Cinque dischi brutti che non vorresti mai possedere, purtroppo invece…


E’ molto difficile al giorno d’oggi buttare via i soldi per un disco brutto, tra anteprime in streaming e  assaggi più o meno “leciti”. L’acquisto non è più affidato al “cuffione” in negozio, dove solo per far partire un disco spesso era necessario fare la figura degli imbecilli con i commessi:”Scusi, ma come mai non parte?”. “Devi scanzionà er codice a bare, quello de dietro ar ciddì, ecco così…”. Dietro quella ruvida gentilezza si nascondevano pensieri tipo “ammazza che cojone…ancora nun te sei imparato, eppure stai tutti i giorni qua a rompe er cazzo…”, pensieri che filtravano chiaramente dagli occhi poco compassionevoli e stanchi del tipo, disturbato dal suo errare inutile ma retribuito fra gli scaffali.

Una scena sempre più rara…scommettiamo che a questa il commesso le faceva pure una recensione al volo?

Ma se oggi è difficile  spendere dei soldi per un disco brutto, non significa che non possa capitare mai più. Avete presente quelle volte che avete pre-ordinato un disco a scatola chiusa perchè aspettavate frementi il ritorno della band che non registrava un disco da venti anni? Oppure perchè di quel gruppo comprereste anche le intercettazioni telefoniche con i parenti? Poi ascoltate, inorridite e passate ad altro, col cuore pesante e il portafogli più leggero.

Anche a te è capitato molte volte, basta leggere qualche recensione negativa qui su R.A.M., nonostante tu non sia uno pronto alla critica facile, la roba inascoltabile rimane tale.

In questo post, cinque dischi che hai acquistato e si sono rivelati davvero brutti , facendoti rimpiangere il denaro perduto per questa monnezza, soprattutto in questi tempi di magra.

I dischi elencati sono i primi cinque che ti sono venuti alla mente guardando la tua collezione, purtroppo non sono i soli che meriterebbero un posto in questo scritto.

1.Demons &Wizards

Il progetto parallelo di Hansi Kursch e quel “simpaticone” di Jon Schaffer pubblicato nel 1999, non lo ascolti da un decennio circa, lo trovi noioso e privo di interesse. Purtroppo per colpa dell’entusiasmo successivo al Gods of Metal del 2000, dove  i D&W suonarono prima dei Maiden, comprasti questo ibrido sciapissimo di Iced Earth e Blind Guardian, con Kursch che in studio cantava pure discretamente. Poi riguardando i video dell’esibizione su Tmc2, la verità che non avevi colto  assistendo al concerto, venne fuori dirompente. Kursch era afono e semi-sfiatato. Già allora. Riascolterei solo i primi due pezzi, ma proprio se dovesse capitare…

Prova n°1:

2.Tim “Ripper” Owens- Play my game

Lo sappiamo tutti, una volta fuori dai Priest il bravo Tim ha collezionato pochi dischi davvero memorabili. Tu hai sempre avuto un debole per la sua voce e questo disco solista, che hai pure recensito con manica troppo larga, è un mattone sullo stomaco. Troppo anonimo, pochissimi guizzi e i brani sono tutti lentissimi, stancanti. L’ultima volta che lo hai messo su lo hai dovuto togliere verso la metà, esasperato. A Ripper gli vuoi bene, ma questo disco sarebbe stato meglio sullo scaffale che a casa mia.

Prova n°2

3.Chrome Division- 3rd Round Knockout

Un disco che hai comprato perchè quel giorno non ti andava di andartene a mani vuote dal negozio. Era estate, quando gli scaffali restano impietosamente identici settimana dopo settimana, le uscite si diradano fino a raggiungere il nulla, proprio come i capelli di Dallas Toler-Wade, e questo disco ti ha invogliato solo perchè era l’unico che non avevi già acquistato. Insomma c’era Shagrath alla chitarra, le recensioni non le avevi lette…ma sì prendiamolo. Un hard rock fintamente grezzo, brutto oltre ogni limite  (per i dettagli è recensito qui) che ti ha fatto rimpiangere quei venti sacchi sudati.

