Quel Rude Venerdì Metallico /137: Reazioni scomposte


Ieri il sito amico “Sdangher!” è stato inondato di commenti negativi, no negativi non rende, commenti beceri suona meglio, per una recensione che stronca un disco. Parole pesanti condite anche da minacce, un comportamento affatto tollerabile, che oltre a squalificare pesantemente la maturità di chi li scrive, rendono immediatamente legittimo qualsiasi contenuto abbia scatenato tali insensati proclami.

La recensione incriminata esprime un giudizio, condivisibile o meno, un punto di vista argomentato con ironia che ha la sola colpa di essere schietto e diretto. Ha anche il valore aggiunto di essere firmato con nome e cognome, cosa che non si riscontra tra i commenti avvelenati, tutti sotto pseudonimo. Altro punto a sfavore per chi ha pensato bene di reagire in quella maniera eccessiva e deprecabile.

E’ vero, a nessuno piace beccarsi una recensione o un parere negativo, ma il modo di reagire è quello che fa la differenza tra chi ha personalità e chi invece non sa far altro che caricare a testa bassa chi non la pensa allo stesso modo.

Per dirla tutta tu non sei d’accordo sul tono usato nella recensione, come su mille altre cose la vedi diversamente dagli amici che scrivono su Sdangher!, ma non per questo hai mai augurato loro di morire o riversare nelle loro pagine insulti. In fondo l’autore della recensione esprime il suo parere sul disco in maniera diretta e senza tanti giri di parole, non ha insultato gratuitamente e pretestuosamente la band in questione. E’ difficile incassare una battuta, un giudizio negativo e trasformarlo in qualcosa di positivo da cui imparare qualcosa, ma chi registra un disco deve mettere in conto anche questo. Non puoi piacere a tutti e se ti criticano magari cerca di mantenere la lucidità dopo i primi cinque fisiologici minuti di rabbia.

Facile a parole, difficile da mettere in pratica, soprattutto in questi tempi “social”, dove ci si divide in maniera manichea su ogni questione, il giudizio su un film, un disco, un libro, vegani contro onnivori contro macrobiotici, atei contro religiosi, grillini contro il resto del mondo e via così. “Se non la pensi come me non capisci un cazzo, sei degno di essere insultato e di morire male”.

E no cazzo, no.

Tu stai sempre dalla parte di chi si confronta, di chi scrive cercando di capire  e di chi non condivide ma discute, anche animosamente, ma discute.

Tutto il resto è un insulto all’intelligenza.

dd

Alissa White Gluz come simbolo di chiacchiere e discussioni dai toni assurdi. Non male come scelta no?

 

 

 

 

 

 

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24 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /137: Reazioni scomposte

  1. I commenti più patetici alla fine non sono neanche quelli dei subumani che augurano di “morire male”,quanto piuttosto quelli dei GRANDI RECENSORI DELLE WEBZINE(sic);quelli che hanno criticato la recensione perchè aveva “Zero contenuti e zero motivazioni, solo sparate a zero dettate da invidia per dei ragazzi che propongono un genere onestamente e con passione”;come se tutti gli altri musicisti la passione se la mettessero in tasca…Come se le recensioni dovessero essere sterili e pallose come il foglietto di un medicinale.Come se uno non potesse scrivere quello che vuole su un blog (uno ha scritto ” “il funerale del thrash” lei non si può minimamente permettere di scriverlo”,ma si può?).Le recensioni di Sdangher come quelle di Metal Skunk le leggo volentieri e quelle di Solomacello mi facevano crepare dal ridere,una letta sulle GRANDI WEBZINE mi fa ammosciare le palle.

    • E anche qui non posso che essere d’accordo. Ci sono recensori che si parlano addosso, altri che sezionano un album come se fosse un’autopsia ma non danno niente a chi legge. Preferisco di granl unga chi riesce ad esprimere le emozioni e in base a quelle consigliare o meno un disco.

      p.s. poi affermare che un disco contenga cose fatte già meglio da altri cos’è se non una motivazione valida, un contenuto?

