Amorphis- Circle


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Gli Amorphis sembrano uno di quei telefilm anni 80, dove succedevano sempre catastrofi immani ma alla fine non moriva mai nessuno e tutto tornava stabile come se non fosse successo nulla. L’immutabilità della serie ed i personaggi immortali rassicuravano lo spettatore che guardava con cuore leggero e senza particolari sussulti lo show, ma andavano benissimo anche al produttore che poteva fare contratti lunghi agli attori e non perdere pubblico con svolte narrative sbagliate.

Proprio come una serie tv che segue un canovaccio collaudato, il nuovo disco degli Amorphis è uguale al precedente, il quale era identico a quello prima e via arretrando. L’ingresso di Tomi Joutsen ha cristallizzato il suono della band in un fortunato limbo  di canzoni melodiche e gradevoli apparentemente semplici e lineari. Forse nemmeno troppo “apparentemente”….

La capacità indubbia di saper scrivere ritornelli accattivanti e digeribili anche dal Metallaro più duro e puro, li assiste anche stavolta nelle riuscite melodie di questo “Circle”, disco che scorre liscio fino alla fine raccontando un concept una volta tanto non ispirato dal solito Kalevala.  I brani sono meno leggerini del solito, merito delle chitarre più ignoranti alle quali il produttore Peter Tagtgren dona il giusto risalto, addirittura qualche  canzone riprende timidamente gli esordi Death del gruppo, come per rimescolare  un brodo che rischia di diventare sciapo ed insapore. Sarebbe stato divertente spingere ancora di più sugli schiaffi invece che insistere sull’aspetto folk, ma magari è solo colpa della tua idiosincrasia verso certe sonorità.

A prescindere dai gusti personali, si comincia a sentire un po’ troppo il “mestiere” , un giocare troppo sul sicuro che ad un primo ascolto porta a rapportarsi con freddezza al disco, poi i ritornelli bastardi cominciano ad insinuarsi nella cervice dell’ascoltatore e le cose migliorano.

I fan della band non potrebbero chiedere di meglio, gli altri possono godersi un disco ben costruito che in fondo non annoia. Ma anche le serie prima o poi stancano…

Tracklist:

01. Shades of Gray
02. Mission
03. The Wanderer
04. Narrow Path
05. Hopeless Days
06. Nightbird’s Song
07. Into the Abyss
08. Enchanted by the Moon
09. A New Day

Voto:

3stelle

L’assaggio del disco:”Hopeless Day”

« Dieci anni fa gli uomini di un commando specializzato operante in Vietnam vennero condannati ingiustamente da un tribunale militare. Evasi da un carcere di massima sicurezza si rifugiarono a Los Angeles, vivendo in clandestinità. Sono tuttora ricercati, ma se avete un problema che nessuno può risolvere - e se riuscite a trovarli - forse potrete ingaggiare il famoso A-Team. »

« Dieci anni fa gli uomini di un commando specializzato operante in Vietnam vennero condannati ingiustamente da un tribunale militare. Evasi da un carcere di massima sicurezza si rifugiarono a Los Angeles, vivendo in clandestinità. Sono tuttora ricercati, ma se avete un problema che nessuno può risolvere – e se riuscite a trovarli – forse potrete ingaggiare il famoso A-Team. »

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12 commenti su “Amorphis- Circle

  1. Eclipse secondo me è ancora un discone, Silent Waters e Skyforger buoni ma al di sotto… il precedente sinceramente l’ho solo ascoltato ma non ne ho ricordi, perché già allora mi ero detto “sì, vabhè, quarto disco fotocopia in fila…e basta!”; sinceramente avevano trovato la formula vincente con Eclipse e da lì in poi mi pare si siano un po’ “seduti”, proponendo sempre buonissima musica, però… insomma, vi chiamate Amorphis, no? 😀

    Di questo Circle invece ho ascoltato i pezzi che girano in rete e devo dire che non sono per niente male; la formula mi pare sempre quella, ma questa volta le canzoni mi convincono di più (almeno ad un ascolto ancora molto veloce…)

    P.S.: ma domani sei in ferie? 😀

  2. Non ho ancora sentito il disco, ma spero che le parti vocali in stile death non siano poi tante. Sono tra quelli che preferiscono gli Amorphis da Tounela/Ad Universum in poi e reputo che l’occasionale ricorrere a questo stile di voce del passato sia dovuto a una mancanza di idee, della serie che “non trovo un ritornello giusto quindi ci metto una parte in growl” piuttosto che a delle vere necessità artistiche.

  3. Stessa sensazione mia. Con gli Amorphis si va a scatola chiusa. Poi, adorando io la voce di Tomi e lo stile di questi Amorphis, non mi lamento… Diciamo che rispetto al disco precedente questo mi sembra meno interessante. Ciò non toglie che vado a vederli live al volo, quando torneranno in Italia ^_^

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