Quel Rude Venerdì Metallico /43:Il Passato è Afflosciato


Ieri hai incontrato il tuo mentore, straordinario prof. di Italiano, una persona di quelle come non se ne incontrano spesso. Caparbio, interessante e altre millemila qualità e difetti che lo rendono umano come pochi altri. Parlando di questo e quello in una concitata e rapida chiacchierata “on the road”, si è arrivati a commentare il suo sito dicendo che tu lo segui sempre, ma lui ha replicato che mi legge quando non parlo di Musica, perchè è rimasto al passato e non ci capisce nulla. Precisando che aggiornarsi alla contemporaneità  non rende immediatamente Metallari, ma una frase del genere ti fa riflettere.

A venti anni di Metallaritudine, non riesci a smettere di rimanere informato, di cercare di capire le novità e a non prescindere da nostalgismi dettati dal tempo  nelle tue scelte odierne, pur non abbandonando i pilastri sacri che hanno generato il “mostro” che sei oggi.

Sì perchè il tempo passa inesorabilmente ma quella musica ti accompagna sempre, e amplifica l’illusione di immanenza. Poi però guardi le foto di Angus Young o di Dave Murray e ti accorgi che di immanente non c’è niente a questo mondo.

Questa sarebbe una canzone?

Una volta hai sentito casualmente  in televisione affermare quanto segue:”Un canzone è come una stampella alla quale appendiamo dei ricordi”. A parte che è una metafora dimmerda, detta da Don Backy per la cronaca, non credo che una canzone sia solo un modo per trapanarsi le palle con il passato quando la si ascolta. Non se lo merita, soprattutto se è un bel pezzo. E’ innegabile che qualche brano si trascini dietro dei ricordi particolari, ma non è per riviverli che li ascolti, sarebbe stupido ed autolesionista.

Un po’ come mettere un pezzo come suoneria per il cellulare, perchè fare uno stupro così brutale ad una canzone che ci piace?

Per esempio, ti succede che ascoltando i Litfiba ti torna sempre e comunque in mente la tua adolescenza ed i primi anni 90. Quando Pelù si mette ad ululare in “Re del Silenzio” o “Gira nel mio cerchio”, ricordi quel gruppetto di amici ai quali faticosamente cercavi di far suonare anche qualcosa di più duro, ma intanto ti divertivi a strimpellare i riff di Ghigo e ad imitare i vibrati del buon Piero. Succede solo con i Litfiba ed i CCCP/CSI, due gruppi che sono rimasti congelati in quel periodo della tua vita, quando facevano da collegamento tra i gusti tuoi e quelli dei tuoi amici.

Insomma,  solo i Litfiba ti danno chiara l’immagine del tempo trascorso alla prima nota, ma non consideri i loro brani delle stampelle per ricordi o dei modi per immergerti nella nostalgia.

L’errore più grande che si può fare nel rapporto con la musica è abbandonarla, svilirla ad orpello sacrificabile dell’età adulta. E’ così che si tramuta in un nostalgico album dei ricordi, lasciando che i nostri gusti, le nostre preferenze si cristallizzino in un determinato periodo. Ascoltare musica è vivere una sensazione, non crogiolarsi ricordandone alcune…

“Il passato è afflosciato, il presente è un mercato” diceva uno stralunato Giovanni Lindo Ferretti, aveva proprio ragione…

Fate un buon week end…

p.s. collegatevi domani, la terza recensione del sabato arriva

p.p.s. l’ultimo disco dei Litfiba è un ritorno coi fiocchi.

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3 commenti su “Quel Rude Venerdì Metallico /43:Il Passato è Afflosciato

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