Katatonia- Dead End Kings


Premessa: a te i Katatonia piacciono a fasi alterne, in alcuni momenti moltissimo in altri momenti assai meno. Sono un gruppo che non va bene per ogni periodo della tua vita, per dire una volta li hai ascoltati con la febbre a 38° e una parte del tuo cervello non ha mai smaltito la cosa.* Nei momenti sbagliati il sound così lento, lagnoso e “alternative” crea sfoghi allergici e saporiti pisolini, ma nel momento giusto i Katatonia sono implacabili, perfetti e te li godi da matti.  E non parli di fasi alternate fra serenità e tristezza, anche perchè quando uno è triste non dovrebbe mettere roba triste, non si sa mai dove si può andare a finire, quanto di momenti in cui ci sta mettere su un loro disco, altri proprio no.

Come ti gira insomma…non c’è una chiara indicazione.

Il gruppo che epoche fa si dedicava ad un Doom Death pesantissimo non c’è più, ma non frega un cazzo praticamente a nessuno, forse solo pochi lesionati hanno gridato allo scandalo o al tradimento. Da tanti anni ormai il loro nome è associato alla mistura così particolare e riconoscibile che gli Svedesi hanno perfezionato nel corso della loro carriera. E questo ultimo disco è una nuova conferma del loro valore, con tutte le sensazioni e gli arrangiamenti al posto giusto. Niente stravolgimenti o sperimentazioni folli, il disco è molto simile al precedente “Night is the new day”, con quei ritornelli lacrimosi e quelle chitarre che sono pronte ad emergere dall’ombra quando meno te l’aspetti. Non troverete novità, ma tanta buona musica arrangiata con la solita classe, rendendo questo lavoro un disco da non perdere anche se non imprescindibile.

Tanta roba buona, anche per chi li ama a fasi alterne come te…

Tracklist:

01. The Parting
02. The One You Are Looking For Is Not Here 
03. Hypnone 
04. The Racing Heart 
05. Buildings 
06. Leech 
07. Ambitions
08. Undo You 
09. Lethean 
10. First Prayer 
11. Dead Letters 

Voto:

L’assaggio del disco:”Dead Letters”, pesantissima per gli standard dei Katatonia.

 

“Oggi nun ce va’ de fa n’cazzo!”

* è rimasto in stato katatonico

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11 commenti su “Katatonia- Dead End Kings

  1. Ho iniziato ad apprezzare i Katatonia con il disco “The discouraged ones”, e aldilà di quello che mi capita di leggere in giro (i media metal), non trovo poi che il loro passato death-doom sia così eccezzionale. Ora sono molto più complessi, moderni, la loro musica è piena di sfumature e di particolari che tendono a nascondersi agli ascoltatori distratti, e sono cresciuti sopratutto a livello lirico e attitudinale, per non parlare delle citazioni “colte” che fanno capolino qua e la; tipo le atmosfere ispirate dalla serie di Silent Hill (a confessione stessa del gruppo ai tempi di “Last fair deal gone down”)….

  2. Mi aggiungo a quelli che non hanno mai apprezzato i Katatonia prima maniera (nonostante in Brave Murder Day ci fosse pure Akerfeldt), li preferisco decisamente da Discouraged ones in poi… stesso discorso vale pure per gli Anathema.
    Comunque, questo non l’ho sentito, ma a dire il vero il precedente non mi aveva entusiasmato più di tanto, per cui non so,,, è pur vero che anch’io i Katatonia li ascolto a fasi molto alterne, se no mi mettono angoscia 😀

  3. Sei stato moooooolto generoso con questa recensione!!! Seguo i Katatonia dai tempi di Brave Murder Day ed ho sempre apprezzato le loro svolte stilistiche. E concordo con Alberto che, benchè tutti mitizzino quell’album, sia un disco piuttosto scialbo, elementare nella struttura con la voce di Renske che non sa nè di growl nè di scream. Detto questo, “Dead End Kings” mi ha lasciato con l’amaro in bocca e molto deluso. “Night is the new day” è notevolmente piu’ ispirato, anche come testi (ogni volta che ascolto “Departer” mi viene un groppo allo stomaco…). Voglio sperare che sia un disco di transizione, perchè non si sposta di una virgola dal precedente e suona un po “stanco”. Per ora mi lascia freddo. Provo ad ascoltarlo, ma poi rimetto sempre nel lettore il precedente. Vedremo. Per quanto riguarda gli Anathema, caro Helldorado, a parte la loro evidente demenza precoce senile, che ha fatto si partorissero degli obbrobri come gli ultimi due dischi, penso che abbiano sfornato album veramente interessanti (“The Silent Enigma”, “Alternative 4”, “Judgement”, “A fine day to Exit”). Ovvio che se non piacciono….non piacciono e basta!:-) Un po come per me gli Accept…. 🙂

    • A me è piaciuto, pur notando che non è affatto diverso dal precedente, ma ci sono buoni pezzi e l’ho apprezzato molto. Riguardo agli Anathema, il post in arrivo più tardi li cita… 😉

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