Quel Rude Venerdì Metallico /80:La giusta attenzione


Nel mondo di oggi si va a gran velocità e si corre in ogni parte della nostra società. Tecnologie, mode, film, notizie e purtroppo anche molto Metallo, corrono inesorabili a ritmi vertiginosi, verso il nuovo, l’anteprima dell’inedito, il domani. Una semplice quanto banale considerazione su un mondo che gira sempre alla stessa velocità, al contrario di chi lo abita.

Non è un post sociologico sulle abitudini che i tempi che corrono (ahahahha!) ci impongono al ritmo di un iPhone all’anno, di uno scandalo al giorno o di cinquecento tweet in Rete,  non ne hai assolutamente la presunzione. Restiamo dalle nostre parti, il Metal: provate a pensare a quanto ce ne  arriva sulla testa e quanto in realtà ne rimanga ben poco. Quanti dischi piovono al mese sui scaffali e sugli store online e quanti si perdono dopo forse un solo ascolto distratto? Perchè di roba c’è ne veramente tanta, da tutto il mondo ormai. Paesi dell’Asia, del Sud America (l’Africa no, hanno ancora da risolvere problemi più stringenti come mangiare), sfornano tonnellate di band e di musica quasi a voler recuperare un ritardo decennale rispetto agli storici scenari euro-ameregani.

Tonnellate di note e pubblicazioni che testimoniano da un lato quanto sia sempre infuocato e vivo il Metallo, ma che dall’altro rischiano di soffocarlo in un mare di “già sentito” che ucciderebbe lentamente la nostra musica preferita. Il post di ieri è abbastanza esplicativo  nel dimostrare quanto Metallo buono si possa perdere per strada, nonostante tutta l’attenzione e la passione che uno ci mette nel lasciarsi sfuggire il meno possibile. Anche un ascoltatore “esagerato” come te può incappare nella leggerezza di scartare subito dopo un ascolto frettoloso un disco che invece meriterebbe maggiore considerazione. E’ capitato e capiterà purtroppo.

Un rimedio piuttosto efficace contro la piatta bulimia produttiva è il passaparola, ne sei convinto oggi più che mai. Scambiarsi le idee e suggerimenti su cosa ascoltare e cosa tralasciare, può fare la differenza nel migliorare il nostro approccio con il marasma di dischi e gruppi che nascono e muoiono ogni giorno senza lasciare traccia.

Ma non basta ovviamente, ci vuole anche una certa qualità che si sta rarefacendo sempre di più nell’uomo moderno: la pazienza. Ci vuole pazienza con certi dischi, bisogna saperli scoprire e valorizzare con il tempo. Non significa affatto darsi le chiodate ascoltando insistentemente un gruppo che proprio non ci piace, ma cercare di anestetizzare quell’insano desiderio di passare sempre a qualcosa di nuovo, a qualcosa di inedito appena arrivato o che arriverà a breve, gustando per bene e valutando con la giusta dose di cuore e cervello. Altrimenti saremo condannati a perdere le cose belle e a masticare e consumare il Metallo come se fosse un chewing gum.

Non è facile ma ci provi tutti i giorni, e voi?

Velocità Smodata!!!

Velocità Smodata!!!

 

11 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /80:La giusta attenzione

  1. per esempio manteniamo la vecchia abitudine di ascoltare la canzone fino alla fine. No,perchè altrimenti succede che stai cantando da dio Night train dei guns e il ditino da farabutto passa alla song successiva eh !
    Si prendere tempo,concentrarsi sulle cose che ascoltiamo e vediamo,smettere di correre come dei milanesi sulle scale mobili in stazione (cosa che peraltro io faccio sempre e a Roma ho suscitato la curiosità dei romani per questa mia curiosa attività)
    Mentre cerchi il nuovo a tutti i costi,lasci per strada i cadaveri delle giovani promesse del presente dimenticato

    (frasona eh…copia e incolla e usala nei momenti adatti che vedrai il successo…..)

