Grand Magus- Triumph and Power


394062Chi sono i Grand Magus davvero? Salvatori della Fede? Gruppo di culto? Validi mestieranti che ripropongono benino stilemi abusati del genere?

In questi giorni hai letto di tutto sugli Svedesi, a volte riuscendo a stento a comprendere il senso di certi ragionamenti ma riuscendo a capire che pur di apparire unici e al di sopra di tutti gli altri, molti sono disposti ad esprimere con scioltezza concetti imbarazzanti basati sul niente.  Quando basterebbe ascoltare con un minimo di attenzione la musica del gruppo prima di santificare, purtroppo il parlare a ragion veduta sembra sempre di più un accessorio e non un elemento necessario nelle discussioni. Sic transit, gloria ducato. Più o meno…

I Grand Magus forse sono una mistura di ogni risposta alle domande qui sopra, un pizzico di tutto: ottimi musicisti che si rifanno pesantemente al classico, una band di culto che nel suo piccolo riesce a portare avanti senza problemi discorsi ormai vecchi di decenni. E tanto basta, per godersi i loro lavori pregni di entusiasmo e di passione autentica per il Metallo.

Questo ultimo disco è meno stupefacente di un lavoro come “Iron Will”, anche meno eccitante di “The Hunt”, almeno ad una prima ascoltata veloce, quella in cui si cerca sempre il miracolo. Non c’è la botta istantanea e travolgente, sebbene i pezzi siano sempre più che accessibili, calano di brutto le velocità assestando tutto l’album su tempi medi e toni epici da battaglia. Il disco potrebbe venire liquidato così, un album bellino che non stupisce ma non fa nemmeno schifo, insomma una roba mediocre. E’ un’impressione non del tutto esatta, certo è vero che l’album è leggermente sottotono per quel che riguarda la qualità dei pezzi e delle melodie poco arrembanti,  però è anche vero che la potenza e l’alone di epicità che si sprigiona pezzo dopo pezzo non è roba che si sente tutti i giorni, soprattutto nei giovani gruppi emulatori dei grandi nomi del passato. I Grand Magus scelgono di andare contro corrente, anche contro se stessi e le aspettative dei propri fan, costruendo un album che va ad abbracciare l’epica di gruppi come i Manilla Road piuttosto che il Metallo più fruibile degli Iron Maiden (tanto per fare un esempio). Jb canta molto meglio di Mark Shelton, ma musicalmente siamo lì, negli oscuri territori dell’Epica vera, fatta di sudore e chitarre.

I Grand Magus entrano convinti nella zona oscura delle band di culto, citate da molti, amate ed apprezzate davvero da pochi. “Triumph…” è un disco di transizione forse, mancano le melodie vincenti e solo ripetuti ascolti possono far entrare in confidenza i pezzi, eppure è una roba che poche bands al giorno d’oggi  riescono a mettere insieme. Non meritano la menzione d’onore in quanto riscopritori di generi dimenticati ed ammuffiti, quanto per la passione e la qualità che riescono a mettere dentro un disco non perfetto come questo.

Tracklist:

01 – On Hooves of Gold
02 – Steel Versus Steel
03 – Fight
04 – Triumph and Power
05 – Dominator
06 – Arv
07 – Holmgang
08 – The Naked and the Dead
09 – Ymer
10 – The Hammer Will Bite

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco: la title track

ddd

Il flash impietoso sulla fronte troppo spaziosa di JB

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2 commenti su “Grand Magus- Triumph and Power

  1. mi era capitato di sentire qualcosa dei Gm, forse da iron will, ma non ho mai approfondito. comunque come suono non è male, roccioso ma orecchiabile.

Commenti intelligenti

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