Quel Rude Venerdì Metallico /78:Di cassette, penne Bic e tanto fruscìo.


Non ci si crede davvero, sembra che sia passato un secolo. Sembra quasi di sentire tuo nonno quando ti raccontava l’impatto con i primi elettrodomestici per un uomo nato nel primo decennio del Novecento. Solo che stavolta sei tu l’anziano. Eppure sono passati poco più di dieci anni dall’ultima cassetta che hai registrato…ma è già preistoria. Roba che se ti vedono adesso girare con l’oggetto nella foto agevolata qui sotto,  rischi di diventare un MEME sulla Rete, tipo che so “Audio Dinosaur”.

Poi però pensi che ci sono anche gli hipsters che ti invidierebbero e la volta dopo uscirebbero direttamente con un grammofono sperimentale della Apple, mai immesso sul mercato, per essere davvero alternativi. Una prospettiva che mette i brividi, come tutte quelle riguardanti gli hipsters a pensarci bene.

L’età delle cassette l’hai vissuta in pieno nei tuoi primissimi anni di Metallo, anzi il primo stereo con CD l’hai avuto tardissimo, intorno al 1995. I compact li avevi visti per la prima volta  a casa di un tuo amico, passavate interi quarti d’ora a guardare nello sportellino trasparente il CD che girava vorticoso nell’allora pompatissimo stereo portatile, purtroppo era un disco dei Kaoma: la lambada. E faceva cagare senza pietà, manco a dirlo. Ma il Cd che girava era fichissimo, non sapevi ancora quanto ci avresti speso in quei circoletti di plastica col buco negli anni successivi. E quanto ti hanno dato poi, non basterebbe un blog intero a spiegarlo.

Però le cassette ti avrebbero accompagnato per un sacco di tempo ancora, soprattutto in viaggio. Una bella cassetta da 90 minuti e via a creare selezioni dai compact, più inammovibili della libreria dove erano impilati. Un giorno magari ci farai un post dedicato a quei pezzi di artigianato discografico, con tanto di foto delle copertine che ti disegnavi con pazienza con uno stile da incisore di miniature.

Le cassette si dovevano trattare con cura altrimenti frusciavano come se avessero registrato la musica dentro un tornado, ma andava a finire che frusciavano anche dopo ripetuti ascolti eseguiti con la massima cura. Si copiavano, si scambiavano, si riavvolgevano con una penna per risparmiare la batteria del walkman. Quando gli Slayer rallentavano, allora era solo per colpa delle pile che esalavano gli ultimi respiri. Quei quadratini di plastica erano quello che oggi si fa con un clic, tirando giù giga di roba senza manco leggere i titoli, erano conoscenza e scambio. Le case discografiche piazzavano sticker dentro le minute fascette pieghevoli, “Tape Trading is killing music!”, poveracci se avessero saputo cosa li attendeva…avevano cominciato a non capirci un cazzo forse ben prima di Napster.

Ma le cassette non si registravano e copiavano solamente, esistevano anche originali! E ne hai dovute comprare molte, dato che eri l’unico Metallaro nel raggio di cento chilomentri, o almeno ti sembrava.

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Nella foto alcuni pezzi della vetusta collezione che ancora possiedi. In alto a sinistra, il primo disco in assoluto di Metallo che hai acquistato.

Nessuna nostalgia per un supporto che ha rovinato le diottrie di molti  per leggere i testi nel poco spazio delle fascette, fascette che a volte erano spesse come un materasso per quanto erano piegate su loro stesse, rendendo difficile “riporre l’audiocassetta nell’astuccio dopo l’ascolto” come  raccomandava sempre la scritta all’interno. Oggi ti è caduto l’occhio sul quel raccoglitore di plastica e hai viaggiato con la memoria, pensando che il kit da viaggio per un Metallaro non era un cazzetto leggerissimo con auricolari, ma una mattoncino dal peso variabile tra i 40 ed i 50 KG, delle cuffie da disadattato, una serie di cassette che occupavano tutte le tasche disponibili ed una penna Bic.

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A sinistra una cassetta, a destra anche. Si notino i caratteri microscopici delle scritte nelle fascette.

Preistoria appunto…

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16 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /78:Di cassette, penne Bic e tanto fruscìo.

  1. e già quando sentivi la voce che diventava tipo growling ti incazzavi perchè tra l’altro non avevi mai la pila di ricambio. E poi il nastro che si intorcigliava…sti cazzi!Ciao!

