Huntress- Starbound Beast


huntressstarboundGli Huntress sono stati la sorpresa dello scorso anno, buttando giù un disco a base di Metallo classico ignorante e coinvolgente che convinceva nonostante una qualità piuttosto discontinua dei pezzi, ben piantati nel passato tra rimandi NWOBHM e Thrash. Il gruppo viene aiutato ad emergere dalla massa revivalista grazie al carisma di Jill Janus, una brava e popputa cantante dotata di un  timbro vocale piuttosto versatile. L’esordio intitolato “SpellEater”   resta ancora oggi un disco che ascolti volentierissimo, aspettando il suo successore con discreta curiosità.

Ed arriva “Starbound Beast”…secondo album che parte già male dalla brutta copertina, una roba che se non entra subito  in Gallery è perchè c’è una lista d’attesa lunga come l’Autostrada del Sole, ma dopo il primo ascolto è anche peggio della prima impressione. In due parole si potrebbe dire che l’album annoia come una fiction all’italiana, rimuginando sulle stesse coordinate del primo disco ma azzeccando se possibile ancora meno il songwriting.  La prima  canzone è un midtempo fiacco che non decolla mai nonostante Jill Janus si sforzi a variare il suo approccio mescolando toni aggressivi alle classiche sgargarozzate su toni alti. Si risolleva un po’ con il pezzo dal titolo meraviglioso “I want to fuck you to death”, una “minaccia” che se pronunciata da da una donna ad un uomo presagisce davvero a scenari inquietanti a base di zabaione e aritmie cardiache. La canzone è assai divertente, non solo per merito della penna di Lemmy, ma siamo ancora su livelli medi. Durante la successione di pezzi si incontra qualche gemma, tipo “Zenith” o “Oracle”, dove per lo meno i ritornelli si fanno strada a dovere, ma in genere non c’è mai quel colpo che ti saresti aspettato. E’ come se la brava Jill, sempre più magra e sempre più accentratrice di attenzioni, non trovasse canzoni decenti su cui cantare, improvvisamente affetta dal morbo di Ripper Owens si ritrova a sgolarsi su robetta che se suonata da altri verrebbe dimenticata dopo il primo ascolto.

Un disco che ricalca in peggio l’esordio, non riuscendo mai a trovare la giusta maniera di colpire e affascinare l’ascoltatore. Peccato perchè le qualità tecniche anche da parte degli altri ragazzi ci sono, bisogna imparare a scrivere canzoni decenti. Altrimenti l’apporto di “Sora Zinna” potrebbe non bastare più…

Tracklist:

01. Enter The Exosphere
02. Blood Sisters
03. I Want To Fuck You To Death
04. Destroy Your Life
05. Starbound Beast
06. Zenith
07. Oracle
08. Receiver
09. Spectra Spectral
10. Alpha Tauri

Voto:

3stellestiracchiatissimo

L’assaggio del disco:”Blood Sisters” pezzo sponsorizzato dal Pastificio “Mosciarelli”

 

ddd

Jill però magnate ‘na cosa, se no come se regge ‘sto silicone?

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2 commenti su “Huntress- Starbound Beast

  1. Giusta osservazione sulla copertina, mi è partito un conato di vomito appena l’ ho vista.. poi ho ascoltato l’ anteprima e sono corso in bagno 😛

  2. Pingback: Huntress- Static | Rude Awake Metal

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