Archivi Metallari 5:Metal Hammer, Ottobre 1995


Il passato si apre con un nuovo numero di Metal Hammer che, come potrete facilmente calcolare dalla data riportata nel titolo, uscì quasi venti anni fa. Allora eri un baldo e timido quindicenne che divorava ogni singola riga di questa rivista, traendone tutti i vantaggi che oggi un ragazzino con un pc riesce ad ottenere in quindici minuti. Chissà se sia vero quello che molti dicono a riguardo: non è la stessa cosa consultare una pagina Wikipedia o un sito dove ci sono recensioni e biografie, rispetto allo sfogliare e leggere (e rileggere e rileggere e rileggere) una rivista. La risposta la sai ma la tieni per te, di certo ricordi ogni singola riga di questo numero, un numero speciale che celebrava i cinque anni di redazione italiana di Metal Hammer. E dunque sistematevi in una posizione comoda, copritevi bene che si torna all’Ottobre del 1995.

E come colonna sonora al post, sparatevi questo:

(come sempre, cliccate sulle immagini per ingrandire)

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L’anniversario è particolarmente sentito dalla Redazione che espone su una foto di Angus di spalle il bannerone con la scritta “SPECIALE 5 ANNI di Redazione italiana”.  Leggermente fuori contesto l’annuncio sottostante, ma va be’.

 

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Il frizzante sommario con i contenuti e le rubriche di questo numero. Con orrore scopriamo che Hammermail non c’è, ma c’è l’insertone speciale. Al contrario di quanto si legge, a pagina 20 non ci sono i Voivod ma un altro servizio, che vedremo.

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L’editoriale è affidato questo mese al boss Claudio Cubito, il quale ci rivela che col giornalismo Metal non ci si mangia e lo si fa per passione. Oggi con i blog e le webzine invece…non è cambiato nulla.

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Si parte con le news, dove spicca un giovane Robb Flynn alle prese con i malanni suoi e di Kontos. Proprio il batterista se ne andrà qualche tempo dopo, riuscendo a combinare poco o niente di rilevante. Alla domanda sui Jackyl la risposta è “no”, mentre si legge in basso a destra dei Pantera in pausa e Phil Anselmo alle prese con un progetto chiamato “Down”. Notare poi l’enfatico box che pubblicizza il prossimo esordio dei “Movida”(oggi con un nome così potrebbero essere scambiati facilmente per un gruppo tamarro per tamarri).

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Nella scansione più storta d’Europa si legge quanto Lombardo avesse già da recriminare sui suoi “colleghi” negli Slayer. Nel box appena sopra si ragiona su quanto sia pericoloso lo stage diving mentre il resto è puro antiquariato. Su tutte la notizia che Marilyn Manson collaborerà con Traci Lords, non si sa in che termini ma stavolta non gli dai torto. Chi non collaborerebbe con Traci Lords onestamente?

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I Sepultura che si bullano di aver rifiutato una major e una notizia quasi incredibile su Rick Allen, batterista dei Def Leppard. Avrebbe litigato violentemente con la moglie per poi farle sbattere la testa sul muro tenendola per il collo. Impressionante se pensate che Allen aveva già un braccio solo all’epoca. Il motivo della lite? Lo ha chiamato “braccino corto” perchè non le aveva prestato alcuni dollari per le sigarette.

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Giunge il primo servizio e sono proprio loro, gli AC/DC che allora avevano “solo” venti anni di carriera alle spalle, ma venivano già usati come esempio di immobilismo nelle recensioni di tutto il mondo. Qui scopristi che Johnson aveva la nonna di Frascati, aneddoto che ti giocasti spesso nelle chiacchierate tra amici.

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A proposito dell’immobilismo del gruppo, fa sensazione la dichiarazione di Angus chiaramente leggibile alla fine dell’ultima colonna.

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Ma davvero illuminante è il pensiero di Angus sulla netta separazione ed importanza dei ruoli di musicista e produttore. Per Angus il musicista dovrebbe preoccuparsi solo di suonare, al produttore tutto il resto. Capito HarrisbarraDemaio?

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E a proposito di Harris, un’intervista esaustiva che avrai letto dalle sedicimila alle diciassettemila volte. E quella foto la vedevi ogni mattina quando aprivi gli occhi per cominciare la giornata, grazie al posterone che avevi trovato qualche numero prima. Aveva un effetto tonificante, che ci crediate o meno.

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Comincia l’intervista ed Harris è costretto ad ammettere che su un CD si possono registrare solo settantuno minuti di musica e che quindi hanno dovuto fare delle scelte e scartare alcuni brani. Alla luce di come i Maiden impiegano il tempo disponibile oggi, gli si potrebbe dire che se avanzano dei minuti il CD viene bene lo stesso e non serve riempirlo per forza tutto.

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Si parla del BelPaese (non il formaggio, proprio l’Italia) e dello zoccolo duro di fan, di colonne sonore e una strenua difesa contro le “dicerie” secondo cui i Maiden siano un suo progetto solista a conti fatti.

