Quel Rude Venerdì Metallico /64:Prometehus, The Discipline of Movies and Demise.


Tranquilli nessuna anticipazione sulla trama, se non a fine post con tanto di avviso come si conviene. 

Oggi si sa, va di moda la distruzione  preventiva e nonostante lo sforzo sovrumano di evitare recensioni e spoiler che fioccavano da tutta la Rete, si intuiva una certa delusione in moltissimi che avevano visto il film. Perchè da noi è uscito leggerissimamente dopo tutti gli altri Paesi del mondo, un altro po’ e ne festeggiavano il cinquantennale con un blu-ray commemorativo in versione restaurata. E tu avevi grandi aspettative per questo film, vuoi  perchè Ridley Scott è uno che ha girato dei capolavori assoluti, vuoi perchè oggi di fantascienza come si deve al Cinema ce n’è sempre di meno. A dire il vero c’è sempre meno Cinema e più videoclip, con roba che esplode anche se ci sputano sopra dei bambini e un florilegio di rallenty a cazzo di cane (f.lli Wachowski ‘tacci vostri).  Ma lasciamo correre, non è il caso di aprire allarmanti pipponi alla Ghezzi…meglio restare in tema altrimenti dopo ti danno del “Sapientone cinematografico” e non è carino (sì è già accaduto, nel caso ve lo stiate chiedendo…).

“Prometheus”, il prequel-non prequel di “Alien”, ti è piaciuto nonostante un paio di cosette che definire “cazzate” è un eufemismo, tenendo presente che solleva una sequela di domande le cui risposte le deve trovare lo spettatore, se ha voglia, altrimenti si gode uno spettacolo visivo fuori dal comune e un film pieno di cose non spiegate. Uscendo borbottante ed insoddisfatto dalla sala…

A te sta benissimo e preferisci così, sarà che oggi c’è poca alternativa tra gli spiegoni ad ogni costo è i finali aperti, somma paraculata che risolve un sacco di problemi ed accontenta tutti. Il film di Scott propone questioni enormi, filosofiche e fondamentali come: “chi ci ha creato? perchè, a quale scopo?” (la domanda è mal posta, tu volevi dire:”Che ore sono?), riuscendo anche a farci divertire con astronavi e tutine spaziali. La capacità registica eccellente, un cast favoloso e ben diretto, una storia avvincente e palesemente citazionista della saga con l’Alieno più vorace ed incazzoso della storia del Cinema, sono il piatto forte di un film che a fine visione ti lascia dubbiosissimo su cosa abbia voluto dire il regista. Come quando ascolti i Meshuggah, a fine disco sei intronato ma felice…

Una molla potentissima per andare al cinema…

Ecco, tu ancora non hai capito bene dove voleva andare a parare, non hai la presunzione di aver compreso un film così dopo una sola visione, tanto meno di spiegarlo a voi che leggete, ma di sicuro hai goduto nel trovare di nuovo al cinema un film che non da la pappa pronta, ma che stimola il cervellino ad elaborare una propria idea, a ridare alla fantascienza un ruolo che esuli dal solo intrattenimento, come nei poveri film dove  alieni invasori in brutta CGI devono essere uccisi per conservare la propria specie e far “recitare” pop-star dimmerda. 

Non sarà un film fondamentale per la storia del Cinema, ma di sicuro non è una robetta da liquidare con sufficienza. E di questi tempi non è poco…

Alcune brevi considerazioni finali che !!!AVVISO: contengono anticipazioni. Se non avete visto il film, leggetele quando lo avrete fatto!!!

-A me del discorso da fissati sulla mancata spiegazione dell’origine di Alien non interessa una sega, certe cose stanno bene dove stanno e non tutto DEVE per forza avere un’origine, una spiegazione. Ma davvero ne avete bisogno per godervi i filmoni della saga di Alien?

-Anche se molte considerazioni sono da vagliare tenendo presente il probabile sequel, il film può benissimo essere preso così com’è, anche con i problemi che oggettivamente la sceneggiatura ha in molti punti.

