Archivi Metallari 2: Metal Hammer, Gennaio 1995


Un nuovo tuffo nel passato con questo numero di Metal Hammer del Gennaio del 95 quando la moda del Grunge stava già sfiorendo in maniera velocissima, c’erano ancora i fan club e le demo su cassette. Tu scoprivi grandi gruppi in continuazione, scrivendo nomi e titoli di dischi sul diario scolastico o su fogliettini da portare sempre dietro, non si sa mai. E andiamo a cominciare la lunga escursione nel passato, accomodatevi che c’è da vedere un po’ di roba.

Metal Hammer 01/95, Lire 5.900

(cliccare sulle foto per ingrandirle, leggere meglio e farvi una cultura)

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Un Seb Bach concentratissimo campeggia sulla copertina di questo numero, con la foto curiosamente stampata al contrario. I tre aggettivi in copertina si riferiscono al nuovo disco degli SKids in uscita? Quel “Subhuman Race” che sancì la fine del gruppo? Oppure al giornale, sempre più di altissimo livello?

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Un sempre interessante Signorelli si impegna nel far ragionare chi lo legge. Ecco da dove arrivano quei pipponi nel “Rude Venerdì…”

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Due cose che non ci sono più in questa pubblicità in bianco e nero, stile giornaletto porno: una la Lucretia Records, etichetta capace di toccare apici ragguardevoli e sparire così senza salutare, l’altra il coupon da inviare per ricevere il catalogo delle uscite. Capite da soli che i tempi per ordinare un disco erano paragonabili alla formazione delle rocce carsiche, ma se non ci credete o non potete ricordare perchè siete giovanotti, la procedura era la seguente: inviare il coupon, sperare che l’etichetta(in questo caso) lo  abbia ricevuto, attendere l’invio del catalogo, sperare di riceverlo, scegliere i dischi da ordinare, rispedire una cartolina postale o un coupon, sperare che venga ricevuto, attendere la spedizione e sperare di riceverla.  Avete un’idea migliore adesso del perchè noi che non sapevamo cosa fosse un mp3 arrivavamo ad amare carnalmente un CD e la nostra collezione? Non solo per il prezzo insomma…

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Rubrica delle news e la foto da “appena svegli” dei Faith No More occupa tutta la pagina ma non oscura la notizia  di Bon Jovi che vuole fare l’attore. Più in alto la Sony si gode gli ultimi scampoli di tirannia discografica, prima di abbassare le penne.

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Grandi notizie dai Guns! Praticamente Slash comincia a farsi i cazzi propri, dopo quella ciofegona di “The Spaghetti Incident” o come cazzo si chiamava quella orribile raccolta di cover, di cui dovresti avere ancora la cassetta. Comprata su quei servizi tipo OkMusica, che ti inviavano tre cassette a cinquemila lire e poi il mese dopo se non ti sbrigavi a disdire ti inviavano delle cagate abnormi a prezzi normalissimi, maggiorati dalle spese di spedizione. Ma non divaghiamo, nell’ angolo delle notizie in viola si legge la definizione più bella e calzante per Ted Nugent.  Ma anche Courtney Love che prova a trombare il trombabile. Nel riquadro in basso, consigli per gli acquisti al limite del paranormale per gli standard odierni.

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Lars provava ad argomentare che stavano litigando con l’etichette per una questione di principio e non per i soldi. Peccato che tutti sappiamo che le questioni di principio di solito sono questioni di soldi. Notare gli ultimi tre punti della dichiarazione di Lars…

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Le news italiche, dove  si legge di Steve Sylvester, di Elektradrive e dei SenzaBenza un nome che mi ha sempre fatto sorridere. Ma la chicca è che gli “alessandrini terribili”, i Mortuary Drape  avevano fondato un fan club, dove ad ogni iscritto veniva offerta una maglietta, due adesivi, due foto della band ed il tesserino d’appartenenza. Vaglielo a dire adesso ai fan  di pagare per un fan club invece di mettere un semplice “mi piace”, vedi dove te li attaccano gli adesivi.

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Parte l’intervista a Seb Bach che esplosivo come al solito, straparla di lirica e che gli Skid Row amano essere imprevedibili con la propria musica. Stava mettendo le mani avanti, ora lo sapete.

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Ancora una foto stampata a rovescio dove colpisce la bruttezza imperitura della catena che unisce l’anello al naso con l’orecchino di Rachel Bolan. E la t-shirt di Topolino riesce a passare inosservata…

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I Sick of it All parlano di Beavis and Butthead e di quanto siano riscontrabili nella realtà giovanile di allora.  Un’osservazione che in America soprattutto non era tanto campata in aria, anche se consideri da sempre quel cartone una merda che si danna per descrivere i Metallari come dei dementi.

