Fear Factory- The Industrialist


Finalmente è arrivato il concept su Gianni Agnelli che i fan attendevano da tempo! I Fear Factory narrano le gesta dell’Avvocato e della sua pesante influenza nel mondo politico ed affaristico italiano, tra rumori da catena di montaggio e scarti della colonna sonora di Blade Runner. Molto bella la canzone in cui un riff violentissimo ci stupra le orecchie mentre Burton narra le vezzose scelte modaiole di Agnelli entrate nel costume italiano, come l’orologio sopra il polsino.

Non ci avete creduto? Peccato, sarebbe stato davvero un disco divertente, nonostante tutti i difetti che questo nuovo assemblaggio dei Fear Factory possiede.

La partenza di Gene Hoglan, che sembra davvero intenzionato a far parte di TUTTE le band del pianeta, ha tolto la spinta che avevano ritrovato sull’ottimo “Mechanize”, il disco che ti aveva avvicinato ai FF, mai coperti prima dell’arrivo di Hoglan. Con calma hai recuperato i lavori dai quali  da metallaro di primo pelo ti eri tenuto alla larga, come “Soul of a New Machine” o  “Demaufacture, apprezzandoli a dismisura. Un po’ te ne vergogni a confessarlo , ma sempre meglio una scomoda verità che l’onniscienza ostentata da troppi tromboni.

E ci speravi in questo nuovo disco…

Purtroppo “The Industrialist” non è che una stanca riproposizione di una formula conosciuta e ormai prevedibile come una soap opera, di quelle che vanno avanti da trent’anni ed i personaggi si sono scopati e cornificati tra loro in ogni maniera e combinazione possibile, trasformando in farsa quello che nelle intenzioni dovrebbe essere dramma.

Il disco non è inascoltabile o particolarmente scandaloso, è solo molto noioso e scontato: i ritornelli puliti di Burton C. Bell, la chitarra “macchina da scrivere” di Dino e la plasticosissima batteria ad amalgamare. Soprattutto nella seconda metà il disco annoia, anche facendo finta che l’ultima traccia, un lunghissimo scoreggione di sample noiosissimo, non ci sia.

Consigliabile a chi non può fare a meno del rumore dei trapani elettrici e ai fan della famiglia Agnelli.

Tracklist:

01. The Industrialist
02. Recharger
03. New Messiah
04. God Eater
05. Depraved Mind Murder
06. Virus of Faith
07. Difference Engine
08. Dissemble
09. Religion is Flawed Because Man is Flawed
10. Human Augmentation

Voto:

e mezzo!

L’assaggio del disco: una preview ufficiale, che almeno vi fate un’idea generale.

 

“Dici che Agnelli tirava di più?”

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8 commenti su “Fear Factory- The Industrialist

  1. Tra le delusioni dell’anno. Metallized aveva fatto ben sperare per un buon ritorno di carriera, e invece siamo di nuovo sui pessimi territori di Trasgression. Sarà per la prossima volta…..speriamo.

  2. Yawn…..zzzzzzzzzzzzz…….zzzzzzzzzzzzz……Già “Mechanize” m’aveva lasciato perplesso, ma comunque aveva ancora una certa aggressività ed era suonato bene. Questo sembra un assemblaggio di pezzi di scarto, suonati pure moscio, con una batteria che sembra in mano ad un bambino di 5 anni. Sono diventati noiosi e prevedibili. Una specie di “Fausto Papetti” di se stessi…Altra delusione dell’anno

  3. Pingback: Mnemic- Mnemesis « Rude Awake Metal

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