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Si continua illustrando gli idilliaci rapporti col nuovo arrivato Blaze i programmi per il tour mondiale. Ma è interessante anche il track by track realizzato da Harris, che hai letto fino allo sfinimento non potendo mettere le mani sul disco.

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Una bella radiografia di Kirk Hammett e l’amara constatazione che L’Italia non contava già una mazza. Ma soprattutto quella frase “Il disco può attendere”  riferito al successore del Black Album. Allora non si sapeva quanto sarebbe stato meglio attenderlo nei secoli dei secoli.

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Nelle dichiarazioni contenute nell’articolo si fa riferimento al prossimo disco e ai due inediti presentati durante ad un concerto a Donington. Ma a tenere banco sono le foto a corredo: il mullet di Hetfield lo rende simile ad uno spacciatore-giostraio dell’Est. Da sempre il mullet è una delle acconciature più brutte e degradanti mai apparse sulla capoccia di un essere umano, ma Hetfield  riuscì a renderlo ancora più osceno. Newsted invece, si rifugiò in un tranquillo riccio permanentato alla Andrea Roncato dei bei tempi in coppia con Gigi.

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E pagina venti, invece dei Voivod ci si trova di fronte al grugno in bianco e nero di Brian Slagel che allora non sapevi bene chi fosse. Ma leggendo l’intervista…

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…cominciasti a comprendere la sua importanza. Colpisce la frase:”I Pantera sono bravi, ma non sono così innovativi come tutti pensano”. Aveva ragione?

 

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Un reportage su un festival grungsludpunk…

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…di cui interessa soprattutto la foto al centro. Lo riconoscete? (un pizzico di R.A.M. Photobook)

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Sempre a proposito di foto, uno scatto di Rob Zombie in cui si riesce a vederlo in faccia.*mi segnalano su Facebook che il tipo nella foto non è Rob Zombie ma il chitarrista dell’epoca Jay Yuenger. Sembrava troppo scoperto per essere Zombie in effetti..

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Si parla di Cinema e sulla domanda relativa a “The Texas Chainsaw Massacre”  di Hooper, la bionda nella foto risponde giustamente, di non gradire i troppi sequel. Qualche anno dopo Rob Zombie esordirà dietro la macchina da presa con un remake mancato di quel film…

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Chiude lo spazio dedicato ai White  Zombie, un simpatico concorso. Si doveva rispondere a tre domande ed inviare il coupon sperando di essere sorteggiati. In sintesi era più probabile rimorchiare Scarlett Johansson e farci amicizia.

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Spicca il clamoroso refuso sul nome di Glenn Hughes, scritto senza la “H”, ma anche la foto da cantautore da concerto del Primo maggio non è male.

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Ed eccoci allo specialone dove lo staff di MH si presenta ai propri lettori. Non vedevi l’ora dii vedere le facce di quei tipi e soprattutto non smettevi di guardare le copertine del collage, desiderando di possedere quei numeri mancanti. Servizio Arretrati? Ehm…allora come ora non avevi molta carta moneta disponibile ed andavano fatte rinunce dolorose…

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Comincia il Direttore Cubito che si bulla in una foto insieme a Lars Ulrich. Nei box si possono leggere una bio di Cubito, un suo piccolo editoriale, la cronologia degli avvenimenti sui numeri del giornale pubblicati nel 1990 e la divertente perculata ai danni di Halford. O e c’è anche il boxino con i risultati della poll, con un album dell’anno che lascia perplessi. Quasi quanto la categoria “Batterista”

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La grande trollata di Signorelli che piazzò una foto di spalle e anche per lui gli stessi box di prima. Parecchio più nera la perculata ai danni di Carr e ancora Ulrich come miglior batterista nel 1991. Ma troppo ve piaceva ‘sto Black Album?

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Tocca al fotoreporter della cumpa, Carmelo Giordano, che ricordi di aver visto di persona al Gods del 1999 distribuire gadget di MH incitando la folla:” Forza prendete, ma che leggete Metal SCIOCCO?” UIrich di nuovo miglior batterista e frasone di Slash.

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Il faccino da bimbo impunito di Stefano Longhi saluta il 1993, con ancora Ulrich che tiene banco e i box sempre più cicciotti e pieni di robe.

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Stefano Pera si presenta con uno scatto “Gothic-GrandHotello” e ormai si è capito che Ulrich è considerato il profeta della batteria nei primi anni novanta. Si cominciano però a notare frammentazioni nella poll. La frase di Mustaine invece si è avverata, aggiungi un bel “purtroppo” visti i risultati.

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Alex Ventriglia ed il flash salutano il 1995.  Niente poll dato che l’anno era ancora in corso. Magari in un prossimo numero di “Archivi Metallari” scopriremo se Ulrich ha ceduto la corona a qualcuno che sa suonare meglio.

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Fanta Metal al suo meglio, leggete con comodo le spassosissime “previsioni” per il futuro e la biografia di quel bimbo con la faccia da filibustiere.

