Behemoth- The Satanist


395440Aspettavi con impazienza il ritorno dei Behemoth dalla lunga pausa imposta dalla malattia di Nergal, fortunatamente tornato in salute.  A questo gruppo associ sempre il risveglio da un torpore che ti aveva colpito anni fa, quando non facevi che ascoltare ed attendere dischi di band che conoscevi già, senza più alcuno stimolo nel seguire ed aggiornarti sulle cose nuove, orfano delle riviste specializzate e non ancora avvezzo alle potenzialità di Internet. Una pigrizia che rischiava di farti perdere interesse nel Metallo e restare un fossile che non può crescere ne conoscere più nulla, l’incontro casuale con la musica dei Behemoth cambiò le cose:furono tra i primi che arrivarono a scuoterti e a riaccendere la fame, poi arrivò anche l’idea di aprire R.A.M. per scambiare pareri con altre persone, ma questa è un’altra storia.

“The Satanist” finalmente è arrivato, portando sulle spalle enormi responsabilità ed interrogativi, con questo titolo ingenuo e scontato che in realtà nessuno aveva mai usato finora, spiattellato come una dichiarazione in carta semplice dei temi che troveremo nei testi di questo disco. Ed è ancora più ingenuo ribadire l’attaccamento ai contenuti occulto-filosofico-satanici del disco,  da sempre sono una componente importante per Nergal, un provocatore divenuto un autentico personaggio in patria. Aiutato come al solito ai testi da Krzysztof Azarewicz, un nome per cui è stato inventato il copia/incolla, Mr. Darski ha riversato la sua passione e la sua ossessiva voglia di provocare tutti coloro riescono ancora a farsi impressionare  da certe cose, affermando con veemenza il suo credo, non importa quanto sincero. Se fosse tutto qui, non sarebbe valsa la pena aspettare più di cinque anni per ascoltare nuovo materiale e fortunatamente non è così. Al primo ascolto si rimane interdetti, quasi delusi come a dire:”mbè tutto qui?”, ma ascolto dopo ascolto l’album si espande, cresce e si comprende perfettamente la volontà di portare a compimento un disco diverso da quelli finora pubblicati, rimanendo comunque vicini ad un suono ormai riconoscibile. L’album non è una sfrenata corsa a 300 bpm con il solo obiettivo di schiacciare la rabbia o cercare di recuperare il tempo perduto, non sono stati tanto ingenui come nella scelta del titolo. Perchè  le velocità assurde ci sono, ma fanno immensamente più male poichè sfogate nei punti giusti, senza compromessi e con uno scopo. I nove pezzi presenti in scaletta sono una specie di inno alla varietà, nove parti di un movimento vivo e dinamico che spazza via ogni resistenza, mollando sapientemente dove occorre i tempi dalle velocità impossibili. I brani diventano così una scoperta continua, tra riff cattivi e melodici, tenebrosi versi vomitati in faccia all’ascoltatore, immerso fino al collo nella trappola costruita dai Polacchi. Pentacle_top album

Le forti iniezioni di Metallo classico si mescolano alle tipiche strutture brutali, soprattutto nei numerosi assoli che impreziosiscono i brani agevolandone la riconoscibilità senza andare a discapito dell’estremismo sonoro. A differenza dei Watain, i Behemoth hanno quel quid, quella caratteristica vincente che non li porta a diventare una band di Black Metal per famiglie, una bravura nel condensare in pochi minuti la loro opera di distruzione e al contempo assicurare una certa piacevolezza a chi vuol sentire anche suonare uno strumento invece di grattugiarlo senza pietà per quaranta minuti.

Un ritorno che valeva la pena attendere, un disco da ascoltare senza pregiudizi.

Tracklist:

1. Blow Your Trumpets Gabriel
2. Furor Divinus
3. Messe Noire
4. Ora Pro Nobis Lucifer
5. Amen
6. The Satanist
7. Ben Sahar
8. In the Absence ov Light
9. O Father O Satan O Sun!

