Quel Rude Venerdì Metallico /57:Crisi di mezz’età


Saprete tutti ormai della nuova notizia in casa Maiden: Steve Harris pubblicherà il suo disco solista a Settembre. Si intitolerà “British Lion” e cosa conterrà non è dato sapere. La curiosità è forte: perchè uno come Harris, che ha l’assoluto controllo del suo gruppo, decide di pubblicare e scrivere un album solista all’età di quasi sessant’anni? Da qualche parte si ipotizza la demenza senile, e obiettivamente se la musica contenuta nel disco sarà identica a quella che Harris produce adesso con i Maiden, l’ipotesi si trasformerà in tragica realtà. Oppure è la mossa arguta di uno che vuole farsi i cazzi propri?

La reunion degli Irons ha portato album abbastanza mediocri, certo non è pura merda, ma sicuramente i due minuti di “Wrathchild” valgono di più degli undici di “When the Wild Wind Blows”. E lo dici da fan…Sarà colpa dei mille compromessi,  degli accordi regolati e attenti anche  alle virgole tra Harris e gli altri? Il risultato è un minestrone di brani lunghissimi, spesso poco digeribili, sempre in precario equilibrio tra la necessità della tradizione e la voglia di trasformarsi in qualcosa che i Maiden non saranno mai: un gruppo prog rock anni 70.

Più che una copertina sembra un battente in bronzo..

E allora Steve ha provato la carta solista, stufo di tutto e tutti, desideroso di lavorare con facce nuove e soprattutto, impossibilitate ad impuntarsi fino alla morte su ogni nota. Tornare ad essere leader vero, una prova di orgoglio per affermare il suo valore, una rivalsa nei confronti degli altri Maiden, quasi a sfidarli per dire loro che può andare benissimo solo per la sua strada, senza bisogno di avere tante prime donne intorno a massacrargli i nervi tutto il giorno.

Una mossa azzardata per capire chi ce l’ha più lungo,  una cosa che a sessant’anni come a tredici crea sempre molta competizione e dibattito fra gli uomini.

Staremo a vedere…

Un altro uomo di mezz’età che ha fatto parlare di sè in questo mese è Geoff Tate, lo storico cantante dei Queensryche. Il cantante è stato buttato fuori dal gruppo, e lui si è messo a dire alla stampa che lui era la mente del gruppo, ha scritto tutto lui, che aveva lui tutte le idee. Gli altri erano tappezzeria insomma, dei meri esecutori. E per corroborare le sue tesi si è messo a sputazzare, davvero e non metaforicamente, sugli ex-compagni. A picchiarli anche. Roba che forse manco il migliore Paul Di Anno ha mai fatto. Una storia ricca di sputi e colpi di scena che ha, come di consueto, riempito le newsboard di tutti  i siti con l’ennesima soap opera sfrangiascroto, con la particolare attenzione all’interesse balistico per la precisione dei suoi sputazzi.

Tate ormai è una specie di Richard Benson che ha accettato la sua calvizie, un uomo a cui è stata portata via una band che ha contribuito a fare grande e che ha spinto in questi anni nel baratro della parodia. Non dovrebbe recriminare troppo, adesso può scrivere quello che vuole senza il nome “Queensryche” a pesargli sulle spalle, anche perchè quello rimane ai suoi compagni che hanno vinto la causa. Vai Geoff, il cantante che respira,  regalaci altre fantastiche perle come l’ultimo “Dedicated to Chaos”, un album tremendo dal titolo profetico.

Tate sfodera un sorriso ebete, dietro di lui i suoi consiglieri.