Prova n°3

 

4. Cryptopsy-The Unspoken King

Se ne parlava qualche giorno fa del ritorno dei Cryptopsy a qualcosa di sensato, ed ecco che dalla tua collezione ha fatto capolino la pietra dello scandalo. Questo lavoro di “vorremmo essere deathcore per fare un po’ di grana” ce l’hai perchè quando decidesti di conoscere per bene i Cryptopsy cominciasti dall’album sbagliato, anche perchè in negozio c’era solo quello: prendere o lasciare. Ho preso il disco e una discreta inculata. Vedi che vuol dire essere ignoranti?

Prova n°4

 

5.Pestilence-Doctrine

Una circostanza che ricorre spesso, dare fiducia ad un nome storico che ha un posto speciale nel tuo cuore. I Pestilence dei bei tempi sono tra le tue band preferite, questo ti ha portato a prendere questo obbrobrio senza pensarci due volte, recensendolo poi tra l’affranto e l’incazzato. E pensare che avevi già preso quello prima, un avvertimento mica male che hai ignorato, preso dalla speranza di ascoltare qualcosa di buono da Patrick “Fratelli d’Italia” Mameli. Così non è stato e ‘sto “Doctrine” è l’ultima cosa  dei Pestilence comprata senza pensarci un attimo. Che mica sei qui a mantenere Mameli…

Prova n°5

 

E voi ce li avreste cinque titoli a caldo di dischi per i quali vorreste i soldi indietro? Come sempre nei commenti siete liberissimi di condividere il rimpianto per gli Euro sprecati, anche senza foto, che ti fidi.

 

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23 commenti su “Cinque dischi brutti che non vorresti mai possedere, purtroppo invece…

  1. I due album dei D&W sono piaciuti. Dio, non che li metto su ogni giorno, ma alcuni pezzi memorabili come Fiddler on the Green, hanno valso l’acquisto del cd. Ora però spero che stiano fermini…

  2. Di dischi brutti ne avrò comprati a decine, ma li rivendevo al negozio dell’usato prendendo qualcos’altro. Di solito c’era gente pazza abbastanza da rivendersi gli album dei Napalm Death, dei Gorgoroth, degli Emperor, dei Satyricon etc. Vabbeh. I cinque dischi che più mi hanno fatto rimpiangere i soldi spesi sono stati un best of dei Joy Division, con quella roba new wave-post-punk-dark (i Christian Death sono ben altra cosa) anni’80 che proprio non sopporto, poi un dischetto di black metal urlato in tedesco, di tali Sickness, dal titolo Verbrante Erde, con la copertina tutta nera con solo una riga bianca sul fianco e un booklet privo di testi ma con delle foto ritraenti scenari di guerra. Musicalmente si tratta di roba un gradino inferiore all’Ildjarn di Strenght and anger, vi lascio solo immaginare che divertimento. Poi Belus di Burzum mi ha deluso tantissimo. Non che sia proprio un album orrendo, ma io mi aspettavo che il tipo continuasse il discorso iniziato con Filosofem. Rimanendo nell’ambito dell’estremo devo dire che all’epoca mi cascarono parecchio le palle anche per Spiritual bla dimensions, dei Dimmu Borgir. Dopo il precedente capolavoro di Enthrone darkness triumphant se ne sono usciti con un disco alla cazzo, con quella fastidiosissima voce pulita che sembra di sentire un pecorare che chiama i propri ovini. E per finire ci metto Victory dei Running Wild, neanche quello un disco troppo brutto, ma dopo The rivalrly il capo banda doveva chiudere bottega piuttosto che fare un dischetto così debole. Anche qui la delusione è dovuta più che altro al confronto con il passato del gruppo.