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In tempi in cui i side-project non erano una cosa normale ed obbligatoria per cercare di tirare su qualche soldo in più, Jason Newsted se ne usciva con questo demo che non ha mai avuto un seguito. Tre canzoni registrate come si legge dalla foto con Devin Townsend e Tom Hunting (Exodus). “Prepare to be colossusized” mica roba da ridere…

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Forse già saturo degli ammorbidimenti e della mosceria in casa Metallica, il buon Jasonic si prodigò a diffondere questa demo, che hai recuperato solo oggi grazie ai potenti mezzi della Rete, ma che allora si poteva ottenere facendosi registrare la cassetta dal fan club dei ‘Tallica a sole dodicimila lire. Il progetto non vide altre uscite, forse perchè Jason fu  “convinto” dai suoi compagni a non imbarcarsi in progetti esterni ai Metallica.

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Un’intervista al gruppo dal nome sbagliato per la musica che facevano, con quel video e quella canzone orrenda “More than words” che ti fa salire la bile quasi quanto “Nothing Else Matters”. Non male i pantaloni alla Celentano di Gary Cherone vero?

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I Machine Head erano una promessa allora e “Burn my Eyes” aveva infiammato parecchi cuori Metallari. E gli Slayer se li erano portati in tour, i paraculi. La foto completamente sfocata non è colpa della scansione, ma è proprio così.

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E qui ribadiscono il concetto che gli Slayer (e Kerry King) di Metallo ci capiscono assai. Non si comprende molto come Adam Duce etichetta la musica dei MH “sludge-core”. Manco a dirlo un’altra foto totalmente sfocata. Manco c’avessero avuto “Instagram” ai tempi…

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Non poteva mancare un’intervista al santo Padre Mustaine che all’epoca aveva 33 anni, e leggerlo adesso che li hai anche tu fa uno strano effetto. In compagnia di Menza ci raccontano un po’ come è venuto fuori “Youthanasia”. Un disco rilassato perchè la band era rilassata e in pace, parola di Nick.

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E qui Mustaine ci informa che è stato Dio in persona a dargli il dono di fare musica, coadiuvato da un angelo custode che “senz’altro ha dovuto prendere qualche stimolante per mantenere il mio ritmo”. Infatti lo ha sostituito dopo qualche tempo, prendendo proprio lui il suo posto “Ad interim”. Poi ha fondato la Mega Church e da santo non ha avuto più bisogno di angeli custodi.

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A parte la perla di saggezza  dell didascalia, la foto qui sotto dimostra chiaramente la santità di Padre Mustaine.

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Nel dettagli si può apprezzare la mimica che ricorda un testimonial di qualche adesivo per dentiere.

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I Pyogenesis anticipano il look da hipster che alcuni ostentano oggi. La fantasiosa grafica della pagina rende la lettura un simpatico tormento per la vista…

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Comincia a riaffacciarsi il Power Metal, ora che le flanelle si stanno levando dalle palle. In questo speciale ci sono i sopravvissuti che hanno attraversato tempi difficilissimi, ma ci vorranno un paio d’anni ancora prima del ritorno in pompa magna scaturito dal botto dell’esordio degli Hammerfall. In questa foto, Andi Deris ci mostra come riciclare una tovaglia trasformandola in una camicia orripilante.

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Nello speciale molte band incrociano le dita e sperano nel ritorno impetuoso del Power. Se avessero saputo quante tarantelle da osteria ci saremmo sorbiti, magari avrebbero caldeggiato un ritorno meno impetuoso.

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E puntuale l’articolo termina con alcuni dischi da ascoltare, tra cui i Dream Theater infilati un po’ a forza nel contesto Power che vanta una percentuale di crauti notevole. Gli Angra fecero un discone, ma tu non li hai mai digeriti. Ma proprio mai…

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Intervistone a Danzig che metti solo per quella bellissima didascalia introduttiva…

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Il dopo Candlemass di Leif Edling arrivò con il complesso ma affascinante progetto Abstrakt Algebra, all’epoca snobbato perchè la sola parola “Algebra” ti faceva venire il mal di capo. Un vero peccato che non abbia avuto il giusto merito, anche se la complessità della proposta ci mise del suo ad allontanare anche molti nostalgici dei Candlemass.

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Anche se quest’intervista te la ricorderai sempre per il tremendo mullet che sfoggiava Leif  all’epoca…

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Un altro esempio di grafica creativa nella parte alta della pagina, un gruppo cultissimo nella parte bassa che ironia della sorte, fornirà il rimpiazzo per Messiah Marcolin nei Candlemass.

