Black Metal: A European Tour /2


blackmetaltourGenere controverso e discutibile secondo molti, il non plus ultra del Metallo secondo altri, il Black Metal comprende in un’unica definizione gruppi diversissimi e apparentemente inconciliabili tra loro: dalle band minimaliste dove la poca tecnica viene compensata dalle velocità estreme, a gruppi che diversificano la loro proposta contaminando l’aggressività grezza con influenze provenienti da altri generi. Facce buffe col trucco da panda e mercanzia satanica mutuata dai grandi nomi anni 80, sono spesso il lato comico di un genere che almeno nelle intenzioni di comico ed ironico non ha nulla. Dici Black Metal e subito pensi alla Norvegia, Paese dove la corrente del Metallo Nero si definì nella sua forma moderna conosciuta oggi, talmente caratteristico e peculiare che addirittura viene fatto studiare ai diplomatici norvegesi perchè culturalmente rilevante per la nazione. Ma l’Europa non rimase a guardare e già dai primi anni novanta, quando l’esplosione norvegese era ai suoi massimi, si originarono spesso epigoni poco fortunati e non sempre validi. Eppure col passare del tempo in molti Paesi si generò una via personale ed interessante al Black Metal. In questo viaggio andremo a scoprire chi suona il Black Metal fuori dai confini norreni, perchè c’è del marcio in tutta Europa. E vale la pena metterci il naso… Per leggere la prima tappa del viaggio clicca qui. blackmetaltour2La Germania è un Paese ricco di Black Metal dove centinaia di gruppi continuano a nascere e morire dai tempi della grande esplosione del genere nei primi anni 90. Una scena che a differenza di quella Francese, conserva spesso una devozione al suono classico e feroce, lasciando da parte sperimentazioni e divagazioni in favore di un pestaggio continuo e diretto. Impossibile non considerare infatti la Germania come una specie di culla per la scena Norvegese, a causa dell’influenza che i gruppi incazzosissimi come Kreator e Sodom ebbero sul Black Norvegese. In effetti quasi a ribadire un legame solido tra le due scene, alcune band tedesche ebbero contatti molto stretti con i pionieri norvegesi, visti come fonte d’ispirazione non solo per quel che riguarda l’ambito musicale. Venivano emulati spesso anche nelle scorribande nei cimiteri e nei presunti rituali satanici, nei quali la stampa si tuffava di petto esagerando e cavalcando l’onda per vendere qualche copia in più. Poi arrivò il famigerato omicidio di Sandro Beyer da parte dei membri della band Absurd, un avvenimento scioccante che sembrò accomunare ancora di più la Germania alla Norvegia. Un ragazzo praticamente senza amici che cercava in tutti modi di entrare nel giro del gruppo, senza sapere che veniva disprezzato e deriso. Il povero quindicenne venne ucciso per dei motivi futili, principalmente perchè Sandro come vendetta per la sua emarginazione, voleva rivelare la relazione di uno dei membri degli Absurd con una donna sposata e cattolica, rimasta per giunta incinta. Dopo una serie di attacchi verbali, Sandro venne attirato dagli Absurd con una scusa in un posto isolato e strangolato con un filo elettrico. Gli assassini vennero presi dopo qualche giorno, e in seguito proprio come i Mayhem usarono le cervella di Dead per una copertina, così gli Absurd usarono la foto della lapide di Sandro Beyer come copertina per un loro demo scritto durante gli anni di galera, vantandosi anche dell’omicidio nei crediti dell’album. Cover1 Impossibile non pensare anche a tutto il Black Metal che riprende ed esalta ideologie “ariane”, “anti-semite” e naziste, estremo e disperato (non che stupido) atto di ribellione in un Paese che ancora soffre e si vergogna per quella macchia incancellabile, dove viene censurato e punito qualsiasi riferimento al Nazional-Socialismo, figuriamoci sbandierare una devozione totale alle sue nozioni. Ma sarebbe riduttivo e poco accurato ridurre il Black Metal tedesco ad un’orgia di criminali nazi ed emuli cazzari, una minoranza tra le centinaia di band citate in apertura. Molti gruppi sono davvero meritevoli della vostra considerazione e quelli elencati qui sotto sono quelli da cui dovreste partire per farvi una cultura sul “Black Ti CERMANIA”.

Negator

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Nati nei primi anni del Duemila, i Negator si muovono tra i primi Mayhem, i Darkthrone ed tutte le band più celebri della prima ondata norvegese. Devastanti sebbene non proprio originali, i Negator sono il gruppo che permette di capire come si intende il Black in Germania. Veloce ed incazzato, senza troppe pippe mentali. Ascolti consigliati: “Old Black”(2004) esordio fulminante e anche “Panzer Metal”(2010) vicino ai Marduk non solo per il titolo.