      • esatto è così che si fa,e riascoltare con calma i dischi,discuterne con gli amici.Che bello gli ascolti collettivi a casa dell’amico della grande grande grande in modo assurdo musica degli anni 80,(Poison,Cinderella,Dogs d’amour) tra una birra , un air guitar e via…

  2. non vorrei fare quello che dice “si stava meglio quando si stava peggio” o “non c’è più la mezza stagione”, però internet ha portato a questo: per i gruppi è positivo perchè hanno la possibilità di farsi conoscere come non avrebbero mai fatto prima, ma per l’ascoltatore diventa tutto di passaggio, e il flle o il video sl tubo del gruppo semisconosciuto (e magari manco tanto bravo) è come un pezzo storico dei judas priest degli anni 80, una cosa da ascoltare al volo per passare oltre, o da mettere nel lettore mp3.

    quand invece ti compravi i cd che riuscivi a trovare, o te li facevi prestare dall’amico, non misuravi la musica in “giga”, ma ascoltavi quello che avevi sotto mano diverse volte, perchè di li alla novità successiva poteva anche passare del tempo, e lo assimilavi, lo capivi (o almeno ci provavi). conoscevi meno gruppi, ma li conoscevi meglio.

    per chi ha già una certa esperienza magari riuscire a distinguere tra ciò che è valido e ciò che può essere trascurato non sarà un problema, ma per i meno esperti è facile essere travolti da tutti questi giga di musica e non capire un album che sia uno.

    ripeto, non voglio fare il nemico della tecnologia o il metallaro integralista (non lo sono mai stato), ma se vedo uno che ascolta Enter Sandman dei Metallica (non tutto il black album) e poi a ruota l’ultimo singolo dei Muse o dei Green day penso che si stia perdendo qualcosa.

    • Basterebbe prestare un po’ d’attenzione a quello che si ascolta piuttosto che preoccuparsi dell’accumulo, del passare subito ad altro in maniera compulsiva. 🙂

  3. C’è stato un periodo in cui mi importava più di scoprire gruppi sempre nuovi, quasi per collezionarli… ora invece i miei ritmi sono rallentati, assorbo più lentamente e più intensamente… decisamente meglio. ^^

  4. Hai voglia ad ascoltare una canzone fino alla fine quando già dopo due secondi sai come si svilupperà il brano. Essendo il metal una musica “fisica”, al suo ascolto mal si accompagna una dissezione critica; però a volte è praticamente impossibile non farlo, trovandosi di fronte a cose già dette e stradette migliaia di volte e ricopiate pure male. La mente continua a ripeterti che quel riff lo hai già sentito, che quelle parti di batteria sono orrende e che la voce del cantante è monotona (ricordo con paura il deathcore). Il risultato è che così non si riesce mai a salvare neanche quel poco di buono di un disco. Oltretutto a forza di ascoltare merda a uno rimane pure l’abitudine di dissezionare anche i dischi belli, con il risultato di rovinarsi definitivamente la passione per il genere.

    • Certo che se ascolti l’ennesimo clone dei Maiden ci vuole poco a capire che non è il caso. Io mi riferivo a quei dischi che ad un primo impatto non sembrano così interessanti, ma che ad un ascolto più attento hanno molto da dire. Sulla tua “malattia” diciamo che è una cosa abbastanza diffusa nel Metallaro, quella del “se-lo-ascoltano-in-troppi-a- me-sicuramente-non-piace”, un pregiudizio che a volte ha un suo fondamento. Però io non sono affatto geloso del mio Metal, mi piace parlarne e dire agli altri:”oh cazzo ascolta ‘sta roba!”. Altrimenti non avrebbe avuto senso aprire un blog… 😀

  5. “Scambiarsi le idee e suggerimenti su cosa ascoltare e cosa tralasciare”

    Tra le tante malattie soffro pure di “se-lo-ascoltano-in-troppi-a- me-sicuramente-non-piace”, ovvero se vedo che la gente inizia a fissarsi con un gruppo io non voglio/non riesco (più) ad ascoltarlo. Essendo per me il metal principalmente una musica che va ascoltata nell’intimità della propria stanza, meglio se in cuffia, proprio non riesco a pensare che la mia band preferita sia materiale che riempie le vite di migliaia di persone. Lo so che è stupido, ma sono geloso del mio metal. Quando qualcuno mi chiede un consiglio su dei gruppi, di solito butto giù un paio di nomi di gruppi che mi piacciono, ma quasi mai elenco le band che di solito ascolto in segreto.

  6. Pingback: Dieci Dischi del 2012 da recuperare « Rude Awake Metal

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