Destruction- Spiritual Genocide


62383_destruction_spiritual_genocideIl trentennale dei Destruction viene celebrato con l’arrivo del nuovo “Spiritual Genocide”, disco che hai ascoltato moltissimo in quest’ultimo periodo e del quale non ti sei fatto una vera idea. O meglio non hai formulato un giudizio completamente manicheo: meraviglioso come affermano tutti o solita minestra? Un po’ tutti e due, dopo parecchi ascolti hai capito cosa ti piace e cosa no,  le due componenti si bilanciano perfettamente ponendo il disco nel mezzo, forse nella mediocrità.

Innanzi tutto i pregi: “Spiritual…” è una botta senza pietà, diretto ed incazzoso senza complimenti, suonato con la solita sicurezza da Schmier e compagni.  Ottimo il lavoro alla chitarra di Mike, sia come “riffarolo” che negli assoli, davvero gustosi ed anche l’ormai rodato batterista Vaaver sfonda il drumkit impreziosendo il suo lavoro con dei passaggi davvero azzeccati. In sostanza un ottimo disco dei Destruction, senza nessuna pretesa se non quella di picchiare. E picchiano tosto. La canzone migliore è “Legacy of the Past” dove Schmier viene affiancato alla voce dal mitico Tom Angelripper dei Sodom e da Gerre dei Tankard, incasellando titoli di album storici su una canzone incazzosissima e dinamica, seguita da “Carnivore” pezzo pesante che prova a dare qualcosa di nuovo e colpisce in pieno.

Ma…

Ma le canzoni purtroppo sembrano ripercorrere senza pietà degli stilemi ripescati dal passato della band, come a dare un’impronta eccessiva al trentennale della band. E ci può stare, purtroppo però  i pezzi peccano di brutto nel songwriting, lasciando poco nell’ascoltatore. L’aspetto peggiore sono sicuramente quei coretti che ripetono le parole di Schmier, fanno ridere in maniera esagerata, adatti agli Atroci più che una band di feroce Thrash come i Destruction. Chissà se è colpa della produzione davvero leggera sulle backing vocals, o perchè il giochino insistito di ripetere l’ultima parola graffiata da Schmier con quelle gang vocals morbidine proprio non funziona. Ed è un aspetto che uccide molte canzoni del disco, quelle senza il coretto ridicolo sono molto più riuscite.

Non è da tutti celebrare un trentennale, i Destruction  lo fanno con un album nostalgico che mena mena, ma non stende.

Tracklist:

01. Exordium 
02. Cyanide 
03. Spiritual Genocide 
04. Renegades 
05. City Of Doom 
06. No Signs Of Repentance 
07. To Dust You Will Decay 
08. Legacy Of The Past (Guest Version) 
09. Carnivore 
10. Riot Squad 
11. Under Violent Sledge 

Voto:

3stelle

L’assaggio del disco:”Carnivore”

d

“Wow una recensione che non ci paragona a Sodom e Kreator!”Esclamano Schmier e Mike nei tipici capelli da Luigi XVI

 

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