  2. Questa cosa che tutti hanno le idee molto chiare su “come si fa una recensione” è interessante. Ma il manuale del recensore definitivo dove si compra? Cioè, scrivere opinioni personali non è “recensire”; devi tipo leggere il tg come fanno su Sky, è quello “recensire”? No perché, mica l’ho capito.
    Ma poi, Sdangher è un blog, mica il Corriere della Sera, va da sé che chi ci scrive dice un po’ quello che gli pare, possibilmente in modo civile e non offensivo, ma comunque esprime legittime opinioni personali. Che è esattamente quello che voglio da una recensione. Le mie di opinioni le conosco già, voglio leggere cosa pensa altra gente, nel bene e nel male. Altrimenti basterebbe una scheda informativa su un album che mi dica il nome della band, i titoli delle canzoni, il genere di appartenenza, eventuali band di riferimento, il minutaggio e la data di pubblicazione. Una recensione – o una serie di affermazioni in sequenza, come diavolo le vogliono chiamare – è arbitraria per definizione, è un altro punto di vista, magari differente dal mio, magari che non mi convince per niente. Embé? Faccio click sul mouse e navigo altrove. Siamo in tanti al mondo, ci deve essere posto per tutti.

    • Se in rete trovo uno scrive che “South Of Heaven fa caCare” magari dentro di me penso “che coglione” ma non mi metto di sicuro a fargli una macumba.Una volta ho letto un commento di un tizio che augurava all’autore di un post di vedersi morire in braccio un figlio,tutto questo perchè c’era una lista di cantanti cosiderati sopavvalutati tra i quali Timo Kotipelto;questo per farvi capire a che livello possono arrivare la demenza…Credo che questa gente non abbia preso abbastanza labbrate* dai propi genitori quando era il momento.

      *Sinonimo di schiaffo.

  3. Bah a prescindere dal fatto che mi piaccia o meno il gruppo in questione (ho il primo disco e sebbene non mi faccia assolutamente al miracolo mi ha sempre regalato una mezz’oretta di divertimento), trovo che quella in questione, purtroppo, di recensione abbia ben poco.
    Capisco Costanzo e i suoi gusti fermamente radicati nell’old school, gusti in cui mi ritrovo quasi completamente: cioè per me un gruppo formato dopo il ’94 è un gruppo nuovo e a meno che non sia qualcosa di fenomenale lo evito come la peste: ma il suo articolo, perchè di questo si tratta, mi è sembrato un po’ troppo gratuito.
    Ripeto, capisco il suo pensiero e il suo scagliarsi contro centinaia di gruppi senz’anma che proliferano come funghi, ma farlo sulla recensione di un gruppo in particolare è eccessivo. Il 90% dei gruppi del cosiddetto revival thrash, così come la nuova ondata di death pseudo-svedese di scuola Dismember, non credo abbia chissà quali sogni di gloria, se non quelli di suonare e divertirsi. Penso si possano contare sulle dita di una mano le band che sperano veramente di campare con la musica e di fare concerti per scoparsi le fiche.
    A questo va aggiunto che di elemente propri di una recensione, semplicemente, non ce ne sono.
    Allo stesso modo critico fortemente i siti che con recensioni entusiastiche pompano a manetta gruppi che, stranamente, sono stati invitati in festival proprio da loro organizzati (perchè ovviamente se organizzo un festival poi non posso dire che ci suonano gruppi di merda no?).
    Non conoscevo Sdangher, e da quello che mi sono limitato a leggere oggi, non credo che avrò mai interesse a leggere chiacchiere che posso dire io una sera con gli amici davanti ad una (dieci) birra, nello stesso modo in cui non mi interessa sentir parlare la Littizzetto di emorroidi, di piselli e di cacche: bastano già le scemenze che si sparano tra amici.
    Insomma, ok la chiusura mentale, ok la stroncatura della scena italiana, ok la stroncatura del revival thrash, ma canalizzare tutto questo in un gruppo di ragazzi che pensa solamente a divertirsi, è solo da stronzi.

    Ciao caro

    • Ma guarda, personalmente anche io non amo il tono eccessivamente severo che usa Costanzo nella recensione, ma non per questo mi sentirei di augurargli sventure o di minacciarlo. Quello che inquieta è questo, il tono delle risposte (e di altri commenti che si leggono su FB). Inoltre egli esprime il suo pensiero in maniera chiara e netta, il gruppo in oggetto non lo esalta affatto, lo ritiene mediocre in un revival che è già derivativo di suo, quindi basta poco per non soddisfare il palato di uno che il genere lo conosce bene e gli piace.
      Poi i ragazzi che suonano possono continuare a divertirsi come vogliono, ce ne sono altri a cui il disco piace e contenti loro, sta a loro cogliere una critica o argomentare in maniera intelligente.