    • Ricordo che rimasi anche io spiazzato da “Spiritual…” poi però mi piacque abbastanza. Certo “Enthrone…” è tutta un’altra cosa…

  3. Io posso citare:

    a) Bathory – Octagon
    b) Metallica – St. Anger (sic!)
    c) Machine Head – Supercharger

    Poi ci sono tutte le cagate comprate ad impulso perchè negli angoli “nice price”, “sensational rebate” e varie..5 euro qui, 9,99 là, alla fine ho un monte di dischi che se avessi una icellophanatrice potrei tranquillamente rivendere per nuovi….

  4. killer barbies,na roba tipo punk dei poveracci-e già il punk lo è,poi ..non so ora non mi viene in mente ..anche perchè li ho rivenduti eh..Uno degli l.a. guns l’ultimo mi pare,hollywood weird dei poison..chumbawamba…facciamo questi,che poi appunto gli altri li ho sbolognati.Ultimamente invece mi son separato di 4 ottimi lavori ,ma era un regalo..cioè non passi la voce che regalo minchiate eh!

  5. simpatica questa discussione!! io credo che se qualcuno ti dice che non ha mai sbagliato nessun acquisto allora racconta…(si può dire la parola “stronzate”???)
    io ovviamente non faccio eccezione, anche se però non rivenderei nessuno dei cd più brutti, la collezione è la mia, nel bene e nel male, e ci sono affezionato!.
    titoli sbagliati:

    Atrox: Orgasm : pagato a prezzo pieno anni fa, mi aspettavo il classico gruppo gothic con voce femminile, un genere che tanto mi piace, invece mi sono ritrovato un’accozzaglia di rumori e urla contaminati dal jazz, che a me proprio non va giù. però magari la critica ne parla bene (forse un rimborso dopo dieci anni lo posso chiedere!)

    Moolight agony: silent waters: un power che non mi ha convinto, troppo palloso e scontato.

    Nostradameus: Hellbound: più o meno come sopra, ascoltato una o due volte, e zero voglia di ripetere l’operazione.

    Diecast: Internal revolution: una sorta di metalcore, genere in voga ma che non fa per me, mi sembrano pezzi tutti uguali.

      • non ti sei perso molto, eh eh!

        se posso suggerire un’idea per un nuovo argomento, non sarebbe male l’esatto opposto di questo, ovvero quei dischi che hai comprato “a scatola chiusa”, magari perchè costavano 3 spiccioli o ti piaceva la copertina, e poi si sono rivelati sbalorditivi.

          • Idea fantastica! Il primo disco metal che abbia preso l’ho comprato a scatola chiusa perché mi piaceva la copertina…..Reign In Blood. Poi ho preso a scatola chiusa la doppietta Slowly We Rot – Cause Of Death…avevo 13 anni, rimasi traumatizzata (se vede). Comunque dischi orrendi veri e propri non ne ho molti…Doctrine l’ho sbolognato ad un amico fanatico collezionista (non mi reggeva il cuore a vederlo nello scaffale accanto a Testimony), ma per poco non prendevo IDI dei Morbid Angel, argh, poi ho pensato che costava troppo, sono tornata a casa, ho aperto yt e ho ringraziato il Signore. Sono più i dischi che mi lasciavano l’amaro in bocca dopo averli comprati, ma che poi ho rivalutato (Time Does Not Heal, Forbidden Evil…no, non mi piacevano…chiedo perdono!!)

