Mayhem- Esoteric Warfare


Mayhem-Esoteric-Warfare-800x800Il nome Mayhem, oltre a portare alla mente le storie che conosciamo più o meno tutti, quelle del suicidio di Dead e l’omicidio di Euronymous tanto per dirne un paio, è una sponda perfetta per dei giochi di parole oscenamente idioti. Tipo l’Ape Mayhem, Mai dire Mayhem, Olio di semi di Mayhem, non si sa Mayhem e via di questo passo. Storie e stronzate a parte, il loro bagaglio storico-musicale è innegabile e un disco come “De Mysteriis dom Sathanas” va ascoltato almeno una volta nella vita. Soprattutto se si ama la musica estrema e ci si vuole approcciare al Black Metal della “seconda ondata” (costituita dai gruppi post-Venom come appunto i Mayhem i Darkthrone ecc.), i Mayhem sono una tappa obbligatoria, anche solo con quell’unico disco capirete molte più cose che a sentire altri cinquanta.

Oggi tornano con questo nuovo lavoro e a sentire le solite opinioni preventive, doveva essere una merda come “Ordo ad Chao”(traducibile come Orzo al Cacao), un disco difficile da digerire che ogni tanto ascolti, senza capire se faccia cagare del tutto o no, invece “Esoteric Warfare” è una gran botta, una piccola sterzata nel suono votato al caos tipico dei Norvegesi. E’ finita l’era di Blasphemer, il chitarrista che sostituì Euronymous e responsabile della maggior parte delle composizioni  dei dischi post-reunion, ma gli echi di “The Grand Declaration…” si sentono ancora. Ci sono ancora i malati arpeggi e le accelerazioni allucinanti tipiche degli ultimi Mayhem, ma si percepisce un modo diverso di proporre questa mistura di schiaffi frullati a mal di pancia da incubo. Più diretto e meno contorto del disco precedente, in qualche maniera più fruibile nonostante si parli ancora di musica massacrante che ha bisogno di qualche ascolto per essere digerita a dovere. Non è il solito Black Metal mitragliato, ci sono milioni di band che oggi riciclano certi stilemi in nome della purezza e dell’attaccamento ad un genere che ha cambiato volto nel corso degli anni, ma i Mayhem questo suono lo hanno creato e scelgono di battere strade diverse: dilatano l’atmosfera con arpeggi lenti e riff ossessivi, accelerano quando meno te lo aspetti infilandosi in stretti tunnel di Metallo ferocissimo e lasciano all’ascoltatore poco tempo per riprendersi e capire dove cazzo vogliano andare a parare. Alcuni passaggi sembrano quasi sconnessi tra loro, tenuti insieme a fatica e volutamente spiazzanti. Prendete un pezzo assurdo come “Posthuman” che in sette minuti mostra la voglia di non ripetersi e scoprire nuovi modi per disturbare l’ascoltatore. E a proposito di gente disturbata, non resisterete ad Attila Csihar: urla, borbotta, ruggisce oppure quasi recita le strofe con la classe e la stramberia che nessuno riesce ad eguagliare.

“Esoteric Warfare” è un’ esperienza che di certo vorrete fare più volte per apprezzarne ogni folle dettaglio, ogni sfumatura di mistero, ogni contorcimento di budella. Un disco che sa di Mayhem al 100%, angosciante, duro e spiazzante, dove non tutto è perfetto però. Qualche parte è veramente  una rottura di coglioni, non ingrana a dovere e si finisce per perdere l’attenzione in arpeggi e riff che realmente non vanno da nessuna parte.

Ma fidatevi, vale la pena prendersi la briga di ascoltarlo, senza pregiudizi e “truismi” del cazzo.

Tracklist:

01.  Watcher
02.  Psywar
03.  Trinity
04.  Pandaemon
05.  Mylab
06.  Six Seconds
07.  Throne Of Time
08.  Corpse Of Care
09.  Posthuman
10.  Aion Suntalia

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Psywar”

jj

In questa foto sono molto espressivi i cartoni delle uova, laggiù a sinistra.

 

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7 commenti su “Mayhem- Esoteric Warfare

  1. Non commento la musica, perché non conosco l’album e i Mayhem non mi piacciono per nulla 😛

    Ma come cavolo è conciato Hellhammer? Fa paura in ‘sta foto O_o

    • Concordo. Per un attimo ho creduto che invece di Hellhammer ci fosse qualcuno dei Turbonegro.

      Comunque il disco lo trovo brutto, molto brutto, più brutto di Orzo al cacao, che nonostante sia stato registrato in un mulino, e si sentiva, aveva comunque dei pezzi cazzuti tipo Wall of water e Anti. Questo invece lo sento ancora più moscio, chissà dove l’avranno registrato questa volta, forse in una panetteria di Oslo. Al disco mancano dei brani simbolo di questo periodo della loro carriera, dei brani che possano suonare dal vivo e far coinvolgere la gente come le cose che hanno composto in passato. Alla fine le cose migliori che hanno fatto sono De mysteriis e il mini Wolf’s liar abyss e stendiamo pure un masso catacombale su A grand declaration. Chimera invece pur essendo stato molto apprezzato quando è uscito, secondo me non ha retto molto bene la prova del tempo.

      • Dei dischi di reunion trovo ostico solo “Orzo…” il resto mi piace. Questo ha bisogno di essere un po’ macinato, ma posso capire che non ti abbia soddisfatto per nulla. Certo alcune parti funzionerebbero poco su un palco, ma qualche pezzo ignorante c’è…

    • Effettivamente ha sempre un look così Hellhammer, non so se hai visto le fotosesciòn con altre band in cui ha suonato… 😉

      p.s. nome modificato 🙂

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