Quel Rude Venerdì Metallico /67:Doomsday, come citare Carpenter e vivere felici


Ieri ti sei divertito a portare alla luce alcuni imprevedibili riferimenti al Metallo in alcune  commedie italiane, e così ti è venuta la voglia di dedicare un altro “Rude Venerdì” al Cinema, ma tranquilli è sempre roba che piace a noi Metallari. Roba tipo virus mortali e pandemie, botte da orbi e personaggi cazzutissimi. Oggi è tempo di fare un salto nelle atmosfere apocalittiche di Doomsday, un film di Neil Marshall , un regista che sa il fatto suo, come dimostra la sua ancora scarna ma imperdibile produzione.

La trama del film è semplice, la copincollo da Wikipedia:”

In Scozia si accende il focolaio di un virus denominato “Il Mietitore” (Reaper) che decima la popolazione, attraversando poi tutto il Regno Unito. Poiché sembra non esserci né una cura né un vaccino, la Scozia viene isolata dal resto del mondo attraverso muri, sistemi AA lungo la vecchia via del Vallo di Adriano e con minamento dei mari, per paura di una pandemia fatale per l’umanità; ma per quest’azione il mondo volta le spalle alla Gran Bretagna dando il via ad una crisi economica perdurante.

Nel 2035, trent’anni dopo lo scoppio dell’epidemia in Scozia, alcuni casi di Reaper si verificano a Londra, nonostante le elevate misure di sicurezza; per scoprire il motivo dell’espansione del virus, viene inviato in Scozia un team di soldati, allo scopo di ricercare una possibile cura.”

Il team di soldati è comandato da una donna, il Tenente Eden Sinclair, una stanga che da bambina è scampata al confinamento scozzese. Interpretata da Rhona Mitra con indubbia figaggine e carisma, Sinclair si deve fare strada fra orde di disperati cannibali punk alla Ken il Guerriero (e quindi alla Mad Max di Miller) e incocciare in un gruppo di idioti che si è chiuso in un’illusione tornando a vivere come nel Medioevo, con tanto di armature e cavalli ed arroccandosi in un castello. Sembra un minestrone, ma non è così scollacciato come potrebbe apparire: in tutto il film ci si diverte come dei pazzi, come non succede quasi più nei telefonatissimi ed edulcorati action odierni, che senti a te Statham con quel testone ha sempre fatto ridere, poi il sangue in CGI ancora di più. Si muore e si muore brutto in questo film, e chi sopravvive lo fa passando sopra le vite altrui, in un mondo in cui è stata ripristinata giocoforza  la naturale legge del più forte. E vaffanculo al PG13…

E’ un film fortemente debitore di un certo Cinema che oggi non si fa più, come i già citati film di George Miller o il Carpenter di “1997:Fuga da New York”, soprattutto il  genio del regista baffuto aleggia su tutta la pellicola. Come fai a non ispirarti e ad omaggiare uno che creato più icone di un incisore russo? Personaggi immortali come Michael Myers, Jack Burton e appunto  Snake (Iena) Plissken , uno che ha moltissimo in comune con Sinclair. Entrambi fanno delle scelte che spiazzano, ma che fanno salire il fomento e l’ammirazione dello spettatore, entrambi vengono praticamente costretti a fare cose impossibili per un fine più grande come la salvezza di innocenti, nobile intento sporcato dal tornaconto personale di politici ed autorità.  In questo si vede la visione carpenteriana che Marshall ripropone, quel senso di ribellione ed anarchia contro una società che privilegia i privilegiati e penalizza chi già non ce la fa. I riferimenti a Carpenter sono anche nella gag delle sigarette scroccate da Sinclair, tormentone che lo stesso Carpenter aveva affibiato al Napoleone Wilson di “Distretto 13:Le brigate della morte”, omaggiando un tormentone tipico dei western di H.Hawks, nell’occhio mancante di Sinclair che invece di una benda come Snake, sfoggia un utilissimo occhio telecamera che torna utile in molte occasioni. E se non fosse abbastanza chiaro chiama  un commilitone di Sinclair proprio Carpenter (ed un altro Miller).  Insomma si capisce che Marshall le basi buone ce l’ha e le sa usare.

“Doomsday”  viene considerato da molti un film orribile pieno di stereotipi e situazioni assurde, poco più di un patchwork che rasenta il plagio di altri film,  da altri un meraviglioso action sanguigno,  ricco  di significati reconditi, ma con tanta voglia di mazzate. Ecco , tu stai con i secondi, perchè è uno dei film più divertenti che hai visto negli ultimi tempi, anzi ringrazio chi te l’ha consigliato caldamente a più riprese: Lucia grazie.

Ora se volete saperne di più ci sono qui sotto altri amici che ne hanno scritto:

La recensione di Lucia

La recensione di Germano “Hell” Greco

Le brevi ma ficcanti considerazioni di Marina

La recensione de “Lo spettatore indisciplinato”

 

Inoltre ne parla benissimo anche l’esimio Federico Frusciante in una sua videorecensione per i Licaoni, del quale però consiglierei la visione dopo aver visto il film, datosi che ci sono anticipazioni come se piovesse.

“Per caso hai una sigaretta?” “No, ma ho voglia di un bel sigaro!” 

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12 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /67:Doomsday, come citare Carpenter e vivere felici

  1. Grazie per la citazione!Questo è un film che è derivativo ed è una sorta di riassunto di tutto il genere post apocalittico,ma è una di quelle cose che ti segnano la vita,io lo metto insieme a Shaun of the dead e hOT fUZZ,nella mia trilogia Mai Più Senza,proprio come il Fernet Branca!

  2. Ahhhhhhhh!!!Vabbè, ma io in fondo non lo trovo poi tanto male Jason…. :-). Ad esempio ho visto da poco il remake di “Professione Assassino”, film dei primi anni 70 con Charles Bronson. L’originale era valido solo per la regia e per l’interpretazione di Charles. Gli altri personaggi erano tutti un po’ sopra le righe, con una recitazione pietosa e uno slang (dagli un’occhiata in lingua originale per farti due risate…) da “auanagana” inascoltabile ed improbabile. Invece, il remake è alquanto godibile, con una resa dei personaggi di contorno molto piu’ credibile ed una prova di Statham meno”rigida” del solito, dove praticamente i combattimenti sono assenti e si deve arrangiare con una scarna recitazione e gestualità.Non male, sia lui che il film.

    • I film dove Statham non mi dispiace sono pochissimi, uno è sicuramente “Fantasmi da Marte” di Carpenter, ma di solito lo trovo poco convincente e oltretutto i film sono osceni( The Transporter?Crank? mah…). Era meglio quando lavorava con Guy Ritchie, allora sì che era giusto per le parti 😉

  3. Concordo con te. Crank e Transporter sono puro entertainment caciarone…Comunque ti capitasse il film che t’ho citato dagli una sbircita, magari per curiosità. 🙂

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