Warfather- Orchestrating the Apocalypse


Warfather - Orchestrating The Apocalypse (2014)Steve Tucker è tornato signore e signori…come? Ma come chi? Steve Tucker no? Il sostituto di Dave Vincent quando alla fine degli anni 90 aveva lasciato i Morbid Angel per andare a fare il tamarro con la moglie nei Genitorturers. Steve fornito di profondissimo vocione tombale ha dato un ottimo contributo alla causa dell’ “angelomorbido”, su tutti “Gateways to Annihilation”, prima di essere gentilmente messo alla porta da Azagthoth per favorire il rientro di Vincent, il quale aveva finalmente ritrovato la sintonia con il suo vecchio pard aiutandolo nel processo di tamarrizzazione.

E Tucker si è dovuto arrabbattare un po’ qui un po’ là, combinando pochino di realmente rilevante, almeno fino al 2011 quando presta orecchio alle idee di Nader Sadek e alla sua idea di Death Metal, partorendo un disco e un live entrambi “morbidangelosi”, ma di notevole pregio.

Poi si deve essere stufato di collaborare a progetti altrui, così decide di fondare i Warfather. E cosa suoneranno mai ‘sti Warfather? Death Metal con influenza “morbidenge”, ma non solo. Gli elementi del classico sound floridiano ci sono tutti, ma Tucker prova a rimescolare un po’ le carte con influenze vagamente più “moderne”, sempre nel solco del genere, ma andando un po’ a casaccio senza ottenere gran che. Il problema del disco è la vena compositiva non proprio brillante, una carenza che appesantisce la dinamica e la varietà dei brani, aggiungete pure una produzione orripilante e capirete che non ci siamo. La batteria rumorosissima e poco incisiva, le chitarre quasi soffocate e un basso inudibile sono difetti gravi che relegano l’esordio del gruppo ad un “vorrei ma non abbiamo potuto”. Lo stesso Tucker ha offerto al microfono prove ben più convincenti di questa, non che sia diventato un Mameli qualunque, però in alcuni passaggi risulta un po’ spompato.

Ce n’è a dozzine di gruppi che corrono appresso al glorioso passato dei Morbid Angel, i Warfather vantano uno che ne ha fatto parte, però non basta a garantire a questo lavoro poco più che una sufficienza stiracchiata. Chi si accontenta gode, ma tu vorresti qualcosa di più di questo. E’ possibile, gli Hate Eternal ce la fanno…

Tracklist:

01. XII
02. Legions
03. My Queen Shall Not Be Mourned
04. Taunting The Deity
05. The Shifting Poles
06. Waltz Of The Solstice
07. Summoning The Warfathers
08. Ageless Merciless
09. The Chaos Of
10. Gods And Machines
11. Ashes and Runes
12. We Are The Wolves

Voto:2stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”XII”

sss

Steve Tucker in una pericolosa similitudine

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