Soulfly- Enslaved


Se fosse un personaggio da cartone animato, Max Cavalera sarebbe certamente Will il coyote. Quello che insegue per tutta la vita un uccello antipatico come Renzo Bossi e furbo come Giulio Andreotti, ma non riesce mai a prenderlo e gliene cadono sul capone di cotte e di crude. Incudini, razzi, pezzi di montagna e gli stessi marchingegni che aveva preparato per Renzo Beep Beep. Precipita da crepacci immensi, ma si rialza sempre pronto a ricominciare di nuovo la caccia.

Ecco, sostituite quell’uccello dimmerda con il Metallo e avrete la perfetta similitudine con Max Cavalera: musicista ostinato, inarrestabile e pieno di sfighe che periodicamente gli cadono addosso. Un florilegio di accadimenti tragici, a partire dalla scomparsa del figliastro(termine orrendo lo so) alla bulimia, a fatti più fantozziani come la rottura totale dei denti anteriori a causa di un headbang troppo sfrenato terminato malamente sull’asta del microfono.

Max non si ferma, scrive scrive scrive e pubblica tutto. Pensate alla quantità smodata di dischi che sono usciti negli ultimi anni con i Soulfly e i due insieme al fratello, dalla qualità spesso non all’altezza del nome, come lo scandalosamente anonimo “Blunt Force Trauma” per esempio. Ma io all’italo-brasilero gli voglio bene e non resisto a dargli ancora fiducia.

“Enslaved” con quella copertina spernacchiata già qualche Gallery fa, è l’ennesimo disco del Cavalera ritornato su lidi brutali: caustico, feroce e dritto dritto in faccia. Una vera scarica di adrenalina messa in musica, con tutte le qualità migliori che un pezzo scritto da Cavalera possiede:testi da centro sociale, chitarre hardcore mai troppo tecniche e una generosa dose di Metallo.

“World Scum” esplode in tutta la sua rabbia dopo l’intro “Resistance” e si capisce che ormai il momento “etnico-hipoppo-sambeiro” che aveva caratterizzato le prime produzioni del gruppo è ormai alle spalle, con quella doppia cassa martellante e il ritornello urlato con convinzione estrema da Max. Seguono altri episodi altrettanto maciullanti, oppressivi come uno stalker nel segno di una “viuulenza” catartica che dona alla solita roba un interesse indubbio.

Niente di eccezionale o particolarmente memorabile, ma di sicuro un bel mattone tirato con precisione sul setto nasale dell’ascoltatore. Come i cartoon di Will Coyote, sapete già cosa vi aspetta, ma fanno sempre ridere.

Accattatevillo senza riserve, merita perchè come diceva qualcuno anni fa:”Attitude and respect”.

Tracklist:

01. Resistance
02. World Scum
03. Intervention
04. Gladiator
05. Legions
06. American Steel
07. Redemption of Man by God
08. Treachery
09. Plata o Plomo
10. Chains
11. Revengeance

Voto:

L’assaggio del disco:”World Scum”

Ma come fa Cavalera a sopportare quelle orribili appendici in testa?

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2 commenti su “Soulfly- Enslaved

    • Grazie! E’ un paragone azzeccato per quello che gli è capitato, ma fisicamente è più somigliante al Diavolo della Tasmania! 😀

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