Quel Rude Venerdì Metallico /99:L’Arte di Registrare


Oggi esistono le playlist personalizzabili, compilation di canzoni realizzate  con un semplice click in pochi attimi. Ma c’è stato un tempo in cui per poter ascoltare le canzoni che ci erano piaciute di più e portare appresso più musica possibile, bisognava mettersi con pazienza e molto tempo a registrarle su cassetta, di solito da novanta, dove novanta erano i minuti da registrare non quelli impiegati effettivamente per riempirla.

Per riempire novanta minuti potevano volerci anche un paio d’ore, perchè ogni canzone andava ascoltata mentre la si registrava. E se questo è ovvio per quelli della tua generazione, per i giovanotti sembra un racconto di fantasia. Di queste cassette ne hai registrate a secchiate, te le portavi a scuola per ascoltarle durante i viaggi sui mezzi pubblici, le registravi per gli amici e per ascoltarle nelle lunghe trasferte alla volta dei concerti. Ti piaceva mettere come si deve i titoli dei brani, oltre tutto cercando di dare un senso logico ai nastri e alla scelta dei pezzi da inserire, tanto da realizzare titoli e copertina ad hoc alle tue “creazioni”.

Come se non fosse già frustrante registrarle e basta…

Ti scrivevi tutto, perchè in un modo o nell’altro le tue cassette venivano spesso trasferite in mani altrui e non volevi dare agli amici delle canzoni che già avevano. E ogni volta succedeva che qualcuno si facesse prestare anche quelle che avevi fatto per te, con l’efficace slogan: “me le registro e te le riporto”. Accadeva sovente che rimanesse un semplice slogan…

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Guardare questa scansione scatena un misto di vergogna e nostalgia…all’interno ci sono tutti i titoli delle canzoni di ogni compilation. Ci sono altri due fogli come questo nel tuo cassetto…

Ti piaceva diffondere il Metallo ma uno dei peggiori incubi di adolescente era scatenato dalla frase:”me faresti una cassetta mista?” Una richiesta accolta solo se soddisfatte due condizioni fondamentali:

1.ti davano loro la cassetta, che i soldi erano pochissimi e mettersi a fare filantropia non era proprio il caso

2.sapevi che il tuo lavoro sarebbe finito in orecchie meritevoli e attente.

Il procedimento di registrazione era abbastanza semplice, seppure molto meccanico, ma richiedeva attenzione e capacità di calcolo per riempire il più possibile quei maledetti novanta minuti( quarantacinque per lato), altrimenti si lamentavano dello spazio vuoto sprecato, giustamente.

Il processo di registrazione in pochi semplici passi:

-infila cassetta
-apri il vano CD
-inserisci CD
-scegli canzone
-premi play e poi pausa per non farla partire
-premi REC e poi conta sei, sette secondi anche otto.
-togli la pausa dalla canzone del CD
-attendi che finisca e poi premi STOP sia per il CD che per la cassetta
-apri di nuovo il vano CD
-toglilo e riponilo con massima cura
-infila un altro CD
-ripeti fino a riempire la cassetta.

I progressi tecnologici  portarono modernissimi stereo (o “sterei” nell’accezione comune) che  permettevano di programmare la registrazione ed evitare passaggi astrusi con le varie pause, ma era un piccolo vantaggio che apportava pochi benefici, soprattutto nel caso di compilation che richiedevano un continuo cambio di disco.

Era divertente quando ci si trovava con amici che te le facevano comporre sul momento tipo salumiere:”me metti du’etti de questi, poi una spolverata de quest’altri…”, ma era sempre un lavoraccio infame. Poi con gli anni arrivarono i lettori CD portatili e Nero prese il posto dello stereo, ma era quasi peggio masterizzare un CD che realizzare una cassetta, se non altro prima ascoltavi quello che stavi registrando.

Voi quante ne avete registrate? Eravate maniacali oppure non si capiva mai cosa c’era dentro le vostre cassette?

p.s si parla di cassette anche qui

NB: pensavi di mettere qualche scansione delle copertine, ma hai scoperto che proprio quelle cassette sono rimaste nella soffitta dei tuoi genitori, magari le metti in un altro post dopo averle recuperate.

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15 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /99:L’Arte di Registrare

  1. Bei tempi! C’ho le lacrime! Io son partito con la registrazione su cassetta da VINILE! Roba che quando sono passato al CD mi è sembrato di stare nel futuro ad un passo dal teletrasporto per quanto si era semplificata la vita! 😀 Sono sempre stato ultramaniacale nel fare le cassette sia dal punto di vista dell’utilizzo del tempo sia per quanto riguarda la cura della grafica (alcune cassette le disegnavo utilizzando un cartoncino bristol ovviamente tagliato ad hoc). Oggi se dovessi fare una cosa del genere tra lavoro e famiglia non mi basterebbe un anno per una cassetta!