Total Hate

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Il gruppo fa parte della seconda ondata di band Black Metal, essendosi formati intorno all’inizio del secondo millennio. Un assalto scarno e brutale che riprende i migliori Mayhem miscelandoli con la spigolosa tradizione sonora tedesca. Hanno pubblicato finora solo due dischi: “Depopulating Planet Earth” (2008) e “Necare Humanum Est” (2010)

Nagelfar

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Il gruppo ormai sciolto, vanta una discografia di soli tre dischi, dove un Black Metal epico, ricco e ben suonato si fa largo con classe. A differenza di molti altri, i Nagelfar picchiavano con stile e padronanza tecnica lievemente superiore alla media, con abbondanti dosi di melodia. Da ascoltare assolutamente l’impronunciabile esordio “Hünengrab im Herbst” (1997) e l’altrettanto difficile “Srontgorrth” (1999).

Nargaroth

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Kanwulf, il leader e praticamente unico membro della band, è uno di quelli che vantava amicizie con alcuni musicisti norvegesi, facendone un vanto e una sorta di “bollino qualità” per la sua band. A prescindere da queste amicizie, vere o presunte, i Nargaroth risultano interessanti soprattutto per chi ama l’attitudine senza compromessi ed il suono scarno e mal prodotto. Il celebre slogan “Black Metal ist krieg!”(2001) è proprio il titolo di un album che rende omaggio alla scena e al suono tipico del genere con pezzi che rassomigliano pesantemente a brani celebri. Oggi Kanwulf si fa chiamare Ash e continua a sfondare i timpani con un Black Metal crudo, ricordando i bei tempi. Ascolti consigliati “Herbstleyd”(1998) pesantemente perculato per la copertina nella Gallery, e anche “Black Metal ist Krieg!”.

Obsidian Gate

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Gli Obsidian Gate sono un gruppo Black “Sinfonico” dove per sinfonico si intende “tastiere che tentano di replicare la grandeur di un’orchestra.” Autori di soli due album, i tedeschi offrono un interessantissimo viaggio tra epicità e schiaffoni tradizionali. Se non volete incaponirvi sul sound scarno un ascolto è più che consigliato, titoli agevolati: “The Nightspectral Voyage”(1999) e “Colossal Cristhunt”(2001)

Agathodaimon

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A proposito di “Black sinfonico”, questi tedeschi esordiscono nel periodo in cui i Dimmu Borgir spingono fortissimo la scena con “Enthrone Darkness Triumphant”, collocandosi proprio in scia ai norvegesi. Un inizio promettente che prometteva di far decollare la band, ma la loro proposta diventa sempre meno interessante a causa di una ripetizione perpetua della stessa manfrina, per giunta sempre meno mordace. Tornati quest’anno con un disco discreto, il loro apice resta sempre “The Higher Art of Rebellion” (1999)

Drautran

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Un solo disco all’attivo, ma che disco! “Throne of the Depths”(2007) è una marcia meravigliosa nel mondo pagano e perduto della “Tedeschia”, Gli arpeggi suadenti e malinconici, l’aspro effetto delle voci in tedesco, le velocissime ripartenze e le voci femminili…c’è tantissimo da ascoltare. Per capire come il Black Metal possa essere davvero evocativo quando è suonato come si deve. Peccato che la band sia in pausa a tempo indeterminato…

Graven

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Un assalto sonoro tipico come tanti, segnato da un clima guerresco e battagliero che non conosce freni. I Graven sono una band che picchia pesantemente sfruttando gli insegnamenti tradizionali del Black anni 90. Interessanti anche se non fondamentali, gli ascolti di “Perished and forgotten”(2002) e “The Shadow of Eternal Call”(2007), unici dischi pubblicati finora dal gruppo, ancora attivo.

Vargsang

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Vargsang è uno dei membri originali dei Graven, lasciati dopo il primo disco. Il suo progetto solista riprende senza vergogna il concept sferragliante e senza compromessi del crudo Black Metal della sua ex-band. Anche qui da ascoltare se si ama il genere e se ci si vuole immergere con dedizione nella scena tedesca. Meritevole della citazione il disco d’esordio “Call of the Nightwolves”(2003)

Eternity

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Gli Eternity, da non confondersi con sette-ottocento altre band con lo stesso nome, sono la gemma nascosta da scoprire assolutamente. Impestati in special modo dai Darkthrone , dimostrano una personalità ed una capacità fuori dal comune nel proporre pezzi devastanti e di grande spessore. I loro dischi hanno sempre un tocco in più che li fa emergere dal mare di imitatori di genere, e l’ascolto di “…and the Gruesome Returns with Every Night”(2004) è doveroso, seguito dall’altrettanto notevole “Funeral Mass”(2007).

Moonblood

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Gruppo di culto nato nei primi anni novanta, i Moonblood hanno dato molto al genere sebbene abbiano pubblicato solo due album. Una marea di demo e split(tra cui uno con i franzosi Deathspell Omega) pregni di un Black Metal incazzoso dai toni epici. Scoprire la furia di “Blut and Krieg”(1996) è un favore che dovreste farvi.

