Aspettando il Centesimo ampliamento: Vademecum per avere un posto sicuro nella Gallery. Trucchi e segreti per realizzare un’opera indimenticabile: Cap. 2: l’ambiente e la grafica


Il primo capitolo del piccolo vademecum per giovani artisti ha avuto una eco significativa nel mondo artistico. Molti critici hanno pubblicamente apprezzato la disinteressata opera di divulgazione che la Gallery ha promosso in maniera spontanea, ma in particolare la dichiarazione resa ai giornali da Sgarbi è quella più lusinghiera:”ma che cazzo volete? andate a rompere i coglioni a qualcun’altro! Capre! Capre!(ad libitum)”.

Nel primo capitolo vengono illustrati i soggetti da usare per veicolare correttamente il proprio messaggio, con tanto di esempi in calce, non per pedanteria ma se non avete letto il primo capitolo fatelo e poi tornate a questo punto.

Parte Due: Le ambientazioni

Non basta avere un buon soggetto per consegnare ai posteri un’opera indimenticabile, avete bisogno di collocarlo in un’ambientazione altrettanto significante. Non è importante quanto siano forti e contrastanti i colori che usate, anzi piazzare colori in base al caso fortuito è un’ottimo punto a vostro favore, ma dovete stupire rimanendo in un ambiente riconoscibile e poco originale. Se scegliete di non mettere un’ambientazione dovete lavorare sul colore, accostando tonalità che sembrano uscite dalla manica di Tony Binarelli.

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Binarelli ha devoluto il compenso percepito in alcol e mazzi di carte.

I luoghi comuni da cui attingere sono numerosi, i più affidabili e triti sono questi:

Classic Heavy/Glam:  ambiente urbano, campi di battaglia,collinette alla Holly e Benji (anche nella variante formata da corpi), strade asfaltate,acciaierie,fonderie,castelli e segrete, vecchie biblioteche.

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Thrash Metal: poli industriali, ambiente urbano,città in fiamme,città distrutte, città terremotate, città nuclearizzate, città contaminate.

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Death Metal: cimiteri all’americana con lapidi e non con i fornetti cimiteriali come da noi, terre con ponti di roccia lunghissimi,terre con canyon, terre con canyon a punta, impressionanti megaliti rocciosi,dimensioni parallele,territori lavici, antiche tombe, macellerie, paninoteche e piano bar. Aperti il lunedì.

CAPA

Black Metal: boschi, lande desolate,baite con riscaldamento autonomo, chiese diroccate, chiese bruciate,cimiteri a equo canone

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Power Metal:castelli,draghi,feudi,città costruite su montagne rocciose, città dalle architetture esagerate, vallate, campi di battaglia senza soldati  mutilati, boschi incantati, boschi raddrizzati, laghi e corsi d’acqua

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Epic Metal:come sopra solo con molti muscoli in più  e le mutilazioni.

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Brutal Death: Obitori,macellerie,cantine, sale operatorie, industrie che producono insaccati.

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Il vostro scopo è quello di creare aspettative e abbagliare chi guarda l’opera, quindi osate!  I colori vivacissimi sono indicati per attirare l’attenzione, ma non dimenticate che il nero è una componente fondamentale soprattutto per alcune ambientazioni. Date sfogo anche alla vostra creatività scegliendo dei toni volutamente sbagliati, come ad esempio rocce lilla-milka o alberi verde pisello anche se nella scena è notte fonda. Un’accorgimento che potete usare per ottenere una composizione magnifica è quello di usare la tecnica che padroneggiate meno: se siete impediti con il computer usate la colorazione digitale, se avete grossi problemi con l’aerografo sbizzarritevi senza paura. Insomma conta l’emozione non la tecnica, l’impatto dei colori e delle architetture di fantasia vince sulla fredda precisione di prospettive ferree e panorami perfettamente riprodotti. Se la vostra città ha i palazzi ispirati alla Torre di Pisa, se muri dei vostri vicoli assomigliano ad un Kinder Cereali  e se le vostre montagne sembrano fatte con la carta del Presepe gioite: siete sulla strada giusta. 

Parte Tre: la Grafica, logo e titolo

Il momento più delicato per un artista è quello in cui deve piazzare il logo del gruppo ed il titolo dell’album. Dato per scontato che un bravo artista non calcola affatto prima l’ingombro di tali elementi costruendo l’immagine anche in funzione di essi, avrete di sicuro un problema, ma non lasciatevi abbattere. Anche qui l’assoluta devozione alla casualità e al rifiuto di qualsiasi regola sarà un valido aiuto. 

Il logo di solito è quello che il gruppo vi fornisce e voi dovete solo sudare per inserirlo tra le miracolose orde di zombie deformi e le tombe alla menta che avete con tanta sciatteria disegnato e colorato. Buttatelo istintivamente dove pensate stia peggio, vederete che pian piano il vostro occhio si abituerà e si innamorerà della vostra apparentemente incomprensibile scelta. Se invece il logo dovete disegnarlo voi, vale il consiglio di prima:usate la tecnica che padroneggiate di meno. Nel caso sceglieste di usare fotoscioppe, caricate con filtri superati e banalissimi quali “rilievo” e “ombra”, per dare un tocco vintage e amatoriale che non guasta mai.

E il titolo? Qui avete ampia scelta, però grosso modo gli accorgimenti da tenere in considerazione sono identici a quelli per il logo, perciò dateci dentro! La Gallery è qui, dipende solo da voi!

 

 

 

 

 

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