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9 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /57:Crisi di mezz’età

  1. Mah… forse sarebbe il caso, giunti ad una certa età e con tali carriere alle spalle, di appendere onorevolmente gli strumenti al chiodo ed uscire dalla scena a testa alta. Io amo gli Iron Maiden, però è indubbio che dalla reunion si siano gradualmente trasformati in qualcosa che non è nelle loro corde: Iron Maiden tipo progressive? Nooo, non fa per loro, davvero… l’album di Harris? Boh, sinceramente non so cosa aspettarmi: canzoni in tutto e per tutto uguali agli ultimi IM? Senza senso… canzoni tipo i loro gloriosi anni ’80? E perché non le pubblica con la band, allora? Potrebbe essere qualcosa di totalmente diverso, sulla scia di quello che ha fatto Smith con i Primal Rock Rebellion… o magari se ne salta fuori con un album black metal, chissà 😀

    Su Tate non ho parole: i Queensryche erano grandiosi fino a metà anni ’90, ma l’abbandono di DeGarmo prima e l’ego spropositato di Tate poi li hanno fatti sprofondare fino a diventare una band-troll: gli ultimi album sono indefinibili, talmente sono imbarazzanti… ma poi voglio dire, leggendo le varie interviste pare che il signorino vada avanti da 20 anni a sputazzare e menare gli altri componenti della band; e in tutto questo tempo nessuno che gli abbia mai stampato un cartone ben assestato sul muso? Mah, mi sembra assurdo…

    • AHahah!!! Harris che suona Black Metal… 😀
      Non saprei neanche io cosa aspettarmi, ma è chiaro che è una botta d’orgoglio…
      E Tate di cartoni ne meriterebbe a iosa.

  2. Ti dirò… io sono un inguaribile pessimista, ma in questi casi ho sempre speranza che venga fuori qualcosa di buono. Dickinson con gli ultimi dischi da solista ha fatto ottime cose in pieno stile metal classico… magari anche Harris ha un guizzo positivo e tira fuori qualcosa di diverso dagli attuali Maiden, che per me non si possono proprio sentire… Confesso che aspetto di sentire il disco con molta impazienza… quasi sicuramente sarò pesantemente deluso, ma per ora gli voglio dare fiducia.

  3. A me The final frontier è piaciuto un sacco, e proprio i brani più lunghi ed elaborati come When the wild wind blows (11 minuti di canzone!!, neanche i Moonsorrow e gli Agalloch insieme fanno roba simile). A dire il vero mi piacciono quasi tutti gli album dei Maiden, Virtual XI a parte, perchè ha una produzione schifosa.

    • Beh, a me non è che non piacciano, mi sembra ovvio che siano album poco spontanei e condizionati da moltissimi compromessi. In quest’ottica vedo la voglia di Harris di farsi gli affari propri…

  4. oddìo, mi sa che negli ultimi mesi devo aver vissuto in un container diretto in burkina faso…non sapevo niente nè di harris nè della diatriba tate/altri ryche (e dire che si tratta di due tra i miei gruppi favoriti di tutti i tempi)…meno male che ho questo sito tra i segnalibri!!!

    su harris non so, ho un libro sulla storia dei maiden (datato 2003) in cui dichiara di non pensare a nient’altro che non siano i Maiden, quando è in studio. evidentemente qualcosa deve essere cambiato e non poco.
    comunque gli album post reunion per me non sono male, è vero che i maiden giocano a fare il gruppo prog quando non è nel loro dna, ma i pezzi ben strutturati così come qualche singolo più veloce non mancano. insomma, non li considero dei dinosauri, non oggi perlomeno.

    diverso il discorso dei quennsryche, autori di album tra i migliori di sempre (per me) e irrimediabilmente persi ormai da anni. più che sputare addosso sarebbe meglio ascoltare le vecchie opere per sentire di cosa erano capaci una volta.

    • Infatti l’idea che è venuta fuori dai commenti è questa su Harris. Cosa conterrà? Vedremo… 🙂

      p.s. Sapere che hai R.A.M. tra i Preferiti è motivo di orgoglio, grazie!

  5. Pingback: Steve Harris- British Lion « Rude Awake Metal

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