La “leggenda” di Tim “Ripper” Owens


In una piccola cittadina dell’Ohio, stato ameregano che confina con l’Ahio, cresce un ragazzetto con la passione per il Metallo. Dotato di corde vocali sopraffine, comincia a cantare con un gruppetto Thrash con il quale incide solo una demo,  per poi entrare nel gruppo “Winter’s Bane” col quale inciderà un album “Heart of a Killer” nel 1993. Il gruppo curiosamente suonava prima i propri pezzi originali, poi una pausa e si trasformava in band-tributo ai Judas Priest dall’ovvio nome di “British Steel”, con tanto di vestiti e imitazioni varie.

E da lì a qualche anno si realizzò la fortuna di Owens, andando a ricoprire il posto di cantante nel gruppo orfano di Halford. Le prime immagini di questo regazzetto con la “leccata di vacca” in testa fecero subito (il “subito” degli anni’90 non di oggi) il giro tra i Metallari, i quali non sapevano bene cosa aspettarsi. Tipton&Downing  pompavano la sua storia di fan che aveva realizzato il desiderio di cantare con la sua band preferita, si affannavano anche ad affermare che tutti avrebbero avuto una grande sorpresa…
judas-priest-photo-vocal-tim-ripper-owens-years_20120726_1939987909E fu davvero una sorpresa per tutti! Ripper cantava a meraviglia e il ritorno dei Priest fu accolto benissimo fra i fan intelligenti. Da subito Tim divenne “Ripper”, soprannome che gli fu dato per l’audizione con la quale aveva sbaragliato concorrenti blasonatissimi, fra cui Ralph Scheepers, così sicuro di farcela che aveva anche messo su un gruppetto con cui suonava le cover dei Priest per allenarsi al ruolo che avrebbe ricoperto. Invece fu trombato dal giovanissimo Owens, il quale mostrò a tutti che Tipton&Downing non erano rincoglioniti o esagerati nelle enfatiche dichiarazioni su di lui.

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Un esempio delle scelte estetiche di Ripper sulla copertina di un numero di MH che potrebbe finire tra gli Archivi Metallari. La faccia di Scott Travis  la dice lunga…

Ripper cominciò a farsi fotografare con pacchianissime magliette da hockey, cappellini e pantaloni larghi.  I fan più tradizionalisti, già provati dall’ indurimento di Jugulator, venivano messi di fronte ad un regazzetto che non aveva la divisa ufficiale “leather and metal” e a “Demolition”, un disco che conteneva alcuni tra i pezzi più indicibili mai registrati dalla band inglese. Serpeggiava sempre più forte la diceria di un ritorno di Halford, cosa che avvenne dopo il tour di supporto per l’ultimo disco. La favola di Owens sembrava finita, fuori dalla band che lo aveva tirato fuori dal semi anonimato, sostenuto quando c’erano stati attacchi insensati dimostrando di credere nelle sue indubbie qualità.  Purtroppo non era più così, aveva conosciuto il sapore della cacciata per la prima volta, ma invece di disperarsi o sparire dalle scene,  trovò subito un nuovo posto con gli Iced Earth, anche loro alle prese con una defezione importante come quella di Barlow. E qui cominciò la sua leggenda…e la sua strana carriera.

Venne trombato di nuovo dopo due album affatto memorabili per far posto al rientrante Barlow, una coincidenza che sapeva di beffa. Nel frattempo disponendo di più tempo libero e volendo finalmente mettere liberamente le mani sul materiale da registrare, aveva tirato su  i Beyond Fear  con alcune vecchie conoscenze dei Winter’s Bane. Il disco era un canonico Metallo ignorante, che si dimenticava troppo in fretta nonostante la prestazione vocale sempre notevole.

Il tempo di farsi cacciare anche da Malmsteen dopo due album (questa se l’è un po’ cercata diciamocelo) e “Ripper” decide di fare tutto da solo,  basta con le sostituzioni di lusso. Nasce la band che porta il suo nome, anche qui aiutato da vecchi e nuovi amici, ma il risultato è uno scialbo dischetto di Metal che sa di già sentito. Da qui in poi si butta in mille collaborazioni, comparsate e gruppi che fanno cover altrui, manco fosse l’ultimo dei cantanti esordienti. Gli Hail!, i Dio Disciples diventano una fonte costante di guadagno per Owens che campa anche sponsorizzando la bevanda energetica “Monster”.

Non è finita però, insieme a Richard Christy e Steve di Giorgio mette su i “Charred Walls of the Damned”,  autori di un buon esordio e di un secondo album scandalosamente noioso.

Questa è la leggenda di Ripper, nato dal nulla si è ritrovato in realtà che lo hanno sfruttato e gettato via quando non serviva più, non riuscendo mai a sfruttare le sue indubbie qualità di cantante per più di due dischi con la stessa band.  La leggenda si fa tragedia quando quando mette mano alla penna, dimostrando che essere bravi a cantare non significa affatto sapere scrivere bella roba. Ripper riusciremo mai a sentirti cantare pezzi meravigliosi come su “Jugulator”? O ci dovremo accontentare del passato?

rr

Born to be trombato

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15 commenti su “La “leggenda” di Tim “Ripper” Owens

    • Ricordi bene, ne parlai nel primo “Rude Venerdì”. I Priest si dissociarono dal progetto perchè non avevano il controllo creativo e il film prese un’altra piega…

    • A me è sempre piaciuto moltissimo e mi piange il cuore non ascoltarlo in dischi da paura….

      p.s. qui siete liberi da crociate/lapidazioni/insulti vari, tranquillo.

      • 🙂 sarà che non sono mai stato un fan sfegatato dei priest, ma a me jugulator piace molto, con quel suono così poco priest, comunque tornando a ripper un pò il suo destino se lo è cercato, sostituire cantanti più o meno storici è qualcosa che aumenta a dismisura la possibilità di essere trombato 😛

  1. Jugulator a parte, secondo me la vera sfiga di Timmy è stata di avere prestato la sua incredibile voce per dei dischi assolutamente mediocri… Che però senza la sua voce sarebbero stati ancora più mediocri. Non oso pensare a cosa sarebbe stato un The glorious burden con un altro cantante, roba da chiamata ai carabinieri, forse.

  2. Non so, lui ha una grandissima voce però il problema, almeno per me, è quello che dice anche Doomsberg: gli album in cui ha cantato o mi piacciono proprio poco o per niente; Jugulator non è male, Demolition non lo sopporto invece… poi The Glorious Burden è una mattonata (sarà che quando vedo album doppi vado in catalessi a prescindere :D) e da lì non ho più seguito gli IE… ho provato a dare una chance al suo album solista ed è stato peggio che andar di notte (i Charred… non li ho mai sentiti invece). Peccato, grande voce ma sfruttata male, anche se non sempre per colpa sua…

  3. Pingback: Quel Rude Venerdì Metallico /96:I seggiolini di Paul Bostaph | Rude Awake Metal

  4. Pingback: Huntress- Starbound Beast | Rude Awake Metal

  5. Pingback: Benedictum- Obey | Rude Awake Metal

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