Eyeconoclast- Drones of the Awakening


Eyeconoclast-Drones-of-the-Awakening

  • Sarah: È incredibile! Come ha potuto rialzarsi quell’uomo dopo che tu lo hai…
    Kyle: Non è un uomo, è una macchina. Un Terminator. Modello Sistemi Cibernetici 1-0-1.
    Sarah: Una macchina? Come un robot?
    Kyle: Non un robot, un cyborg, organismo cibernetico.
    Sarah: No, perdeva sangue! […]
    Kyle: Ok, ascolta, i Terminator sono delle unità di infiltrazione, parte uomo, parte macchina. Sotto hanno uno chassis da combattimento in superlega controllato da un microprocessore totalmente blindato, fortissimo, ma al di fuori è un normale tessuto umano vivo. Carne, pelle, sangue, capelli, elaborati per i cyborg.
  • Sarah: Reese, perché me? Perché vuole me? (Terminator, James Cameron-1984)

Avevi sentito solo parlare degli Eyeconoclast anni fa da alcuni amici, ma non hai mai avuto l’occasione di ascoltare il loro disco d’esordio “Unassigned Death Chapter”, uscito nel 2008. Quindi non hai mai potuto sapere quanto valesse davvero il gruppo pur avendo sempre letto in giro dei pareri positivi. Oggi fortunatamente hai rimediato, e meno male, perchè ti stavi perdendo dell’ottimo Metallo.

Gli Eyeconoclast si affacciano sull’intasato mare di uscite odierno con il loro secondo album, pubblicato niente meno che su Prosthetic Records, un’etichetta che ne sa parecchio e che ad ascoltare ‘sto massacro ci ha visto giusto nel concedere fiducia agli incazzatissimi romani, i quali ringraziano sfasciando tutto con dei turbo-brani davvero dinamici e divertenti.

Prodotto con suoni caldissimi dal sapore analogico, “Drones of the Awakening” è una corsa sfrenata e goduriosa nel Death Metal fatto di tanta velocità, sonori schiaffi, assoli melodici e ficcanti,  un sound bastardo caro a band come The Crown, omaggiati anche con una fedele cover di “Executioner(Slayer of the Light)”. Un autentico terremoto “controllato” che scuote l’ascoltatore senza pietà, suonato a ritmi sempre veloci che non annoiano mai anche per merito delle intelligenti sfumature rochenrolle sottese tra un blast beat e l’altro. Il loro Metal è corroborato anche da modernismi cyber mai troppo invadenti, con riff  “meccanici” e qualche sample, una gustosa particolarità che aiuta il disco nel mantenersi interessante malgrado la scelta di insistere sempre su tempi veloci. Ogni brano infatti vive di luce propria, cattura l’attenzione e sprigiona energia da ogni nota, dimostrando il gusto del gruppo nel comporre miscelando la tecnica esecutiva all’approccio diretto stile “caracca in faccia”, per usare una tipica locuzione romanesca.

Ad ogni ascolto riechieggiano le parole di Reese in Terminator, quando spiega che non si può ragionare con un cyborg, puoi solo continuare a scappare o arrenderti e morire. Un concetto che calza, perchè tentare di fermare questi pazzi indiavolati non c’è proprio speranza, meglio arrendersi e farsi fare la festa a suon di Metallo!

Applausi.

Tracklist:

1. Proclaiming from Dead Dimensions
2. Rise of the Orgamechanism
3. Dawn of the Promethean Artilect
4. Anoxic Waters
5. Sharpening Our Blades on the Mainstream
6. Obsolesced
7. Hallucinating in Genetic Disarray
8. XXX – Manifest of Involution
9. Mother Genocidal Machine
10. Invoking Carnage (Racing Blind)
11. Executioner (Slayer of the Light) (THE CROWN cover)

Voto:

3stellee mezzo!

L’assaggio del disco:”Rise of the Orgamechanism”

gg

Oh si scherzava sul “fare la festa” eh…

 

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Un commento su “Eyeconoclast- Drones of the Awakening

  1. Pingback: Intervista agli Eyeconoclast | Rude Awake Metal

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