-C’è un geologo che è uscito dai Mastodon paro paro, e fa pure una finaccia. Almeno non prova a cantare pulito…

-Le questioni nerd del tipo:”ma come fa l’archeologa ad usare un macchinario rarissimo senza errore?” Oppure quelle di tipo “come fa un convettore a raggi laser a funzionare sotto una spinta coassiale…” hanno francamente sfracellato le palle. E’ Cinema, non una tesi di laurea…

-Perchè un Capitano di lungo corso che si è presumibilmente fatto la migliore scopata di tutta la sua vita, dovrebbe lanciarsi come un kamikaze contro un’astronave sulla parola di un’archeologa e sacrificare la sua vita e quella dei due pirloni in cabina di pilotaggio? Possibile che manco un cannoncino scrauso per ogni evenienza sia montato sulla nave? O almeno un pilota automatico…

-Perchè non spostarsi di lato per schivare una cosa che ti rotola addosso? E dire che ce n’è di pianura per farlo…

-La roba costruita sul set sta sempre sopra alla CGI, non che avessi dubbi…

E voi che ne dite?

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10 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /64:Prometehus, The Discipline of Movies and Demise.

  1. Le questioni nerd del tipo:”ma come fa l’archeologa ad usare un macchinario rarissimo senza errore?” Oppure quelle di tipo “come fa un convettore a raggi laser a funzionare sotto una spinta coassiale…” hanno francamente sfracellato le palle. E’ Cinema, non una tesi di laurea

    e perchè tu ci metti quelle cose?Che poi sai noi siamo lì a rompere le palle,giustamente!Fate come me..Io non so un cazzo in generale e della vita in particolare,però sono grafomane e megalomane.Però cosa faccio,non offro mai scene con particolari macchinari o altro,vai di mazzate e son tutti contenti
    Si ,lo so..commenti intelligenti..vabbè il prossimo che segue lo sarà!^_^

    http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.com

  2. Interrogativi interessanti. Anche se secondo me ad alcuni di questi il film risponde, tipo le origini di Alien.
    Ho letto che qualcuno si domanda perché i personaggi usano torce elettriche… è come domandarsi perché noi usiamo ancora la ruota.
    A guardare certi film , solo perché il regista di cognome fa Scott, diventano tutti ingegneriastrofisicinucleari. Poi, chissà come, loro film non ne hanno mai fatti e non ne faranno mai.
    Mah… 😀

    • Esatto Cap, esatto…
      Se uscito dal cinema ti domandi perchè usino le lampadine piuttosto che cosa vuole dirti il film, c’è un problema 😀

  3. Sopratutto aggiungo alle tue ultime considerazioni:

    – Possibile che dopo decine di film usciti fino adesso con protagonisti alieni che vogliono ucciderci perchè siamo diventati dei selvaggi guerrafondai, dei parassiti che divorano le risorse dei pianeti, arrivi questa protagonista geologa che dopo essere stata aperta alla pancia, dopo essere stata sbattuta di qua e di là per tutto il film, dopo aver visto morire bruciato vivo il suo compagno davanti ai suoi occhi, dopo essere riuscita a salvarsi da un’astronave aliena grande come il Michigan che le piombava addosso dica… “No, non torno a casa, voglio sapere perchè vogliono distruggerci!” Ma allora dovevi morire, tu e il tuo robottino del cazzo che ha avvelenato il tuo compagno senza un perchè…

    • Ahahahaha!!! Quello si chiama “attaccamento alla scienza e alla sete di sapere”. Lo sai che le donne devono ficcare il naso no? Ciao Gaggione, è bello rileggerci 😉

  4. Secondo me Prometheus ha toppato di brutto.
    Non tanto dal punto di vista della tecnica, uno spettacolo per gli occhi, ma per la trama veramente farlocca.
    Quello che mi ha deluso è che provare a spiegare l’origine dell’alieno ha distrutto il fascino che aveva, che era un po’ la personificazione del male.
    Nel primo film infatti Ash l’androide dice (cit. wikiquote): “Ammiro la sua purezza. Un superstite… non offuscato da coscienza, rimorsi, o illusioni di moralità.”
    Era spaventoso per questo, c’era veramente bisogno di togliere quell’alone di mistero che aveva?

  5. Infatti la nascita è l’ultimo dei problemi. Tutti fossilizzati sulla nascita del protoxenomorfo.
    Alla domanda sulla sorte del capitano, io mi ebbi data una risposta: ha deciso di morire perché si era fatto la miglior scopata della sua vita e sapeva che non ci sarebbe stata replica.

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