Zorn

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Una foto fatta dopo aver svaligiato il reparto ferramenta presenta al meglio gli Zorn, un gruppo dedito al Black Metal più oltranzista che possiate immaginare. Anche qui niente di particolarmente imperdibile, ma un’ascoltatina all’esordio “Schwarz Metall”(2001) datela, per poi passare all’ultimo “Menschenfeind II”(2009) dove capirete che per il gruppo gli anni d’oro del Black non sono mai passati.

Lunar Aurora

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Qui siamo di fronte ad un gruppo che si distacca dai canoni così testardamente riproposti dagli altri gruppi tedeschi. Il loro Black Metal vive e si corrobora con canti gregoriani, momenti di Ambient dilatato e atmosfere quasi oniriche. Non fate quella faccia, è una miscela tutt’altro che noiosa. Vi ritroverete ad amare questo gruppo in pochi attimi, soprattutto ascoltando “Andacht”(2007) un disco quasi perfetto. Purtroppo non esistono più…

Katharsis

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Foto ridicola, musica brutale e senza fronzoli. I Katharsis sono una sicurezza per quel che riguarda l’estremismo sonoro e la devozione ai suoni classici, soprattutto i “soliti” Darkthrone. Apprezzabili gli ascolti di “Kruzifixxion”(2003) e di “Fourth Reich”(2009).

Horn

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Il gruppo formato dal solo Nerrath, propone un Black Metal evocativo, costruito su tempi medi e un concept legato alla natura. Interessante e diverso dai conterranei, il Black degli Horn è una piacevole alternativa a base di alta montagna e boschi. Ascolto consigliato “Die Kraft Der sczenarien”(2006).

Endstille

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Un gruppo tra i più noti della scena, devotissimo a band come 1349 e Marduk, concentra i suoi assalti in un unica direzione:la velocità. Guerra, morte e distruzione sono la costante ossessione per i tedeschi, autori di ottimi dischi tra cui “Operation Wintersturm”(2002), “Verführer”(2009) e l’ultimo “Infektion 1813″(2011).

Darkened Nocturn Slaughtercult

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Guidati dalla blasfemissima Onielar, pseudonimo di Yvonne Wilczynska, i DNS recuperano la tradizione oltranzista del Black Metal portandola ad un livello qualitativo notevole. Velocissimi, feroci e ricchi di atmosfera, i tedeschi non conoscono la parola pietà e la presenza di una ragazza alla voce non li penalizza affatto come qualcuno potrebbe incautamente pensare. Da ascoltare quasi tutto, ma cominciate pure da “Saldorian Spell”(2009) e l’ottima ultima pubblicazione “Necrovision”(2013).

Dark Fortress

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I Dark Fortress sono la band di V.Santura, chitarrista e compagno di Tom G. Fischer nei suoi Triptykon, uno che sa scegliere bene. Il gruppo tedesco offre un Black Metal melodico, brutale e particolarissimo, con arrangiamenti curati e una capacità di ammaliare l’ascoltatore fuori dal comune. Valgono l’ascolto tutti i lavori del gruppo, ma se volete cominciare con piccoli passi, l’ascolto di “Séance”(2006) e di “Stab Wounds”(2004) è l’ideale.

Prima di lasciare la Germania, una proposta per i vostri assaggi:

Negator:”Panzer Metal”
Total Hate:”Decline of a Human life”
Nagelfar:”Hellebarn”
Nargaroth:”Possessed by Black Fucking Metal”
Obsidian Gate:”Colossal Cristhunt”
Agathodaimon:”When she is mute”
Drautran:”Dusk of the Fimbulwinter”
Graven:”Nightwinds lead my sword”
Vargsang:”Deathgate to eternal life”
Eternity:”Misanthropic Suicide”
MoonBlood:”And Snow covered lifeless bodies”
Zorn:“Zerstore den mensch”
Lunar Aurora:”Der pakt”
Katharsis:”The Last Wound”
Horn:”Die Kraft der Szenarien”
Endstille:”Word Aflame”
Darkened Nocturn Slaughtercult:”The Eviscerator”
Dark Fortress:”Ghastly Indocrtination”

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6 commenti su “Black Metal: A European Tour /2

  1. A me i Dark Fortress piacciono anche post Azatoth. Insomma anche “Eidolon” e “Ylem” secondo me sono bei dischi, benchè siano stati poco apprezzati dalla critica.

  2. Personalmente non ho mai capito i Dark Fortress; sono abilissimi nel ricreare delle atmsofere spettrali, e la cosa sarebbe tranquillamente potuta diventare il loro marchio distintivo… Ma per qualche assurda ragione continuano a riempire i dischi di brani che sembrano degli outtakes degli album degli ultimi Satyricon.

      • Ho sentito giusto qualcosina dei Katharsis (World beyond end e The fourth Reich), gli ultimi Nargaroth (da Jahreszeiten in poi) e il disco dei Drautran. Ah, e gli Agathodaimon, che credevo fossero ungheresi. Comunque non sono un grandissimo fan della scena tedesca, quindi la tua domanda mi mette un attimino in difficoltà 🙂 .

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