    • LA cosa del cartoncino l’ho fatta anche io…che bello sapere di non essere l’unico! 😀 😀

      ps. da vinile deve essere ancora peggio…

  2. eh…..ho 279 cassette delle trasmissioni di Rock Fm che era la radio solo musica rock di Milano,quella che ha segnato l’adolescenza e giovinezza mia.Poi a un mio amico ne avrò registrato un centinaio di mc di musica rock (hard,southern, a.o.r,glam,street),e cantautorale,ne ho tante di compilation dove mischiavo prog e metal e pop. Quanto le amavo !
    Cosa mi hai fatto ricordare,qui ci vuole una canzone tipo quella del tempo delle mele eh…
    dreaaaaamss..nanana nanana na…

  3. anche io ho iniziato registrando, prima con lo stereo portatile, che in effetti era meglio dell’impianto preso poi (che ho anche oggi), che aveva una drammatica caratteristica: alla fine del lato A, se un pezzo non era finito lui te lo registrava di nuovo da capo sul lato B, e magari era un pezzo di 10 minuti del quale ne erano già stati messi su nastro circa 9 e 50!!!
    e allora ci voleva attenzione, concentrazione e mano pronta a stoppare il tutto, oltre ovviamente alla delicata scelta della cassetta da acquistare: se il cd da registrare durava tipo 50 minuti o poco più, quella da 60 era l’ideale, ma con il discorso spezzatura potevi dover ricorrere a quella da 90, che però ti rimaneva mezza vuota, e nel caso mio non sia mai!! quindi come “tappabuchi” usavo anche pezzi presi dalla radio, e siccome sono sempre stato un patito degli anni 80 potevo ritrovarmi non so, con Piece of Mind dei Maiden completata da Relax dei frankie goes to hollywood.
    va detto che era un modo per capire meglio quello che ascoltavi, a forza di sentirlo il disco ti entrava più in testa, oggi che in un attimo hai tutto a disposizione senti 10.000 cose in più, però tante di queste vanno e vengono.

  4. Io mai fatte compilations… le detestavo, io prendevo la mia bella cassetta da 90 e da un lato registravo un cd, dall’ altro un secondo cd… e tu dirai: e per gli album che duravano più di 45 minuti che facevi? E qui viene il bello… con periodi insonni e molteplici ascolti del cd per decidere quali pezzi escludere… 😛

      • Sì vero, più che altro perché ho sempre vissuto la cassetta registrata come un mezzo per portare la mia musica a spasso, ovviamente ho continuato anche quando sono usciti i lettori portatili, perché la mia preziosa collezione non era autorizzata a uscire di casa, e anche oggi le cose non sono cambiate 😛 con il lettore mp3 è tutto più semplice, unica concessione di gita fuori casa ai miei cd, il caricatore da 6 in auto.. 😛 ormai è il rito del venerdi sera, il cambio dei cd 😛

          • Ci avevo pensato, ma alla fine mi sono fatto coraggio, e ho concesso ai miei cd di diventare maggiorenni e uscire di casa 😛 😛 😉 sai un genitore deve dare fiducia ai figli XD XD XD

  5. anch’io ho cominciato con le compilation fatte dai vinili… con i cd era già diventato un gioco da ragazzi ! con i vinili era tutto più complicato, tra “salti” inattesi e la bravura nel sollevare la puntina al momento giusto per evitare che il brano successivo rubasse preziosi secondi. Registrare su cassetta era anche un esercizio matematico: imparavi a contare in sistema sessagesimale senza bisogno che te lo spiegasse la professoressa a scuola tanta era la perizia che serviva per incastrare alla perfezione i dischi sulle cassette con minutaggi rigorosi (45, 60, 90 e le rare e sconsigliate 120, che troppo pesanti rischiavano di schiantarsi velocemente e affaticavano molto gli walkman). Le cassette da 50, 54 e 74 minuti furono già fantastiche innovazioni che permettevano di non impazzire di fronte alle duplicazioni (su cassetta) dei primi cd con minutaggio superiore ai canonici 40/45 minuti del vinile ! Tornando alle compilation, quelle più facili erano quelli per amici metallari o comunque con gusti simili, quelle difficilissime erano qeulle per le ragazze (piene di ballads ovviamente…) o per l’amico curioso ma diffidente che ti diceva “ma mi fai sentire un pò questo metal che roba è, poi tanto se non mi piace la cassetta la riutilizzo”. Alla fine il tuo premio era un bel: “mmmm mica male questo metal, pensavo molto peggio” !

    • Quelle da 120 erano fragilissime e si rovinavano subito…poi per riempire centoventi minuti uno ci poteva mettere anche due giorni di lavoro 😀

      E l’amico curioso ce l’abbiamo avuto proprio tutti 😉

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