      • Comunque leggendo i commenti sulla pagina dei membri del gruppo in questione i toni sono molto più smorzati ed ironici (Tipo “sicuramente all’autore piace la fica e non ci ha capiti”). Almeno questo gli va riconosciuto 🙂
        E viva i revival iperderivativi 😀 se lo ripeti a mazzetta ti si stacca pure la dentiera

  4. Le band che minacciano di morte per una stroncatura purtroppo esistono da sempre, succedeva anche sulle riviste, anzi, con internet è un fenomeno che non si è nemmeno esteso più di tanto. Lo scribacchino che invece viene a cacare il cazzo su un altro sito perché lui è più bravo e piscia più lontano, invece, è un sintomo dell’arrivo del Kali-Yuga.

    • beh sì quello è stato veramente ridicolo. soprattutto il tono da sedicente medico sui forum di medicina che ti dà pure del lei 🙂

    • Questi che danno ste’ lezioni di “giornalismo” su un blog come Sdangher me li immagino come tanti professorini con un palo di 2 metri nel culo che scandagliano internet alla ricerca di recensioni che non rispettano i loro rigidissimi canoni* per poi lanciare la loro fatwa contro gli infedeli.

      *Oppure non rispetta i “loro” gruppi,non so se mi spiego…

  5. Il mio parere a riguardo è che, grazie a internet e a tutte quelle tecnologie che facilitano la produzione di musica, di gruppi in giro ce ne sono tantissimi, come sono tantissimi gli spazi in cui si può promuovere i propri progetti. In tutto questo casino, senza un “padrino” che copre le spalle, è difficile emergere e di conseguenza ogni sorta di pubblicità (buona, cattiva, neutra, un misto di queste) è la benvenuta, basta che faccia circolare un determinato nome. Del resto basta leggere quanti commenti negativi, insulti, frecciate etc.. beccano i gruppi metal di successo e di come riescano a rigirare ogni evento negativo a proprio vantaggio (ad esempio basta guardare ai Behemoth). Ma forse è proprio questo che distingue i grandi dal resto.

    • Questo è un concetto interessante, l’importante è farsi notare non importa in che modo. E’ altrettanto vero che ci sono modi migliori per promuoversi, scagliarsi in quel modo contro una recensione e chi l’ha scritta è davvero penoso.

    • Nel Metallo i funerali durano poco, sono come quelli delle telenovelas, quando calano gli ascolti torna fuori il personaggio eliminato come su nulla fosse. Magari non avrà lo stesso impatto e la stessa forza ma funziona ancora. E nella musica i funerali e conseguenti ritorni sono quasi una regola più che un’eccezione.

  6. UhUh, mi ero persa questa bella telenovela.
    Mah, in genere io non do tanto peso alle recensioni, alla fine se una cosa mi piace, mi piace.
    Ma mi piace sentire anche altri pareri, mi sono già perso un sacco di bella musica perchè in passato non ho ascoltato bene dei dischi e qualcuno mi ha dato dei spunti di riflessione che magari mi erano sfuggiti.
    Quindi bòn, recensori scrivete quello che volete, finchè si rimane su un tono civile possiamo dialogare.

    My 3 cents:
    certo il tono della recensione forse era eccessivamente caustico, sul tubo ho trovato solo una vecchia canzone del gruppo e non mi è sembrata questo granchè, ma NON arriverei alle stesse conclusioni del recensore.

    NON mi è piaciuto questo assalto al recensore, dopo tutto ci ha messo il suo nome e ha detto onestamente quello che pensava. Se dovessi rispondere di carico ad ogni critica che mi viene mossa nella vita ci si metterebbe molto poco ad arrivare alle coltellate, e questo è male.
    E comunque non si augura a nessuno di morire male, è veramente brutto assai morire male, morite bene se potete. Questa non è discutere, è stronzaggine.

    Ultimo cent, nella rece c’è un link ai Nuclear Assault che non conoscevo.
    Sono una fottutissima figata.

    Comunque la diatriba continua a suon di post, vado a prendere i popcorn.
    E buona giornata a tutti
    \m/

    • Nuclear Assault gruppone, recuperati subito tutto senza esitare! Sulla questione recensioni utili o meno, c’è un dibattito inesauribile, soprattutto oggi che si può ascoltare prima un disco a costo zero. Oggi se il recensore è bravo, riesce a descrivere perchè secondo lui quel disco valga o meno la pena di essere ascoltato ed acquistato, per poi interagire con i lettori e scambiare pareri ed impressioni. Ma è utile anche per segnalare gruppi che magari non troverebbero le orecchie di tutti e far circolare cose buone. O almeno io provo a far questo, non mi interessa scrivere panegirici al solo scopo di compiacere l’ego, quello si compiace dopo, quando si discute con chi commenta.

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