Triptykon- Melana Chasmata


Triptykon-Melana-ChasmataLa parola “capolavoro” oggi viene usata sempre più spesso a cuor leggero, svuotandola a poco a poco del suo vero significato. Tu non la usi mai a sproposito, non definisci “capolavoro” qualcosa che non lo è, cerchi sempre di dare alle parole il giusto peso e “capolavoro” pesa moltissimo. O almeno dovrebbe.

Non scrivi questo per fare lo snob o l’intellettuale de no’antri, quanto per farvi capire che quando fra qualche riga troverete scritto che il nuovo album dei Triptykon è un capolavoro, dovreste crederci e desiderare all’istante di capire da soli, con le vostre orecchie, perchè Tom G. Warrior e i suoi pards non solo abbiano mantenuto il livello altissimo del loro esordio, ma abbiano dato vita ad un’ opera musicale affascinante di livello superiore, un capolavoro appunto.

Il nuovo disco dei Triptykon è un’opera complessa, malvagia e desolante da gustare con calma. Si ritrovano gli immancabili elementi del passato di Warrior, le scelte compositive inusuali e le peculiarità di un gruppo che non ha bisogno di cazzeggiare per essere preso sul serio. Pentacle_top album

Il titolo del disco “Melana Chasmata” è in Greco e significa grosso modo “le nere e profonde valli della depressione”, però ascoltandolo si diventa allegrissimi e gioiosi. Felici di ascoltare finalmente qualcosa di così diverso, un album che non lascia scelta se non quella di farsi rapire da pezzi lunghi e assolutamente diversi, quasi in contrasto fra loro. Non c’è la sola scelta “pezzo lento-pezzo veloce”, niente affatto. Le canzoni racchiudono diversi momenti, dagli assalti crudi e veloci che ricordano i Frost e addirittura gli Hellhammer, a suoni dilatati e stranianti dove la voce di Warrior si appoggia faticosamente, tramutandosi in un lamento da brivido.

Ascoltare questo disco è come guardare un’opera di Giger(anche stavolta autore dell’artwork in copertina):  più a lungo guardi nell’abisso della sua tela più cazzetti e fiche scorgi. E ad ogni cazzetto o fica in più ti spunta un sorriso, aumenta l’immersione e l’ammirazione per l’artista ed il suo mondo disturbante, nel quale racconta la sua ossessione per il sesso dietro la magnificenza di opere apparentemente drammatiche. Celebrando la sua visione della vita attraverso il piacere sessuale, nascondendolo fra le pieghe di orrende creature e scenari desolanti. Come dire non è bello vivere, di solito la vita fa schifo,  riusciamo a darle un senso solo attraverso il sesso e le emozioni.

Questo riescono a trasmettere i Triptykon con atmosfere nerissime e schiaffoni inaspettati, ti fanno gioire della vita e di cosa stai ascoltando, invitando a goderti il momento.  Tutto il resto è inutile e talvolta mostruoso.

E’ un album difficile, soprattutto per chi si è abituato ad ascoltare 45 minuti di musica tutta uguale e senza anima, eppure tu lo trovi più digeribile del suo predecessore. “Eparistera…” aveva bisogno di molti ascolti per essere compreso, questo arriva subito e fa terra bruciata. E’ incredibile pensando a quanto sia particolare ed intricata la musica che contiene. Rimarrete stregati dai sussurri femminili mescolati alle pezze in faccia, dagli assoli meravigliosi e dalla cattiveria che certe band Black Metal cercano invano andando a centosessanta all’ora.

Non riuscirete a liberarvi più di questo immenso capolavoro, garantito.

Tracklist:

1. Tree Of Suffocating Souls
2. Boleskine House
3. Altar Of Deceit
4. Breathing
5. Aurorae
6. Demon Pact
7. In The Sleep Of Death
8. Black Snow
9. Waiting

Voto:

5stelle

L’assaggio del disco:”Boleskine House”

Triptykon-2014

 

Se volete leggere un’altra recensione, cliccate qui per leggere quella di Francesco Ceccamea su Sdangher!

 

 

 

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23 commenti su “Triptykon- Melana Chasmata

  1. Pingback: Triptykon – Melana Chasmata (2014) | Sdangher

  2. Ho pensato la stessa cosa: un caso in cui la parola ‘capolavoro’ non riuscirebbe spropositata. E’ vero, è più immediato di ‘Eparistera’ ma altrettanto complesso, forse anche per questo mi è piaciuto ancora di più. Per adesso mi mordo la lingua, ma una vocina nella mia testa continua a sussurrarmi che è un album ancora più ispirato di ‘Monotheist’.

