Quel Rude Venerdì Metallico /81:Giovani nati vecchi


Si dice sempre che i Metallari siano dei conservatori, gente che difende il proprio orticello e che non permette a nessuno di cambiare una sola virgola della loro musica preferita, preferendo una statica e confortevole immanenza al rischio di progresso. Quelli italiani poi, sarebbero ancora più trincerati e restii a qualsiasi cosa che non suoni come vuole la tradizione, come dimostrano il successo di riviste come “Classix” o i grandi risultati che i soliti nomi ottengono da noi.

Ma è davvero così?

La verità è che c’è davvero una larga parte di persone che possono rientrare in un certo modo di intendere ed apprezzare solo il Metallo come una forma canonizzata ed immutabile, destinata a ripetersi senza alcun moto di cambiamento. Per loro ben vengano i gruppi osceni come gli Enforcer, per te buoni solo quando l’alternativa è Toto Cutugno o una pistola alla tempia, testardamente ripropositori di formule e stilemi già sviscerati a sufficienza e meglio dalle band del passato. Gli vanno benissimo tutti quei gruppi che riciclano e rimasticano il riffone Thrash sentito mille volte e ripetono lo stesso disco all’infinito.

Quello che ti chiedi è:”Perchè sentire sempre lo stesso pezzo nei secoli dei secoli? Che senso ha?”

Certo anche a te piace il Metallo del passato e sei d’accordissimo con quello che dice nella bella intervista rilasciata a Sdangher Gianni Della Cioppa:”Credo che il metal, l’hard rock, il blues, ed il rock in generale in tutte le sue forme, oggi siano generi classici e quindi fermi a cose già dette, dove a far la differenza siano la produzione e il tipo di suono, elementi che comunque possono aprire nuove ed interessanti prospettive. E quindi bisogna valutare chi imita al meglio, con almeno una stilla di inventiva. Le migliori stagioni del rock a 360 gradi e del metal sono già passate, tutto ciò che c’è di nuovo, bello o non, non è legato a ciò che chiamiamo rock, ma è contaminato da elettronica, dub, hip hop, soul e tecnologia o comunque non appartiene più al concetto classico di rock/metal. Ma questa non è una critica o il solito atto di accusa di un parruccone nostalgico, è solo una considerazione oggettiva. Questo non mi impedisce di ascoltare cose che mi piacciono ed emozionano. Anzi credo che ci siamo molta più musica buona oggi che venti/trenta anni fa, solo che si confonde con tonnellate di pattume ed è quindi difficile scovarla.”

Questo hai cercato di dire in parte lo scorso Venerdì, c’è musica ottima, innovativa ma sempre indubbiamente Metal, basta saper fare attenzione e sapersi orientare nel marasma di uscite e soprattutto, non lasciarsi tentare dalla pigrizia da “difensore della fede”. Va benissimo amare anche chi suona “retrò” per scelta, purchè ci sia del buono in quello che fa oltre a distinguersi dalle band passate solo per un moderno suono pulito, giustificando la mancanza di idee con l’attaccamento ferreo alla tradizione. Tu non ce l’hai con gli Enforcer e chi li ascolta, tanto per restare nell’esempio citato, però bisognerebbe avere la consapevolezza nel capire che magari quello che si disprezza oggi potrebbe diventare il classico di domani. Oppure un domani potrebbe proprio non esserci se  ci si rassegna a guardare solo indietro, saremo tutti condannati ad ascoltare i pezzi dei Maiden con altri titoli e con cantanti peggiori.

 

 

 

 

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7 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /81:Giovani nati vecchi

  1. Concordo soprattutto là dove dici che”però bisognerebbe avere la consapevolezza nel capire che magari quello che si disprezza oggi potrebbe diventare il classico di domani”. Ciò nonostante il metallaro medio mondiale è clamorosamente conservatore. Cosa incredibile dato che il genere “metal ” ha più contaminazioni di suo padre il rock. In 25 anni non ho mai capito bene il perché ma è così. La parola più in voga tra i metallari medi mondiali è “traditori” che se la gioca a botte con “venduti” riferito alla band che dopo due o tre album death piuttosto che black ha deciso di cambiare qualcosina. Premesso che ascolto di tutto (quasi) che il thrash metal insieme al classic è il genere che più amo in assoluto, che ascolto i Kreator da quando erano semisconosciuti in Germania, ho rischiato il linciaggio una volta per aver affermato che Endorama era per me l’album migliore di Petrozza & Co. e si badi bene che le obiezioni non si riferivano ad una questione di gusto soggettivo o all’esecuzione tecnica e neppure in sé per sè alla composizione del suddetto album ma semplicemente al fatto che quello non era un album thrash come gli altri e dunque i Kreator da eroi erano passati a paria del mondo metal.
    Mah!

  2. io per la gente metallara (almeno per chi ci capsce qualcosa) che ho conosciuto mi sono fatto un’opinione forse più positiva: il metallaro moderno mi sembra più incline ad accettare innovazioni e contaminazioni, fermo restando l’amore per i “capisaldi” del passato.
    semmai ho notato moltissima intransigenza nei fan del rock anni 70, per i quali c’è stata questa sorta di età dell’oro della musica che non potrà mai più tornare, e di fatto tutto quello che è stato pubblicato dal 1 gennaio 1980 in avanti non è degno di essere nemmeno nominato.

    ma ripeto, il metallaro più tipico è aperto alle innnovazioni, tolto giusto qualche “residuato bellico” che comunque fa folklore a modo suo!!

    • Allora sei stato fortunato 😀

      Ma ovviamente io non intendo che siano TUTTI così ma una larga parte, soprattutto da noi, lo è…

  3. Premetto che il sub-genere metal che ascolto di più è il black metal, quindi forse il mio è un discorso viziato da una voluta scarsa apertura mentale; però nonostante sia un ambiente pieno di conservanti (conservatori) è secondo me anche quello che esperimenta/si ibrida/evolve di più. Penso ad esempio ai Sigh, ad Abruptum, agli Aborym, agli Angst Skvadron, agli Shining (quelli svedesi e quelli norvegesi) etc… Secondo me questo succede perchè il black metal ha saputo distillare una propria essenza che trascende ogni sorta di stile e che dove la butti sta. Mentre gli altri generi, con l’eccezione di certo grindcore recente, per rimanere riconoscibili devono per forza mantenere una certa forma. Spero che quanto ho scritto abbia un senso 🙂

    • E’ chiarissimo!! Ed è vero che nel Black ci si sporca moltissimo le mani, molti gruppi provano a dare un’impronta personale alla loro musica. Sulla forma che altri generi debbano mantenere per essere riconoscibili sono meno d’accordo invece, ma di domenica pomeriggio non saprei argomentarti in maniera convincente perchè 😀

  4. Pingback: Quel Rude Venerdì Metallico /87: Thrash ’til Death. Si ma… | Rude Awake Metal

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