Origin- Omnipresent


origin-album-coverGli Origin sono un gruppo mostruoso che aspettavi al varco dopo il terrificante “Entity“, un disco di brutale Death dall’elevato tasso tecnico che ha terremotato le casse del tuo stereo a lungo ed ancora si concede numerosi giri nel lettore. La meravigliosa commistione tra tecnica e canzoni scritte con l’intento di coinvolgere l’ascoltatore  furono una sorpresa che ti fece innamorare all’istante di questa band che non conoscevi e di cui hai recuperato le uscite finora pubblicate, una meglio dell’altra. “Omnipresent” non presenta grosse variazioni al sound feroce che gli Origin portano avanti, ma riesce ad essere una spanna in più a moltissime band che frullano le note a velocità disumane senza lasciare nell’ascoltatore una vera emozione o sedimentare un qualche interesse che non siano venti minuti di cacofonia ipertecnica. Non è affatto il caso di questo disco, un vortice inarrestabile ed in perenne movimento pronto a scatenarsi dopo la pressione del tasto “play”, un frullato di schiaffi ben portati che vi lascerà felicemente spossati. L’aspetto migliore di questo album è che non c’è niente di scontato o di “freddo”, gli ameregani volteggiano sui loro strumenti a mille premendo come forsennati, ma riescono in qualche modo a non far prevedere dova andrà a parare un loro pezzo, rimbalzando come palle pazze in cambi di tempo spietati ed inaspettati, lasciando l’ascoltatore piacevolmente spiazzato ma sempre più coinvolto nelle impalcature metalliche che compongono l’architettura di questo solido lavoro. Le chitarre non sono solo dei macchinari “chugga-chugga” che creano riff su riff senza un perchè, nelle loro sequenze c’è una logica ed un crescendo ineffabile, melodie mai banali e soprattutto mai invasive. Potreste ascoltare lo stesso brano centinaia di volte senza annoiarvi, scoprendo passaggi che non avevate considerato a sufficienza, pattern di batteria allucinanti gareggiare con il basso, facilmente udibile grazie ad un portentoso lavoro di produzione che non privilegia solo l’impatto ma si prodiga nel mantenere una dinamica ed un’ampiezza di suoni rari in un lavoro di Death Brutale.

Gli Origin sono una band che merita un posto di rilievo nel panorama metallico odierno, nonostante molti di voi saranno frenati dal cantato estremo e dalle asperità del genere, potreste provare a lasciarvi sconquassare da una band intelligente che usa il proprio immenso bagaglio tecnico per regalarvi qualcosa di fresco e potente.

Tracklist:

01. All Things Dead
02. THRALL:FULCRUM:APEX
03. Permanence
04. Manifest Desolate
05. Absurdity of What I Am
06. Source of Icon O
07. Continuum
08. Unattainable Zero
09. Redistribution of Filth
10. Obsolescence
11. Malthusian Collapse
12. The Indiscriminate

Voto:

4stelle

 

L’assaggio del disco:”All things Dead”

ddd

Picchiatori dotati di cervello, una combo micidiale!

 

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6 commenti su “Origin- Omnipresent

  1. Non manchero’ di sentirli anche se come al solito all’inizio sono piuttosto freddino nell’ascoltare queto tipo di Tecchedetmetal. Sono ascolti che richiedino impegnno e dedizione… 🙂
    Tu prova questi per brutallare tecchedetmetal in modo differente:
    fallujah – the flash prevails
    Trovi il full album in streaming sul tubo. 🙂

    Ti faro’ sapere su questo Omnipresent.

    PS.
    Ma perchè tutti gli album di tecchedetmetal sono tutti “single name entitled”? “Cosmogenesis”, “Entity”, “Retribution”, “Omnipresent”, “Vermis”….Si sbrodola sugli strumenti e si risparmia sui titoli? 🙂

    Grazie per le rece!

    • Grande Fando, pensa che coincidenza, ho preso il disco dei Fallujah l’altro ieri e li sto ascoltando con gran gusto. E tu vai con gli Origin, non deludono mai, sul Tubo dovresti trovare full album a palate. 😀

      p.s. be’ è una buona domanda, ma ci sono anche album con nomi lunghi e pretenziosi, ma non me ne viene in mente neanche uno. 😀

  2. Grande Helldorado! Sto disco è na bomba. Una droga….Peggio della Coppa del Nonno la sera d’estate davanti alla TV o del saccheto di patatine San Carlo da mezzo chilo! Lo ascolto in continuazione. E’ esattamente come mi piace il tecchedettemetal. Non onanismi fini a se stessi ma varietà, sperimentazione, atmosfera e sorpresa continua. Purtroppo sul tubo colui che ha “pubblicato” ha fatto casino con il minutaggio e ancora non so i titoli dei brani. Mi sono sorpreso ad ascoltare momenti doomish e subito dopo sfuriate crust favolose. Per me un papabile disco dell’anno insieme agli Sfizzerotti amiketti del povero Giger. Prafo Prafo Helltorato!!!

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