  3. ho provato a cercare l’album completo su youtube ma non c’è. il pezzo postato (con la qualità dell’audio del computer che non aiuta) mi ha ricordato qualche passaggio dei Tristania di anni e anni fa.

    • Sono molto meglio, più oscuri e personali, rifuggono da ogni definizione. Cerca di ascoltare questa bomba, non te ne pentirai.

  4. Ho appena preso il loro precedente disco, Eparistera Daimones e sono rimasto a bocca aperta. E’ veramente un bell’oggettino, in edizione speciale ha un bellissimo booklet che consiglio a tutti i feticisti del CD. Se questo ultimo lavoro si assesta su quei livelli è un acquisto da non lasciarsi scappare. Cercate Breathing, è veramente malata e insalubre
    \m/

    • Anche io possiedo il disco precedente nell’edizione limitata, davvero notevole. L’edizione limitata di questo l’ha curata personalmente Warrior, che aveva cassato la versione della Century Media. Procurati questo album, è ancora meglio del primo, e ce ne vuole!

  5. Aggiornamento del lunedì, è appena arrivato su amazon autorip e l’ho ascoltato.
    Non approfonditamente come Eparistera, ma da un primo ascolto mi sembra più deboluccio.
    Confermo Breathing come un ottimo pezzo, ma aspetto la versione CD per un ascolto più approfondito.
    Per i testi ancora non so che dire, urge il booklet
    Vedremo!
    \m/

      • L’ho ascoltato mentre lavoravo eh, poi ti aggiorno appena lo sento bene.
        Certo che adesso ho messo su Goetia, e ha quel quid in più.
        Comunque l’album è disponibile su Deezer adesso, penso anche su spotify per chi volesse sentirlo
        \m/

  6. Pingback: TRIPTYKON – Melana Chasmata (Century Media) | Metal Skunk

  7. Allora….lo sto ascoltando da qualche giorno. Sicuramente un bell’album, ma non mi sembra abbia picchi da capolavoro. Per ora mi sembra un tantinello inferiore ad “Eparistera…” un po come ha affermato anche MFTMs. Vediamo che succede al passare degli ascolti. Prova a sentire anche i Sarke (duo composto da Sarke e Nocturno Culto).Io con la copertina di “Vorunah” mi ci sono stampato una maglietta metal…..bianca!!!!! 🙂

    • Se fai caso sembra molto più “facile” di “Eparistera..” e forse all’inizio questo disorienta. Spero cresca con gli ascolti perchè c’è roba. I Sarke li ascolterò, poi ti dirò 🙂

  8. 😉 Beh grazie! finalmente ricambio!! Continuo con gli ascolti e mentre alcuni brani li trovo veramente dei capolavori (“Aurorae”, “Waiting”, “Boleskine House”) altri li devo ancora “incasellare”.Comunque cresce. Ed è sempre un ottimo ascolto. Ti confesso che ho sempre amato questo tipo di black molto “marziale”, se mi passi il termine, nei tempi musicali e con delle voci clean ma dal tono malvagio come quella di Tom, di Nocturno Culto e del bistrattato Sakis Tolis. Ci sarebbe da parlare ore, perchè sostengo, riallacciandomi ad un tuo post sulle categorie musicali, che il black sia il metal che si è evoluto nella maniera migliore e piu sorprendente di tutti gli altri generi, ibridando e fondendosi con i generi piu’ disparati, creando bands dal suono unico e dischi capolavoro, dal funeral al jazz. scusa il numero di “incidentali” e la scarsa chiarezza, ma fatico a svegliarmi stamani….. 🙂

    • Dai non è il primo gruppo che mi consigli che mi piace, pensa agli Abigail Williams (in coop con Doomsberg) o gli In Mourning che non mi sono affatto dispiaciuti. Ma ce ne sono tanti altri…
      E vedrai che il vecchio Tom ti scioglierà le ultime riserve se gli dai tempo. 😉

    • Un vero peccato, Giger genio assoluto. Ieri ho scelto di non scrivere nessun post nè su di lui, nè su altro omaggiandolo con una foto sulla pagina FB di R.A.M.. Oggi due righe nella Gallery ci stanno però…

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