietari dei locali preferiscono invitare e spendere per una cover band.

    Per la mia esperienza, insomma, le vere “teste che non funzionano” sono quelle del pubblico, tuttavia come già detto concordo che anche il problema della critica che ama non sa valorizzare il metal italiano né le sue band più importanti; ma del resto è della critica italiana che stiamo parlando, quella che delle webzine che non pagano i propri articolisti (sembra normale, ma in realtà in tanti altri paesi questo non succederebbe mai) e che si permettono pure di alterare le recensioni altrui a piacere, un mondo da cui sono fuggito orripilato dopo averlo vissuto per un po’ e che negli anni successivi ho cercato di contrastare (per esempio supportando appunto al meglio la scena italiana, con convinzione), anche se con poco successo.

    P.S. è il mio primo commento, ma seguo Rude Awake Metal da un po’, e vorrei farvi (farti?) i miei complimenti, è un bel sito, molto originale.

    • Ti ringrazio per i complimenti tanto per cominciare, e aggiungo che hai ragione su molti punti. Soprattutto sulle cover band, una piaga imbarazzante. Ma nel mio post non mi riferivo solo agli sputazzi fra band, ma anche ad un certo pubblico che spala merda su band italiane “arrivate” continuando però a riempirsi la bocca di frasi fatte sul supporto eccetera. Non si può certo ridurre tutto a questo, le situazioni sbagliate sono molteplici e coinvolgono spesso aspetti che elenchi anche tu, ma questa è la più antipatica e deprimente. Almeno per me. 🙂

      p.s. “farti” va benissimo perchè son solo a gestire la baracca 🙂

  3. Purtroppo il concetto si estende anche al di fuori della musica, c’è sempre un po’ di snobismo nel tirare palate di merda anche su cinema, letteratura, ecc. Basta un po’ di successo perché si etichetti il tutto come “commerciale” e quindi da lì commerciale=porcheria, che poi non si capisce perché un’espressione artistica che ha successo debba essere considerata brutta! E tante volte si sente lo stesso anche su grandi nomi esteri, come se nel momento che quel gruppo non è più di nicchia allora non è per veri “intenditori”. C’è gente che gode a fare il figo solo nominando gruppi noti a lui e altre 100 persone, magari dicendoti anche che “fanno alla grande quello che facevano i Metallica 20 anni fa”.

    Spesso e volentieri poi la critica gli da spalla, perché il critico deve essere ancora più figo ed esaltare gruppi noti a lui ed altri 10, poi quando diventano troppo grandi… giù palate! Se il gruppo è italiano poi il gioco è facile perché si pensa subito a meriti derivanti da raccomandazioni “hanno firmato con la major perché conosce Tizio”, “in italia sfondi solo se conosci Caio”, come se una major, con il mercato di oggi, rischiasse i soldi solo per fare favori in giro!

    Sulle cover band è facile sparare a zero, la qualità è quella che è, e se la qualità fosse alta non dovrebbero fare le cover band! Ci sta fare qualche cover, anche perchè dove si suona vogliono pubblico che possibilmente spende nel contorno e che magari ti fa fuori 15 € di birra… la musica è il contorno della sagra o del pub non viceversa purtroppo, e la cover band fa gioco facile che almeno qualcuno te lo attira.
    Dovrebbe ribaltarsi il concetto e riportare la musica al centro di tutto supportando quella buona italiana o meno.

    • Concordo su tutto, preciso una cosa sulle cover band però. Oggi si abusa e parecchio di gruppi che eseguono cover, colpa anche di un certo pubblico che preferisce sentir storpiare pezzi che conosce bene, piuttosto che ascoltare pezzi inediti non necessariamente di merda, ma evidentemente pochi se la sentono di rischiare.

  4. “Quante volte avrete sentito gli slogan “supportiamo i gruppi italiani!” “supportiamo la scena nostrana!” ”

    Certa gente tratta l’arte come se si stesse parlando di prodotti alimentari. Ma che scherziamo. Le massaie facciano le massaie. Tanto anche se suonano, con una mentalità bovina del genere, è solo tempo perso.

  5. l’italiano è abbastanza esterofilo, e nel metallo non solo conferma la regola, ma mi sa che addirittura rincara la dose. e quando qualcuno arriva alla fama internazionale….era meglio quando lo conoscevano in 10!!. vedi i Lacuna Coil, che per me hanno meritato la loro fama, continuando a fare abum validi (poi anche io forse preferivo il sound degli esordi, ma ciò non vuol dire che non siano in grado di fare bella musica).

    nelle varie interviste si legge che i gruppi tipo olandesi (per dire uno stato) solidarizzano molto di più tra loro, in Italia ci sono più rivalità che gesti di stima reciproca.

    come potrebbe cambiare la cosa? boh, non ne ho idea…

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