      • Vero! quando la voce rallentava le bestemmie accelleravano 🙂

        Scoprii le pile ricaricabili col lettore CD a inizio anni 2000, poi dal 2007 ho risolto col fido lettore mp3 con batteria al litio.

        Bei tempi, sono felice di averli vissuti, ma preferisco la tennologia moderna 🙂

        Alla fine conta la musica, non come la si ascolta.

  2. Posso vantarmi di avere l’onore di possedere ancora alcune delle tue opere d’arte con le copertine disegnate a mano, e posseggo ancora la prima selezione che facesti per me su cd, sul retro della quale troneggia la scritta “Fuck the Tapes!!!”

    P.S.: temo di conoscere anche il possessore del famigerato cd dei Kaoma…

  3. ahhh le cassette, quanti ricordi…io le tenevo in maniera maniacale, e non mi hanno mai ceduto nelle prestazioni, ma purtroppo è stato lo stereo a non riprodurle più, quindi non le ascolto da una vita.

    però, che tempi: cercare l’amico che ti registrasse il cd che non avevi, e a quel punto scattava il dubbio “mi faccio prestare il cd e faccio io oppure consegno la cassetta a lui?” io ero per la prima soluzione.
    e scrivere i titoli nello spazio che a volte era veramente da francobollo, e pensare bene a quale cassetta prendere, a seconda della lunghezza del cd (da 60 o 90, ma dovevi pensare che quando finiva il lato il pezzo ti veniva troncato a metà).
    per non parlare poi di quella che tenevo sempre dentro per registrare dalla radio, nelle rare occasioni in cui mi davano qualcosa di bello, non metal ma altri generi.
    insomma, ti rendeva la vita più complicata, però era un’attività che aveva il suo fascino!!

    • Eh sì, e che dire di quando la compravi troppo lunga e rischiavi di lasciare troppo spazio alla fine. Dovevi riempirlo per forza con qualcos’altro al fine di non consumare inutilmente le batterie del walkman per mandare avanti il nastro…

      • se mi avanzava molto spazio la tenevo nello stereo pronta per registrare qualcosa “di passaggio”, così magari mi ritrovavo Piece of Mind dei Maiden…e qualcosa tipo don’t you forget about me dei Simple minds!!

  4. Sono felice che quel periodo maledetto sia finito. Odiavo le cassete, quei booklet a fisarmonica che non riuscivo mai a rimettere a posto, la qualità audio scrausa e il fatto di non poter scegliere direttamente quale brano ascoltare. Senza contare che se le lasciavi al caldo era la fine e poi le pile non duravano un cazzo. Come invenzioni stupide ma di successo le metto vicino al primo Gameboy, quello con la grafica in bianco-verde senza retroilluminazione, che dovevi fare i salti mortali per trovare un posto con la giusta luce per giocarci. Anatema!! su queste cose!

    • Non ho mai avuto un gameboy, ma sulle cassette siamo d’accordissimo, anche se hanno il merito di avermi lasciato l’abitudine di ascoltare i dischi dal primo all’ultimo brano, nell’ordine in cui sono stati messi dalla band. 🙂

  5. Beati voi…io ancora mi ricordo lo stereo 8 nell’850 coupè di mio padre…. Quella si che era preistoria!!
    Comunque io avevo una collezione sterminata di cassette, e ancora da qualche parte in garage dovrei averla. Ero cosi’ malato che i titoli li scrivevo (sempre per rimanere nell’era Mesozoica…) con la macchina da scrivere!!!
    E quelle alle quali sono piu’ affezionato sono 7 /8 cassette di “selezioni” heavy metal anni 80: Tygers of Pan Tang, Accept, Anvil, Trust, Iron Maiden, Motorhead, MSG e altri ancora tutti “amalgamati” e miscelati “sapientemente…Bei tempi, perchè ero pischello. Ma oggi non riesco nemmeno piu’ ad ascoltare un vinile, figuriamoci una cassetta…. 🙂

    • Beh le cassette non le ascolto più neanche io, avendo tutto su cd non serve neanche. Ricordo di essermi imbattutto in diverse cassette con i titoli scritti con la macchina da scrivere, assomigliavano a dei nastri di archivio dei servizi segreti. 😀

  6. Pingback: Quel Rude Venerdì Metallico /99:L’Arte di Registrare | Rude Awake Metal

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