Jeff Loomis- Plains of Oblivion


I Nevermore non ci sono più. Cioè ci sono ancora, ma come è noto sia Van Williams che Jeff Loomis non ne fanno più parte. E se in un gruppo non ci sono più due membri che consideri fondamentali per il loro valore immenso,  è come se non esistesse  più per davvero. Almeno per te…

Dopo le sentite “Lacrime Napulitane” per la fine di un gruppo come non ne vengono fuori spesso, scattano gli applausi per l’ennesima strabiliante prova di Loomis.

Il biondo ameregano torna a colpire con un album chitarristico migliore del pur ottimo “Zero Order Phase” uscito nel 2008, migliore perchè non contiene solo ottimi sfoggi di tecnica e un numero di assoli grande come il debito pubblico italiano, ma dei pezzi in cui il cantato aiuta a mandare giù un piatto che spesso in questi album rischia di diventare indigesto. E metteteci pure che riascoltare la splendida voce di Christine Rhoades è davvero emozionante. “Tragedy and Harmony” è un pezzo meraviglioso dove Christine quasi oscura il lavorio esasperato di Jeff, chi ha consumato “Dreaming Neon Black” non potrà fare a meno di concedersi una lacrimuccia o un orgasmo, a seconda della propria sensibilità d’animo.

A cantare sull’album figura anche un incazzatissimo Ishahn in “Surrender”, magnifica canzone dove la voce scartavetrante dell’ex-Emperor  è un elemento imprescindibile, non oso immaginare se avessero composto tutto l’album insieme…

Tra i nomi che accompagnano Loomis sul fronte chitarristico ci sono un ispiratissimo Marty Friedman, il sempre  valido Chris Poland e il virtuoso Tony Macalpine oltre ad Attila Voros, nome poco conosciuto ma che vanta collaborazioni sia con Warrel Dane che con i Nevermore. Inutile affermare che gli ospiti impreziosiscono un lavoro già bello carico e che si può apprezzare senza essere dei maniaci ossessivi della chitarra. Anzi, prestate orecchio anche al rodato Dirk Verbeuren, batterista sempre più “affidabile”.

Una nuova prova di valore per questo chitarrista emozionante tra arpeggi acustici, assoli da suicidio per eventuali aspiranti e nostalgici nevermoriani.

Tracklist:

1. Mercurial 
2. The Ultimatum
3. Escape Velocity
4. Tragedy And Harmony
5. Requiem For The Living
6. Continuum Drift 
7. Surrender 
8. Chosen Time 
9. Rapture
10. Sibylline Origin

Voto:

L’assaggio del disco:”The Ultimatum”

"This is a guitar" , la prima lezione di Loomis

 

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4 commenti su “Jeff Loomis- Plains of Oblivion

    • Ascoltalo, neanche io sono un fan degli album di questo genere ma Loomis, Ishahn la voce di Christine Rhoades sono un motivo per non perderlo.

  1. Maremma cagna!! Sono stato rapito dall’ascolto di questo disco!!!Di solito, a parte i dischi live di Satriani ‘sti dischi di guitar hero e shredders vari li evito come l’olio di ricino…ma questo scorre una bellezza! Che Loomis fosse bravo si sapeva, ma qui straripa ed è un bel naufragare. anche se devo dire che Chosen Time e Rapture sono un paio di passaggi a vuoto, dei filler evitabili. Ma per il resto ipnotico. Sono al terzo ascolto di fila e non mi sono annoiato un secondo. Bravi anche tutti gli altri musici che lo circondano. Ed in effetti anche io ho pensato : “pensa se Ihsahn e Loomis fanno un intero disco insieme!!”

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