Deicide- In The Minds of Evil


Deicide-in-the-Minds-of-EvilQuando in passato ti capitava sfogliando una rivista, di incontrare il truce faccione di Glen Benton, pensavi a quanto potesse essere feroce e fuori di testa uno che c’aveva in fronte una croce invertita scavata nella carne. I Deicide sembravano il gruppo più blasfemo di tutti, incutevano timore anche solo guardando il logo, anche se sei nato in un ambiente dove la bestemmia è un intercalare, la folle sfrontatezza di Benton ti impressionò per anni. Soprattutto la storia del suicidio a trentatré anni come il Cristo.

Poi crescendo hai cambiato parere e quel carisma maligno che il cantassista* aveva, si è scialacquato conoscendo meglio le sue balle e i suoi “sono stato frainteso” quando gli domandavano perchè non si fosse suicidato come annunciato anni prima. Oltretutto sei diventato molto più blasfemo tu, imparando l’arte dell’inventare bestemmie molto più creative dei suoi testi, moccoli originali che scaricano la tensione e l’ansia meglio dello Xanax. Per non divagare troppo,  la sua figura di demone incarnato ha perso moltissimo spessore e credibilità negli anni, non solo ai tuoi occhi.

A dispetto della clownaggine di Benton i Deicide ti son sempre piaciuti, soprattutto gli arcinoti primi due album, più recentemente “Scars of the Crucifix” e l’ultimo vero grande disco “The Stench of Redemption”, album in cui Jack Owen entrava in pianta stabile nella band dopo la cacciata dei fratelli Hoffman, affiancato dal cattolico Santolla e della sua chitarra ultra-melodica. L’album successivo è ascoltabile, ma niente di speciale e  “To Hell with God” un pelino meglio seppure incastonato nella forma “Death ferocissimo invaso dalla melodia degli assoli di Santolla” che a conti fatti ha funzionato egregiamente solo su “The Stench…”.

Dopo due anni i  Deicide consegnano un nuovo album, orfani del chitarrista di origine italiana e della sua mania di inserire melodia dappertutto e le cose vanno meglio, sebbene si rimanga su livelli decenti e poco più. Asheim picchia come al solito, Benton spande la sua voce monocorde su riff incazzatissimi suonati con classe da Owen, il quale trova il pard ideale in Kevin Quirion (già in compagnia di Asheim nei suoi Order of the Ennead, band che hai sempre voluto ascoltare ma per un motivo o per l’altro non hai mai fatto). Il suo stile più crudo e meno “classicheggiante” si combina bene con il riffing secco e preciso dell’ex Cannibal Corpse e riporta i Deicide quasi alle loro origini.  Quasi, perchè la misantropica crudezza ormai resta un pregio di gioventù mai più raggiungibile e forse è meglio così. 

I Deicide di oggi sono questi,  un gruppo che ha già dato il meglio ma si lascia ancora apprezzare con un disco che è una lieve miglioria nel sound di quelli che lo hanno preceduto. Ma non c’è molto altro…

Tracklist:

01. In The Minds Of Evil
02. Thou Begone
03. Godkill
04. Beyond Salvation
05. Misery Of One
06. Between The Flesh And The Void
07. Even The Gods Can Bleed
08. Trample The Cross
09. Banished By Evil
10. Kill The Light Of Christ
11. End The Wrath Of God

Voto:

3stelle

L’assaggio del disco: la title track, facile no?

gg

Ormai i Deicide sono meno blasfemi dei pensionati che giocano a briscola, ma va bene così

*il cantassista non è un cantante che arrotonda dando passaggi ma il nome “tecnico” di un cantante che fa anche il bassista. c’è anche la variante meno usata “bassante”.

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3 commenti su “Deicide- In The Minds of Evil

  1. Ecco, i Deicide sono sempre stati un gruppo che mi ha fatto fare grasse risate… non so perché, ma è così…
    Come anche non so perché non mi siano mai piaciuti, mentre i Morbid Angel sì, ma si sa, sono strano 😀

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