Quel Rude Venerdì Metallico /136: Judas is rising?


I Judas Priest stanno per tornare con un nuovo album di inediti, chissà se l’ultimo della loro carriera o no.  Il primo disco senza il buon KK che ha deciso di ritirarsi anni or sono e chiudere “da campione” la sua storia nel Metallo. I suoi compagni, niente affatto dello stesso parere, hanno reclutato il giovane Richie Faulkner, chitarrista che aveva prestato servizio con la figlia di Steve Harris e un altro paio di gruppi minori, lo hanno agghindato per bene come Downing per girare il mondo con quello che fu annunciato come ultimo tour mondiale del gruppo, ovvero l’ “Epitaph Tour”. Il tour va bene, ma come sarà questo nuovo disco? Senza entrare in dettagli nostalgico-romantici su quanto sia giusto o meno per i Priest andare avanti senza un personaggio come Downing, la vera rogna è che la vecchiaia si  fa sentire, almeno per Halford. Il Metal God non riesce più a brillare come un tempo dietro al microfono, affidandosi al carisma e al mestiere, rendendo le aspettative per il nuovo disco piuttosto ondivaghe, a metà tra la curiosa eccitazione e la pessimista rassegnazione.

L’eccitazione nasce dalla tua passione per questo gruppo, di cui apprezzi anche roba come “Turbo” o “Ram it Down” (disco che contiene la più brutta cover mai registrata di Johnny B. Goode, inascoltabile per chiunque), rafforzata dall’idea che da persone così navigate possa sempre nascere qualcosa di bello e significante. La rassegnazione invece cresce quando la mente offusca il cuore, ti metti a pensare alla forma attuale di Halford, all’assenza di Downing  e soprattutto alla sciaperia di quest’antemprima:

che “Hell Patrol” ce l’avevamo già e pure meglio.

Sensazioni personali a parte si sa che il prossimo disco non sarà un pastone micidiale come “Nostradamus”, uno di quei dischi che ti ricordano un sacco di cose, essendo il primo regalo musicale mai ricevuto dalla tua compagna, ma che stenti ad ascoltarlo spesso. “Cosanostradamus” è un album che vive di momenti buoni ed altri meno, di sicuro un sigillo finale poco onorevole alla loro storia e ben venga un nuovo disco. Su questo siamo tranquilli, Tipton ha dichiarato che “Redeemer…”  sarà un album metallosissimo e tradizionale, lontano dal suo predecessore, come a dire: “l’avemo fatto, ma non ci pensate più”.

A corroborare le sue parole, una breve anticipazione di un altro pezzo, “March of the Damned”:

già meglio, anche se mi riporta alla mente qualcos’altro.

Sappiamo inoltre che avrà queste canzoni:

01. Dragonaut
02. Redeemer Of Souls
03. Halls Of Valhalla
04. Sword Of Damocles
05. March Of The Damned
06. Down In Flames
07. Hell & Back
08. Cold Blooded
09. Metalizer
10. Crossfire
11. Secrets Of The Dead
12. Battle Cry
13. Beginning Of The End

Bonus tracks:

14. Snakebite
15. Tears Of Blood
16. Creatures
17. Bring It On
18. Never Forget

E poi? Ah sì, la copertina.

….

..

..

.

Siete sicuri di volerla vedere?

..

..

.

Oh  ma sicuri sicuri?

….

..

..

.

Va be’….

judaspriestredeemberfinalcd_t (1)

 

Premesso che verrà consegnata alla Gallery il prossimo mercoledì, è una copertina oscenamente brutta, più brutta delle copertine brutte dei Priest e non si può dire che non ne abbiano collezionate svariate in tutti questi anni. Ma perchè mettere Belpietro in armatura e cappotto che lancia un Hadoken?

L’ultima cosa che si sa è la data di uscita, il 15 Luglio prossimo per la Epic/Columbia.

Queste son le cose certe, il resto è speculazione. La speranza di ascoltare un disco degno per concludere in bellezza, senza aspettarsi un nuovo punto di svolta come “Pankiller”, c’è.

Purtroppo i fatti sembrano puntare da un’altra parte.

ddd

Giovani dentro

 

 

 

 

 

 

 

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4 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /136: Judas is rising?

  1. Belpietro in copertina… sono morto! ahahaha I Priest rappresentano per me, insieme ai Maiden e ai Manowar, la fase primordiale di avvicinamento al metallo. Inutile dire quindi che faccio parte della categoria di “ultimi romantici” e aspetterò con ansia l’uscita di questo nuovo album, anche se, come scritto giustamente nel post, con i piedi ben saldi per terra.

  2. A me la copertina piace. Mi sembra una sorta di ibrido tra il Jugulator e Halford stesso. Musicalmente però il brano in anteprima non mi dice niente. Potrebbe anche essere carino con una produzione diversa, ma a quanto sento in giro, anche dal nuovo brano degli Slayer, le nuove tendenze in campo di produzioni metal vanno in una direzione che preferisce i suoni scarni e asciutti.

    • Io non riesco a guardarla, comunque non so se il pezzo sia moscio per colpa della produzione, mi sembra piuttosto mediocre a prescindere. Speriamo bene…

      Sempre sulle produzioni, io auspicherei ad un ritorno a dei suoni e ad una dinamica più profonda, preferibile ai volumi esagerati e piatti.

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