Evile- Skull


CoverIl revival del Thrash ha portato pochissimi gruppi di qualità alle nostre orecchie,  i primi che ti vengono in mente sono i Warbringer e gli Havok, niente di originale o imperdibile, ma di sicuro riescono a farsi ricordare grazie a dei dischi sì derivativi, ma estremamente coinvolgenti. C’erano anche gli Evile tra i gruppi “revival” meritevoli di un ascolto, c’erano perchè ormai è chiaro che il loro maggior distinguo è avere una carriera a corrente alternata degna degli Amon Amarth. Album bello-album mediocre-album bello fino a quest’ultimo “Skull” che per regola dovrebbe essere un album mediocre.

E infatti lo è.

ll lavoro precedente “Five Serpent’s Teeth” sembrava aver messo in moto un nuovo corso per gli Inglesi, da sempre alla ricerca disperata di uno stile davvero personale invece di rubacchiare male agli Annhilator e ai Metallica. Purtroppo l’ispirazione è durata lo spazio di un disco, in questo tornano tutti i difetti che gli album mediocri degli Evile possiedono: canzoni anonime, altre solo pallose e prolisse, semi-ballad agghiaccianti(davvero perchè insistete con le ballad se vi riescono così di merda?).

Gli Evile dimostrano come fare per suonare del Thrash noioso, con brani lunghi e soporiferi che non hanno un minimo di mordente: provate a non addormentarvi mentre  cercano di essere i Metallica pasticciando con le chitarre acustiche più brutte “da quando l’omo ha ‘nventato ‘a chitara” in “Tomb”, un allucinante pippone di sette minuti  che fa rimpiangere amaramente la scelta di ascoltare questo disco.

Qualche sgommata piacevole qui e là la si sente pure, in fondo ci sanno anche fare con gli strumenti in mano, ma manca la bravura nel sapere come direzionare gli sforzi compositivi e gli sganassoni vanno sempre a vuoto. Sembra quasi di vedere un brutto film di Paul Smith e Michael Coby, quei cloni di Bud Spencer e Terence Hill che qualche produttore “lungimirante” pensò potessero ripetere i successi del duo. I loro orrendi film sono pieni di risse e schiaffoni sullo stile che conoscete tutti, senza divertire affatto nonostante  seguano pedissequamente la medesima formula degli originali.

A partire dalla copertina “Skull” si candida a disco più dimenticabile del 2013. Chissà se il prossimo lavoro seguirà la regola oppure lascerà che gli Evile sprofondino defiintivamente nell’oblio…

Tracklist:

01. Underworld
02. Skull
03. The Naked Sun
04. Head of the Demon
05. Tomb
06. Words Of The Dead
07. Outsider
08. What You Become
09. New Truths Old Lies

 

Voto:

2stelle

L’assaggio del disco: la title track

ddd

Appena svegliati?

 

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2 commenti su “Evile- Skull

  1. minchia, è stata una fatica arrivare alla fine della canzone postata qui sopra… O_O
    Loro li avevo visti live nel 2008, di spalla ai Megadeth e non mi erano poi dispiaciuti: certo, derivativi al massimo, ma erano riusciti a coinvolgere il pubblico, tanto che mi ero preso il primo album… dopodichè li ho lasciati stare, e direi che non mi sono perso granché…

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