Quel Rude Venerdì Metallico /108:Carta di credito o Contanti? No, Visibilità prego…


La dura vita del blogger è lastricata dal duro lavoro, tanta passione e soddisfazioni. Lo hai già scritto qui, ma un ripassino ce lo concediamo perchè appoggia bene sul discorso di oggi.

In Italia in moltissimi gestiscono un blog, la maggior parte non ne ricava un centesimo e porta avanti il suo spazio con passione e tanto amore. Nessuno o pochissimi si illudono di riuscire a trasformare il proprio spazio in un modo per campare, anzi chi ci prova viene tacciato come illuso e povero coglione. Guai a chiedere anche una sola donazione, in fondo nessuno ce lo ha chiesto di aprire un blog no? Su Internétte tutto dev’essere gratisse, soprattutto “la roba da legge”, non importa quanto sia costato scriverla e portarla a termine, non è lavoro che merita un compenso perchè non si tocca, non è tangibile come un prodotto finito e si sa che il lavoro intellettuale è cosa difficile da farsi pagare, non solo sulla Rete.

Non si discute che pochi possano avere le competenze e le qualità per chiedere un compenso per quello che fanno, ma irridere e screditare OGNI cazzo di blogger che ci prova è un atteggiamento che si vede solo qui a Puzzonasoland, per gli amici “Italia”.

Ma se a questo ci si può adattare, non ci si può non incazzare quando ti chiedono di avere i tuoi articoli senza darti niente in cambio, anzi no un momento, qualcosa in cambio c’è.

Lo scambio di solito è :” tu ci dai i tuoi articoli e noi ti diamo VISIBILITA’!”.

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A qualcuno di voi sarà capitato, anche in altri campi. Ti pagano in VISIBILITA’, ci dai il tuo lavoro e noi ti facciamo vedere. La prima cosa semplice che immagini è sempre la stessa: una ditta edile che si sente dire dal committente:”Oh, allora va bene per la facciata beige. Ovviamente vi pago in VISIBILITA’, la facciata la vedranno tutti e vi fate pubblicità grazie a me, anzi dovreste pagarmi voi .AHAHAHA!!” Oltre a ricevere una palata in bocca, il committente si dovrebbe rivolgere ad altri perchè la ditta edile gliela farebbe col cazzo la facciata nuova, anzi se non caccia gli Euri non la vedrà mai fatta da nessuno.

Se questo esempio vi sembra ovvio, magari perchè è lavoro manuale, un’opera tangibile che ha una validità sostanziale innegabile. Un post, un contenuto “intellettuale” è superfluo e per giunta non lo puoi toccare, quindi ci si può spingere a chiedere contenuti senza compenso alcuno.

Non importa quanto sia cortese e furbescamente gentile la proposta, è arrivato il momento di dire basta co’sta storia della VISIBILITA’! Se volete i contenuti di un’altra persona abbiate almeno la decenza di volerli pagare il giusto, altrimenti fate da soli. Che la VISIBILITA’ ce l’abbiamo già, siete voi che non avete i nostri contenuti.

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“L’altro giorno a quello della SIP j’ho detto che l’avrei pagato in VISIBILITA’. Ancora me fanno male le gengive aò…”

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La moneta ufficiale di chi viene pagato in VISIBILITA’, opera dell’amico Giordano Efrodini.

 

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14 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /108:Carta di credito o Contanti? No, Visibilità prego…

  1. Ormai questo è uno dei mali dell’Internet. il malcostume generale dove uno dovrebbe lavorare per la Gloria (manco avesse le tette grosse).
    I più patetici sino quelli che chiedono ai VIP di retwittare i loro patetici pensieri o di essere seguiti su instagram

  2. Concordo sull’astio generale verso il concetto di lavorare per la gloria e il bene dell’umanità metallara, neanche si fosse dei Christi con il chiodo. Strano poi che la cosa vada per lo più in ogni ambito in un sistema che si autodefinisce capitalista. Ma forse il concetto di gloria è solo una scusa di chi vuole vivere del lavoro d’altri. Oh, intesi, se la visibilità la propone un The rolling stones, direi che varrebbe pensarci su. 😀

    • Certo che i casi vanno valutati, quando la visibilità è un pretesto per vampirizzarti (e lo è quasi sempre) rifiutare è d’obbligo.

  3. Fatti due risate (amare) e pensa al mondo della ricerca, dove la gente è costretta a pubblicare il proprio lavoro su riviste internazionali (a volte anche pagando le spese di stampa), per avere visibilità, che in questo caso è quantificata con i famigerati indici bibliometrici, nonché a revisionare i lavori che gli altri sottomettono alle suddette riviste (lavoro dispendioso e pesante), tutto rigorosamente aggratisse. Le stesse case editrici che usufruiscono dell’altrui lavoro gratuitamente, poi rivendono i contenuti delle riviste (sottolineo: esclusivo prodotto del gratuito lavoro altrui) a prezzi spesso esorbitanti, agli stessi ricercatori o alle istituzioni di cui questi fanno parte, lucrandoci pesantemente. Qual è il loro ruolo in tutto ciò? ti vendono visibilità, a caro prezzo….

  4. Per completare la disamina di Hiroo Onoda, Il pagamento in “visibilità” avviene ben prima della pubblicazione: tu la scrivi, ma figuri come quarto o quinto nome nella ricerca.Perchè per primo viene il figlio del professor X, per secondo l’amante venticinquenne del Capo dipartimento dell’Universita di Vattelapiansaccoccia, per terzo il nipote dell’attuale sottosegretario al Cheminchianeso’ e cosi’ via….Poi ti rompi i cojoni e se trovi una borsa di studio all’estero ci vai. E ci resti…
    Anche perchè se torni sei fo****o. Sei quello che ha sputato nel piatto dove mangiava, l’ingrato….

    PS: I riferimenti di cui sopra a persone e “bestie” varie sono assolutamente il frutto della triste REALTA’….

    Per chi finisce il liceo: Scappate se potete.
    Per chi finisce l’Università: Scappate se potete.
    Per chi è già scappato: Restate alla larga….

  5. A Helldorà….ma i Dark Tranquillity quanno ce li recensisci??? Stai sempre a batte la fiacca….:-)

    PS: Ce l’hai una mail personale alla quale inviare una comunicazione di servizio?

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