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Un gruppo che mescola rap e metal, ha un dj nei ranghi e fa abbastanza cagare dieci anni prima degli Slipknot? Gli Urban Dance Squad, già sbagliati dal nome, almeno per te che all’epoca non avresti mai ascoltato un cazzo con la dicitura “dance” sopra. Quando si dice avere valide motivazioni…

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Sempre belli i Brutal Truth, anche quando erano giovani.

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Il resto dell’interessante intervista perchè non la potevi troncare…

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Una cosa che adesso nessuna casa discografica si azzarderebbe a fare:una compilation. La GUN all’epoca si dannava per proporre roba interessante, purtroppo venne inglobata dalle major prima di scomparire nel 2009. Delle band elencate sopravvivono solo i Grave Digger e sono tornati i Forbidden.

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Quanta bella robina scoperta grazie a questa rubrica firmata dal sempre ispiratore Luca Signorelli. In questo appuntamento una reliquia che farà lacrimare i videogiocatori d’epoca:Doom 2! LEggete i requisiti minimi per giocare e piangete…

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La Cronaca in diretta che parla di Metallo con Signorelli in studio, una delle poche volte che hai maledetto la tua repulsione per la TV, un programma per visualizzare stelle e pianeti  che era all’avanguardia e costava uno sproposito.

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Il ritorno dei Van Halen prima che  Sammy Hagar  venisse sfanculato e sostituito con Cherone, quello con i pantaloni alla Celentano qualche pagina più su.  Sotto un gruppo che non hai mai ascoltato, ma di cui non senti la mancanza.

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Bellissimo il disco degli Abstrakt Algebra, un po’ meno il nome della prima band. Uno dei più dementi mai visti…

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La pagina che ti fece scoprire i Nevermore, complice il sample ascoltato su una compilation dove figurava anche “The Sanity Assasins”, ordinasti il CD usando le modalità postali descritte sotto una delle immagini qui sopra. Ottimi voti anche per il buon disco dei Virgin Steele, in epoca di vacche magrissime aveva un sapore ancora migliore, e il live dei Sodom.

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La sezione di MEtal Hammer che all’epoca sfogliavi con estremo timore, Grind Zone. In questo numero dischi che avrebbero fatto storia…

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Dai Sentenced di “Amok” ai “The 3rd and the Mortal” c’è di che godere. E che votaccio gli Incantation!

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La rubrica della Posta più interessante del globo, l’unica che tu abbia mai letto in tutta la vita. In questo numero (ri)scopriamo che non è internet che ha inventato i piagnoni per le recensioni. Ci si lamentava per un voto in maniera energica anche allora…e i fan dei Manowar non mancavano di lamentarsi per le critiche ai meravigliosi testi della band.

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Poi si prosegue analizzando il suicidio di Cobain, e il solito genio che si chiede perchè i Take That hanno successo. Le sue ipotesi sono alquanto suggestive…

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Non si poteva fare a meno di parlare della scena Black Metal che in quegli anni incendiava le chies…chiacchiere di tutti i Metallari. Ma anche sulla colonna di destra, si affaccia anche la politica, con una meravigliosa lettera di una  sedicenne che si definisce nazi-fascista…

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…che attende di ricevere insulti. Che volevi l’applauso? (Chissà se oggi avrà cambiato idea la giovinotta).

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La brutta cover di una brutta canzone di Charles Manson da parte dei Guns ‘n Roses, da l’occasione per un’ennesima polemica sterile che all’epoca fece abbastanza movimento. E diede l’occasione per approfondire un personaggio che all’epoca non avevi mai sentito nominare, Manson appunto.

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Eccola tutta per completezza…

Finisce qui la passeggiata nel 1995, al prossimo viaggio nel tempo!

Per leggere il primo Archivio Metallaro, cliccate qui.

p.s. se avete qualche rivista che volete vedere tra gli Archivi Metallari, inviatemi le scansioni (almeno a 200dpi) all’indirizzo mail segnato qui nella colonna a destra.  Ovviamente non deve essere troppo recente…

10 commenti su “Archivi Metallari 2: Metal Hammer, Gennaio 1995

  1. Wow, i Gory Blister! Bellissimi i Brutal Truth ahah. Il voto agli Incantation non si può vedere però eh! Articolo molto interessante 😀

  2. Grande!!! Una piccola macchina del tempo per un salto nel passato…Anche perchè questo numero di MH lo lessi a suo tempo (anche se non so se fosse mio o l’avessi sbirciato di straforo a casa di qualcuno…). Clap…clap….bella idea “Helldo”…:-)

    • Fando ti faccio la stessa domanda che ho fatto a TD, ma avevi perso la prima puntata? Nel caso c’è il link a fine post oppure la voce nel menu in alto. 😀

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