  6. Considerato che è dal 1986 che ascolto metal (e non solo) di schifezze assolute ne ho collezionate parecchie. Avrò, sì e no, almeno 20 tra cd, vinili e audiocassette che sono state rifiutate persino dai rivenditori di usato. Per noi vecchi (ho 40 anni!) thrasher c’erano solo le recensioni dei redattori di riviste come H/M e Metalshock a fare luce sulle varie uscite discografiche, altro che ascolti dai rivenditori o preview su internet, e non sempre si avevano gli stessi gusti dei pur volenterosi redattori. Per esempio tanto per citare titoli del paleolitico ricordo “Ticket to Mayhem” dei Whiplash di Tony Scaglione (colui che rimpiazzò nientemeno che sua maestà Dave Lombardo all’epoca del tour Reign in Blood) presentati all’epoca come la band thrash metal del futuro in realtà autori di un full lenght di un piattume assoluto per non parlare di “Doomsday for the Deceiver” dei Flotsam and Jetsam (del futuro, all’epoca, bassista dei Metallica, Jason Newsted) a cui la prestigiosa rivista musicale britannica “Kerrang” assegnò il titolo di album thrash dell’anno mentre nello stesso anno uscivano album “trascurabili” come Reign in blood, Master of Puppets o Peace Sells…
    Insomma è difficile scegliere 5 album per cui si sono spese le sudate svanziche e poi si sono rivelati una zozzeria. Però, sicuramente, dopo oltre un quarto di secolo di acquisti e ascolto metal posso dire che ci sono almeno 5 album che non solo non valeva acquistare in sé per sé ma che hanno rappresentato, almeno per il sottoscritto, una dolorosa delusione, vuoi perché stimavo la band, vuoi perché mi aspettavo un capolavoro come la precedente uscita o ancora, perché mi aspettavo un riscatto dopo anni non propriamente luminosi.

    In rigoroso ordine cronologico partendo dal tempo degli Ittiti:

    – 1988: Celtic Frost “Cold Lake”
    Se avete amato il seminale “into the pandemonium” o il più recente “Monotheist” vi invito, anzi vi sfido, ad ascoltare il suddetto album (credo sia possibile gratutamente su you tube) o anche solo a guardare la copertina.

    – 1990: Anthrax “Persistence of Time”
    All’epoca il combo newyorkese contendeva lo scettro di miglior thrash metal band del mondo ai restanti tre del big four ma riuscì solo a produrre un album di una ripetitività scoraggiante. A tutt’oggi dell’album in questione dal vivo viene eseguita “Got the time” che però è una cover!

    – 1998: Sepultura: “Against”
    Vabbé Max Cavalera se ne era andato e l’orizzonte era tutt’altro che roseo ma qualcosina in più era lecito aspettarselo. Un vero disastro detto da chi possiede addirittura il demotape della band brasiliana “Morbid Vision” acquistato dal mitico Revolver in un’estate romana ai tempi di Giulio Cesare.

    – 1999: Megadeth: “Risk”
    Se la carriera è esprimibile tramite una funzione matematica questo “coso” rappresenta il minimo assoluto. Ricordo che avevo voglia di guaire alla luna.

    – 2008: Metallica: “Death Magnetic”
    Per me “Master of Puppets” è stato (e sarà sempre) il DISCO. Quello che ti fa innammorare di un suono, di un genere. Dopo l’ascolto della prima traccia, Battery, autunno-inverno 1986, vidi e sentii le campane in cielo che dicevano: “PER SEMPRE”. E difatti a distanza di un quarto di secolo continuo ad ascoltare metal seppur non con quell’accanimento tipico dell’adolescenza e pur storcendo automaticamente il naso quando vedo gente truccata da panda (corpse paint. SIC!). Ma 20 anni di credito (che non avrei dato ai miei genitori e che non darò a mio figlio di un anno e mezzo) so’ proprio troppi. Ho comprato il “Black album” , “Load, Reload Triload” del ciufolo ma Death Magnetic è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Forse (molto forse…) sarà anche meglio dei vari “Load” o “St. Anger” ma il messaggio di fondo è più o meno questo: ” Vabbé visto che ci criticate tanto vi facciamo un disco suonato più o meno come quando avevamo 20 anni, anche se siamo quattro svogliati miliardari cinquantenni, con metà della tecnica di allora e manco un centesimo della voglia, e tanto per tapparvi la bocca preventivamente ce lo facciamo produrre da un santone con la faccia da santone come Rubin!” Gli album brutti sono anche perdonabili, le prese per i fondelli, no!

