Hell- Curse and Chapter


CoverIl gruppo rinato nel 2011 per volontà di Andy Sneap, conosciutissimo dai più come produttore di livello ma già chitarrista in forza ai Sabbat, gruppo Thrash Inglese autore di ottimi dischi negli anni 90, torna con il secondo disco dopo l’ottima prova dell’esordio. La storia della band non è delle più fortunate, se volete approfondirla basta rileggere la recensione del primo disco, ma finalmente la testardaggine di Sneap ha dato i suoi frutti. Rispetto a “Human Remains” l’album è stato composto con pezzi inediti  e non adattamenti a idee e canzoni nate negli anni 80, confutando la qualità dei musicisti coinvolti che privati della sicurezza nostalgica di pezzi già rodati,  confezionano un lavoro davvero notevole. Anzi, migliore per certi versi. Pentacle_top albumIntanto i brani sono meno prolissi, pur conservando l’impronta NWOBHM si sono fatti più duri e tirati, senza perdere in teatralità, caratteristica imprescindibile per un gruppo così attento all’impatto scenico. E ci mette del suo il cantato davvero singolare di David Bower, capace di esagerare quando serve enfatizzando strofe e ritornelli quasi stesse recitando su un proscenio quello che racconta nei testi, ricordando per intensità un King Diamond con meno elio in corpo.

Sneap gigioneggia con la sua chitarra in un’orgia di riff, lick e assoli davvero pregevoli, ben spalleggiato da Kevin Bower, fratello del cantante. Non ci sono pezzi deboli o fiacchi, ci si diverte dall’inizio alla fine tra saliscendi drammatici ed evocativi, in una girandola di emozioni metalliche scaturite da gente che si diverte e non si prende troppo sul serio. Forse per questo stupisce senza risultare fuori luogo il richiamo a “The Age of Acquarius” nel primo brano “The Age of Nefarious”, dove viene ripetuta la celebre linea vocale del ritornello del brano tratto dal musical “Hair” (uno dei pochi che sei riuscito a sopportare fino alla fine nonostante l’idiosincrasia per il genere). Quasi a mettere in chiaro subito: spacchiamo ma soprattutto ci divertiamo. Metteteci poi l’enorme personalità che dimostrano muovendosi in territori così battuti ed avrete un lavoro da non lasciarvi sfuggire. E se continuano così chissà cosa tireranno fuori ancora…

Tanto Metallo classico e di classe, veramente non potete perdervelo.

Tracklist:

01. Gehennae Incendiis
02. The Age Of Nefarious
03. The Disposer Supreme
04. Darkhangel
05. Harbinger Of Death
06. End Ov Days
07. Deathsquad
08. Something Wicked This Way Comes
09. Faith Will Fall
10. Land Of The Living Dead
11. Deliver Us From Evil
12. A Vespertine Legacy

Voto:

4stelle

L’assaggio del disco: la succitata “The Age of Nefarious”

 

bbb

Metal Python

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