Sabaton – Carolus Rex


Una recensione da Thundergods, l’amico che ha collaborato occasionalmente con RAM qualche tempo fa,  recensendo dischi di Power Metal che tu non ascolteresti manco sotto ricatto. Si è destato  per recensire l’ultimo lavoro dei Sabaton, a voi…

Carolus-Rex-artwork-400x400Il gruppo  svedese è senza ombra di dubbio una delle realtà più belle e interessanti del power metal. Ad una prima lettura questa frase potrebbe avere per alcuni un sapore paradossale,  perchè paragonare “una band interessante” al power metal è come dire Cristina Scabbia sotto gli indumenti ha il pacco.

Ebbene, non è paradossale nè tantomeno rappresenta un eufemismo, semplicemente i Sabaton hanno sradicato i pensieri maligni che li volevano acerbi e destinati al timbro “del già sentito”, con uno stile inconfondibile e alternativo nel genere, influenzato ovviamente da gruppi più noti ma dotati di idee proprie e innovative, il tutto cadenzato da affascinanti melodie e da diverse componenti folk. In effetti la band svedese infatti si è sempre diversificata da un certo tipo di power, quello delle classiche galoppate in velocità, virtuosismi vari e corde vocali da castrato, puntando invece su un sound potente ed evocativo, aggressivo ma allo stesso tempo melodico. Sembra la descrizione dello splendido ed emozionante “Coat of Arms ”, il  precendente album  grazie al quale sono entrati di prepotenza nel panorama internazionale, grazie anche all’ala protettiva della maggiore casa discografica del settore, la teutonica Nuclear Blast.“Carolus Rex” che rispecchia ampiamente quanto detto in precedenza. l’album è un concentrato di emozioni, sostenute da un sound granitico e preciso, una sezione ritmica assolutamente perfetta con le palle quadrate e l’immancabile “duro e puro”  Joakim Broden, vera anima della band, con la sua solita voce rauca, graffiante e incisiva.

Unica nota dolente, se proprio vogliamo guardare al capello, è rappresentata dal “solito” e monotematico argomento delle guerre. I nostri ci regalano la storia della grande guerra del nord vista dal punto di vista dell’Impero Svedese, con specifica rilevanza per Re Carlo XII di Svezia e le sue nobili imprese.

Inoltre registriamo purtroppo una misteriosa rivoluzione di line up poco prima della pubblicazione del disco, con il vocalist Brodén e il bassista Par Sundstrom unici superstiti. Le ragioni per le quali i due hanno troncato i rapporti con gli altri membri della band sono ancora oggi sconosciute, uno split dal sapore amaro  considerando il momento e l’invidiabile affiatamento mostrato in tutti questi anni, anche se il cambio di formazione non ha inciso molto sul sound dei Sabaton, perchè gran parte del songwriting è di Broden e la sua voce è inconfondibile; inoltre lui suona anche le tastiere che nell’album rappresentano una parte predominante rispetto ai precedenti.

Signori,  questo è un disco che spacca. Non c’è nient’altro da aggiungere.

Assolutamente da ascoltare  “Gott Mitt Uns” power-folk godibilissima con un refrain piacevolissimo e divertente e la title track “Carolus Rex” emozionante e coinvolgente.

Il disco è reperibile sia nella versione inglese che in quella svedese. E’ possibile acquistare anche un’edizione doppia con le due versioni ed include 3 bonus track (spicca una cover degli Amon Amarth – Twilight Of The Thunder God).

Tracklist:

1. Dominium Maris Baltici
2. Lejonet från Norden
3. Gott Mit Uns
4. En Livstid i Krig
5. 1 6 4 8
6. Karolinens bön
7. Carolus Rex
8. Ett Slag Färgat Rött
9. Poltava
10. Konungens Likfärd
11. Ruina Imperii

Voto:

3stelle

L’assaggio del disco:tutto l’album…così vi fate un’idea.

fff

Joakim Brodén al centro, con il tipico look da G.I. Joe…

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3 commenti su “Sabaton – Carolus Rex

  1. ne ho ascoltato una parte dal link che hai postato, prima avevo solo sentito qualche pezzo qua e là. di sicuro sono bravi, il cantante ha una voce bella profonda, quasi al limite del “cavernoso”, però non so, i pezzi non mi sembrano troppo originali, e si assomigliano tra loro. detto che comunque a me il power piace, eh!

  2. Sono riusciti a creare questo sound, simile, è vero, tra una canzone e l’altra; allo stesso tempo però grazie proprio alla loro originalità nel campo power hanno fatto strada e sono riusciti ad affibiarsi l’etichetta di “band interessante”. Non facile per una power metal band.

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