Primal Fear- Delivering the Black


primalfeardeliveringcdcoverQualcuno diceva che l’imitazione è la più sincera delle ammirazioni, come si sa i Primal Fear hanno preso ed applicato alla lettera il celebre aforisma: con l’ “omaggio” ai Priest dell’epoca Painkiller i tedeschi ci hanno costruito una carriera, segnata da buoni album ed altri meno, ma mai davvero indecenti o inascoltabili.

Il nuovo “Delivering the Black”, che ha un titolo comicissimo e una copertina come da tradizione della band inguardabile, non è niente di diverso dal solito. Ma niente, manco mezza virgola fuori dagli schemi che definire consolidati è fargli un favore. Ci stavano provando malamente con “Seven Seals” e “New Religion” a cambiare un minimo, sgommando su pipponi “sinfonici” e canzoni troppo fiacche, per fortuna con “16.6” trovarono una strada più consona alla loro natura, per poi tornare del tutto al Priestismo più ortodosso con “Unbreakable“.

“Delivering…” segue senza vergogna la strada del predecessore, annoverando nella tracklist canzoni ingenue e stupidotte come “When Death comes knocking”, efficaci ed ovvi pezzi veloci,  un paio di semi ballad skippabili dopo dieci secondi. L’ingenuità di fondo è una caratteristica costante nel disco, ascoltate la motosega sfiatata di “Never Pray for Justice”, roba che la motoretta di “Supergiovane” sembra un’Harley, senza considerare i testi da “Manuale semplificato dell’Inglese nel Metallo”.

Il gruppo ha trovato un ottimo amalgama, funziona bene anche in fase di songwriting la coppia Beyrodt/Karlsson: decisamente meno spigolosi ed istintivi dei loro predecessori, i loro assoli sono assai melodici e ben suonati mentre nei riff scopiazz…scorrazzano tra i classici riffoni heavy-power senza particolari invenzioni.  Ralf  Scheepers è una vera sicurezza, la sua voce è un valore aggiunto anche sui brani più fiacchi. E qui cominciano ad essercene un po’ troppi…nonostante siano riusciti ancora a svangarla. A giudicare l’insieme questo risulta un lavoro coinvolgente e ben confezionato, buono per scuotere il capoccione senza troppi pensieri. Niente che si debba conoscere per forza, solo tanto Metallo TICERMANIA per orfani inconsolabili dei Priest che furono, perchè vuoi non vuoi, questi la botta la piazzano sempre.

I Primal Fear pubblicano un album rassicurante, sornione e gradito a chi cerca metalloso immobilismo e adrenalina da iniettare direttamente nel cuore senza troppa fatica.

Tracklist:

01. King For A Day
02. Rebel Faction
03. When Death Comes Knocking
04. Alive & On Fire
05. Delivering The Black
06. Road To Asylum
07. One Night In December
08. Never Pray For Justice
09. Born With A Broken Heart
10. Inseminoid

Voto:3stelle

L’assaggio del disco:”When Death Comes Knocking”

ddd

Black Delivered!

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4 commenti su “Primal Fear- Delivering the Black

  1. di loro ho seven seals e 16.6. per me sono un gruppo valido, fanno dischi ben suonati e anche ben prodotti. è ovvio che non ti puoi aspettare grosse innovazioni, ormai hanno quello stile, fanno quello che sanno fare meglio e va bene così. il loro slogan potrebbe essere “primal fear….e sai quello che ascolti!!”

    • Li preferivo meno leccati però, più ignoranti. Forse è colpa dei chitarristi troppo leccati o del songwriting poco ispirato. Non un brutto album, ma qualcosa di cui si può fare a meno senza pensieri, in fondo la stessa cosa che vale per la band.

  2. quello si, più ignoranti sarebbe meglio, del resto se si ispirano molto ai priest di painkiller e dintorni non era certo un album leggero che ti dava l’idea del “avremmo potuto osare ma non ci siamo fidati”, tutt’altro direi.

    comunque sul power recente uno dei miei album preferiti in assoluto (non so l’ultimo lavoro come sia) è The Premonition dei Firewind. fighissimo per me!!

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