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Pubblicità riportate per la bellezza delle opere esposte, una addirittura in catalogo nella Gallery. (quella degli Infernal Torment).

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Logo ignorante, foto in bianco e nero. Cazzo se ti mancano i Dismember, all’epoca pronti a promuovere il nuovo “Massive Killing Capacity”

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L’intervista a corredo che contiene interessanti spunti e sembra presa da una fanzine in bianco e nero.

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Il Guru del Doom torna alle origini con un disco dal titolo digeribile “Alka Seltzer”.

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I primi lamenti di Liv Kristine e dei Theatre of Tragedy, con un’intervista per promuovere il loro esordio, acclamato come un capolavoro.

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Gli orrendi Green Day che si beccano un voto tremendo e ci ricordano che musica di merda andasse di moda a quel tempo, se non ne avete memoria vi basta mettere su una commedia giovanile alla “American Pie” ed ascoltare i pezzi finto punk che infestano la colonna sonora. Ma fatelo quando siete particolarmente sicuri della vostra tenuta fisica. Sotto un votone per i Time Machine, un disco che non hai ancora mai ascoltato.

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“Ozzmosis” sotto la lente di Signorelli che ci ricorda come Wylde all’epoca fosse ancora “incompreso”, sotto  il nuovo lavoro dei Cathedral si becca un votone da Ventriglia.

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Nelle recensioni spicca per te il disco dei Lion’s Share, che come detto in un vecchissimo ampliamento della Gallery, ti ha fatto capire che potevano esistere gruppi Metal che non ti piacevano.

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Il capolavoro dei The Gathering saluta tutti, in una pagina particolarmente densa di bei voti.

 

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Stroncature invece che abbondano in questa pagina, su tutte quella di “Greed Killing” dei Napalm Death da parte del Signorelli, ma anche quella dei Kamelot da parte di Longhi. Non da meno quella per Chastain da parte di Pera.

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E mentre nelle notizie si parla del progetto di Anselmo, nella sezione recensioni viene  già recensito il disco d’esordio. Fanno bella figura  i Running Wild, mentre i Sodom se la cavano con mestiere in una recensione assai severa da parte di un Longhi che ammette di non amarli troppo.

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Una Grind Zone con i The Gathering in bella vista? Non è Fanta-Metal ma una realtà del passato. E ci sono anche gli At the Gates…

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…che avevano appena fatto uscire niente di meno  che l’epocale “Slaughter of the Soul”. Compaiono nelle recensioni anche i The Gathering e il meraviglioso “Storm of the light’s bane” dei Dissection. Mentre si affacciano piano gli In Flames…

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Pubblicità a tutta pagina ed auguri dal parte dello “STUFF” dellla Dracma Records a Metal Hammer. Si fa notare anche il cerchiobottista promo per il nuovo album dei Necromass definito nello stesso momento:”NUOVO-SCHIZOFRENICO-TERRIBILE”.

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Un vero e proprio pezzo di storia in queste pagine, l’avvento di Internet!! Quando nessuno sapeva un cazzo di pc tranne quei pochi e milionari nerd, MH dedicava a quelle tristi paginette grigie che allora erano i siti web, uno specialone per capire il nuovo fenomeno che avanzava, soprattutto altrove.

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E questo andrebbe letto integralmente per capire quanto sia cambiato il mondo da allora.

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Sembrava una cosa fichissima al limite della fantascienza st’Internet. Pensare che avresti visto il primo sito web in un Internet Point, durante il servizio militare ben cinque anni dopo. E non erano tanto migliori nell’aspetto di quelli visti in queste foto.

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Alcuni indirizzi Web dell’epoca dimenticati come la band sotto di essi.

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La celebrazione dei cinque anni continua nella Rubrica dei Demo…

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…dove si fa un bilancio piuttosto preciso dei risultati di questa o quella band. E quella copertina dei Thundercross…con quel titolo…non vi ricorda qualcosa?

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La Nuclear Blast che cresceva a vista d’occhio…

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La seconda parte dedicata alla discografia dei Motörhead e a quella dei Running Wild, nella rubrica più formativa a livello nozionistico che si potesse desiderare allora.

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I deliranti annunci di “piratatori” di dischi, anime in pena e musicisti che cercano altri musicisti.

Il viaggio si conclude qui, godetevelo sperando che il prossimo non arrivi fra sei mesi…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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6 commenti su “Archivi Metallari 5:Metal Hammer, Ottobre 1995

  1. per ora mi sono letto solo l’intervista ai theatre of tragedy.
    comunque oggi potrebbe far caso vedere i Green day su una rivista metal (e avere magari lo stesso spazio di quello che poi sarebbe stato universalmente riconosciuto come un capolavoro, ovvero Mandylion), ma anche in tempi più recenti ho visto recensire album dei Nickleback su flashmagazine.
    e anche il post grunge era considerato nel calderone, vedi soundgarden

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