Voto:

4stelle

L’assaggio del disco:”Ora pro Nobis Lucifer”

dd

I mascheroni cornuti però fan ridere…

Per leggere un parere opposto c’ è la recensione di Francesco Ceccamea su Sdangher!

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18 commenti su “Behemoth- The Satanist

  1. Bhe con me sfondi una porta aperta.. sono uno dei miei gruppi preferiti, li ho conosciuti tardi con evangelion e poi sono andato a ritroso.. 😉

      • Solo velocemente i due pezzi usciti in anteprima, ma sui gruppi che più preferisco non ascolto mai troppe anteprime o peggio ancora tutto l album.. me li compro e li ascolto con la massima calma.. quello che ho sentito mi ha fatto ben sperare.. giudizio definitivo dopo l acquisto;-)

  2. Solo velocemente i due pezzi usciti in anteprima, ma sui gruppi che più preferisco non ascolto mai troppe anteprime o peggio ancora tutto l album.. me li compro e li ascolto con la massima calma.. quello che ho sentito mi ha fatto ben sperare.. giudizio definitivo dopo l acquisto;-)

  3. Pingback: Suonala ancora Nerg! Considerazioni varie sul nuovo disco dei Behemoth. | Sdangher

  4. Allora, il disco l’ho sentito, ma come prima impressione mivaccosto al “embè tutto qui?” di cui sopra. Diciamo che lo devo ancora assorbire e per ora le uniche cose che mi hanno colpito dell’album sono la parte finale del primo singolo, la “Ora pro nobis Lucifer” e “O father, O mia bella Madunnina, O sun”…

    • “O father, O mia bella Madunnina, O sun”… guest vocals: Paolo Rossi (l’attore) 😀
      Comunque sì, il disco ci mette un po’ a crescere, serve un po’ di tempo e la giusta attenzione. Poi ti piglia di brutto e capisci quanta maturità c’è dentro.

      • L’avro riascoltato una ventina di volte, ma ripeto, i brani che mi piacciono rimangono quelli di cui ho scritto sopra e qualche altra cosina qua e là. La mia sensazione finale è che si tratta di un disco contenente in buona parte scarti di Evangelion, riarrangiati con qualche inserto alla cazzo, e di cose un pò più decenti e comunque scritte nel periodo in seguito alla guarigione di Nergal. Il mio sentore è che la discografica abbia fatto forti pressioni per fare uscire qualcosa a nome Behemoth, anche per via del fermo di diversi mesi riguardante la malattia del frontman, e che quindi il gruppo sia stato costretto a rimediare alla meno peggio, anche perchè secondo me è evidente che in questo disco ci sono parti, tipo assoli, ponti (o come cavolo si chiamano, perdonami, sono semi-analfabeta), messi proprio nelle parti sbagliate dei brani e canzoni che finiscono quando non dovrebbero, lasciando l’ascoltatore con la sensazione di essere stato privato di qualcosa. Poi secondo me la produzione è orribile e penalizza di brutto le parti più maestose dell’album.

        • Io penso sia un album concepito volontariamente in questo modo, se ci pensi sono passati anni da quando Nergal si è ripreso dalla malattia, ma posso capire che non ti sia piaciuto. E’ una sterzata mica da ridere, ma voluta e cercata dal gruppo in maniera assolutamente libera. Però ripeto, posso capire che non ti abbia preso…a me ha fatto lo stesso effetto il disco osannatissimo dei Watain.

  5. Faccio una premessa, non ho ancora ascoltato il disco, ma Francesco si fa una bella masturbazione mentale, ti fa cacare? Ok va bene.. I gusti sono gusti, ma tutta questa dietrologia mi sembra fuori luogo…

  6. Comprato ed ascoltato… già al primo ascolto mi ha preso, ho apprezzato molto il fatto di non puntare necessariamente sulla velocità, campo già ampliamente esplorato, produzione eccellente, non perdi una nota, e non sempre mi va di ascoltare dischi con produzione old style… per concludere per me 4 pentacoli figati meritati 😉 🙂

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