    • Condivido tutte le tue scelte,i dischi che hai elencato li ho ascoltati e schifati tutti, ma di quelli che hai elencato posseggo solo “Death Magnetic” e me lo ha regalato la mia “signora-compagna-ragazza-insomma quella roba lì”, pareva brutto metterlo nella lista 😉

      Grazie del bel commento e per aver faticosamente effettuato un cernita di soli cinque titoli 😀
      (Calcola che siamo quasi coetanei…vado per i 34) Per quanto riguarda Tom G. Warrior ed i Celtic Frost saprai certamente quanto sono gagliardi i Triptykon. Li trovi recensiti anche qui su R.A.M., basta cercare nell’ elenco recensioni…

      😉

      • Mi sono reso conto che, preso dai ricordi e dalle delusioni musicali, non ti ho fatto i complimenti per il sito che già visito da un bel pezzo e che mi sono già spulciato per bene. Sorry! 😀 Quanto ai Tripticon menano e sono una spanna sopra a tanti gruppi che riscuotono anche un maggior successo commerciale e d’immagine ma non raggiungono le vette sperimentali (rispetto alla musica e al metal che si suonava all’epoca) di “into the pandemonium”. Conta che all’epoca sia Morbid Tales che To Mega Therion non erano stati ben accolti dalla critica e con “into the Pandemonium” gli svizzeri rischiarono la stroncatura. Quanto alla delusione “Cold Lake” per fare un esempio è stato come comprare un cd dei Cannibal Corpse e scoprire che la prima traccia è “Endless summer” e avevo solo 15 anni!
        Complimenti ancora e Ciao

        • Niente sorry!!! Ti ringrazio moltissimo per i complimenti, e considera che per me il fatto che tu abbia speso il tuo tempo per commentare, in maniera così eloquente ed interessante, è già un enorme ringraziamento.
          Hai reso bene l’idea di “shock” con quell’esempio.. 😀

  7. Uhm (espressione meditabonda)… difficile elencarti 5 cd che proprio mi schifano e per cui rimpiango di aver speso soldi; più che altro perché non compro mai cd se non sono sicuro che mi piacciano o se non sono proprio dei “grandi nomi” di cui man mano compro l’intera discografia. Poi dei nomi sconosciuti cerco sempre di documentarmi attraverso Internet, con webzine o YouTube, per cui un’idea generale di cosa potrei andare ad acquistare o lasciar perdere me la faccio… qualche cd di cui non sono entusiasta però ce l’ho, tipo:

    St. Anger: comprato a scatola chiusa, senza manco aver sentito il singolo (cacchio, sono i Metallica, vuoi mica che sia una porcheria!); alla terza traccia ho detto “ho sbattuto nel cesso 20€”; ora è lì, ogni tanto lo ri-ascolto nella speranza di trovarci qualcosa di buono, qualche riff, qualche canzone ma è poca cosa (pure l’edizione deluxe in cartonato con dvd avevo comprato…’azz)

    Chinese Democracy: pagato una sassata, tipo 21.90€ il giorno stesso dell’uscita (eehh… i primi amori); stesso discorso di St.Anger, qualche volta lo rispolvero… non che lo schifi eh? però se penso che adesso si trova a 5€…

    Van Halen III: primo e unico (fortunatamente) con il cantante degli Extreme, uno dei miei gruppi preferiti… che qui fa una ben magra figura: disco prodotto in modo pessimo, voce sguaiata, canzoni che partono ma non arrivano da nessuna parte (escluse 2 o 3), la noia che arriva presto, come la polvere che prende ormai da anni… (a questo potrei collegare Waiting for the punchline proprio degli Extreme: venivo da ascolti ininterrotti di quella perla
    che è Pornograffitti e il passaggio a questa specie di grunge-alternative mi scioccò; ora però l’ho rivalutato moltissimo)

    Flex-Able Leftovers di Steve Vai: mamma mia, che roba brutta!!! (sarà un genio, sarà sperimentazione, sarò io che no capisco, ma Passion & warfare è un signor album, questo è un’accozzaglia di porcherie, dai!)

    Altro direi di no, sono abbastanza orgoglioso della mia collezione 🙂

    • Io pure sono orgoglioso della mia, ci mancherebbe! Purtroppo però capita di pigliare qualche tranvata…come acquistare “Ciainis dimocrasi”. 😀 😀

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