Paradise Lost- Tragic Idol


Erano tornati su territori già battuti dopo le pernacchie universali raccolte a causa di scelte poco condivise dal mondo del Metallo. Poi come succede a molti, avevano scelto di tornare al sound che li aveva resi grandi, forse per la paura di sparire per sempre tra i flutti dell’anonimato.

Il sound che li aveva fatti esplodere e stava per renderli un gruppo di quelli che oggi si fatica a trovare, quello che piace indistintamente a tutti i Metallari e a persone che col Metallo non hanno un cazzo da spartire. Di questo se n’è già parlato, ma bisognava rinfrescare l’argomento perchè  “Tragic Idol” è esattamente fermo a quel sound di quindici anni fa: “Draconian Times” aggiornato ai giorni nostri, senza particolari novità ma con tanta tristezza di fondo. Si limitano a rimestare una minestra che è sempre la stessa, ma piace ancora e rassicura. Sì, perchè a dispetto della poca fantasia, questo disco emoziona parecchio.

Il chitarrone di Gregor Mackintosh guida come di consueto la voce di Holmes, straziando l’anima di chi ascolta con canzoni mai troppo veloci e melodie bellissime quanto struggenti. Perfetto anche l’inserimento alla batteria di Adrian Erlandsson, ormai plasmato allo stile dei Lost ed autore di una prova meritevole, lontana dalle velocità estreme con i Cradle of Filth o nei leggendari At The Gates, ma non meno entusiasmante.

Niente altro da dire praticamente, i PL di oggi sono gli stessi di ieri, forse lo shock da pernacchie (non del tutto giustificabili) subito all’epoca in cui provarono nuove strade, li ha cristallizzati per sempre in quel momento di grandezza mai più raggiungibile. In un mondo musicale così settorizzato e che insiste a creare recinti, il gruppo sceglie di crearne uno proprio allo scopo di accontentare chi li segue. In fondo hanno sempre una grandissima penna…

Tracklist:

01. Solitary One
02. Crucify
03. Fear of Impending Hell
04. Honesty in Death
05. Theories from Another World
06. In This We Dwell
07. To the Darkness
08. Tragic Idol
09. Worth Fighting For
10. The Glorious End

Voto:

e mezzo!

L’assaggio del disco: “Honesty in Death”

“La rifacciamo che AAron sta sorridendo”

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3 commenti su “Paradise Lost- Tragic Idol

  1. Pingback: Moonspell- Alpha Noir/Omega White « Rude Awake Metal

  2. Mi piace un casino. Fanno sempre la stessa dannata musica. Ma mi piacciono sempre. E in certi brani li trovo “toccanti” come in “fear of impending hell”. bravi.

Commenti intelligenti

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