Arsis- Unwelcome


arsis_unwelcomeE’ un periodo fertile per recuperare qualche disco da recensire che avevi lasciato da parte nelle  intasate settimane dei mesi scorsi, oltre tutto ce ne sono molti altri freschi freschi che aspettano, quindi invece di girarti i pollici(facendoti malissimo senza motivo), spunti un titolo dalla lista degli album da recensire. E questo “Unwelcome” aspettava colpevolmente da un po’ troppo tempo, perchè  è un lavoro che riporta gli Arsis alla forma migliore, dopo il più canonico e semplice “Starve for the Devil” e il bocconcino dell’ EP “Lepers Caress” uscito gratuitamente in formato digitale per la Scion A/V, un antipasto riproposto tra l’altro nella limited edition del disco a mezzo bonus tracks.

Il gruppo ameregano ritorna ad una forma canzone meno semplicistica, anzi meno prevedibile perchè gli Arsis di suonare roba tecnicamente semplice non sono proprio capaci, richiamando alla memoria lavori cazzutissimi e bastardi come “A Celebration of Guilt” o “United in Regret”, dove un Death Metal piuttosto moderno si faceva strada tra scale e riff tostissimi, con la marcia in più della melodia e del ritmo a scongiurare quella noia scaturita dall’ “onanismo sbrodolante”, una pecca tipica dei gruppi più dotati tecnicamente.

E qui c’è tutto il meglio degli Arsis, con quelle canzoni che vivono di mille tempi e seimila riff, ma con quell’assolo, quella bellezza d’insieme che conquista e ti sorprende ad ogni ascolto. Invece di correre appresso al trend del Death Melodico, come accadeva nel precedente “Starve…”,  affermano la propria identità e personalità debordante con pezzi complicatissimi ma mai incomprensibili o di difficile assimilazione, un po’ come riuscivano a fare i Carcass. Per dire, solo un gruppo di pazzi può stravolgere un pezzo pop anni 80  come “Sunglasses at night”  e trasformarlo in un’aggressione irresistibile con quel quid melodico in più  che la rende una meraviglia.Pentacle_top album

Un disco eccellente, pieno di canzoni dinamiche e ricche di impatto che non potete trascurare. Per ingannare il tempo in attesa di “Surgical Steel” dei Carcass, non c’è di meglio, fidatevi.

Tracklist:

01. Unwelcome
02. Carve My Cross
03. Handbook For The Recently Deceased
04. Choking On Sand
05. Let Me Be The One
06. Sunglasses At Night
07. Martyred Or Mourning
08. No One Lies To The Dead
09. I Share In Shame
10. Scornstar

consigliatissima la versione “Deluxe” con sette bonus tracks (contenente anche i pezzi di “Lepers Caress”).

11 – “The Face Of My Innocence“
12 – “Haunted, Fragile And Frozen“
13 – “Six Coffins Wide“
14 – “Veil Of Mourning Black“
15 – “A Tearful Haunt, Condemned“
16 – “Carve My Cross“
17 – “Denied“

Voto:

4stelle

L’assaggio del disco:”Carve my Cross”

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Un gruppo che non si sbrodola addosso, almeno musicalmente parlando.

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