Gorod- A Perfect Absolution


Una band francese che in copertina  schiaffa una demone cornuta di dubbio gusto, colorata ed agghindata come una drag queen? Quale musica potrà fare? La curiosità spinge da parte il pregiudizio e via con l’ascolto di questo album così ostico, graficamente parlando.

Un intro sinfonico subito fracassato da un assalto stile Blackened-Death alla Behemoth prende subito alla gola, e il timore di una band clone senza personalità dei mitici Polacchi comincia a crescere.  Le vocals brutali che si sdoppiano nello stile della band di Nergal favoriscono l’equivoco, ma subito si chiarisce che i Gorod  non sono una band di copie. Il brano diventa una randellata Death Metal con evidenti complicanze tecniche. I Franzosi danno vita ad una musica ferocissima, tecnica e coinvolgente. Lasciate perdere quegli sterili tecnicismi che rendono difficile l’ascolto, qui si viaggia a cazzotti dietro le orecchie, ma portati da un pugile professionista, non da un nerboruto ubriacone.

Bellissimi i tempi jazzati con evidenti influenze dei nomi altisonanti del Death Tecnico, in cima gli Atheist, ma il cantato di Julien “Nutz” Deyres è molto più potente della cartavetrata di Kelly Shaefer, va detto. Non riuscirete ad annoiarvi con questo album, le canzoni sono davvero terremotanti, l’evidente lavoro di arrangiamento le rende varie e ricche di schitarrate da giramento di testa. Prendete la quarta canzone “The Axe of God”, comincia con un mugghiare degno di un tornado di quelli tosti, proseguendo in una tempesta di riff e doppia cassa da lacrime napulitane!  Estraniante e dissonante l’intro pianistica per “5000 at the Funeral”(uno dei titoli più belli del mese), ricorda quei momenti drammatici nei film di Charlie Chaplin, ma ascoltate tutto il brano per rimanere a bocca aperta di fronte a tanta magnificenza di feroce tecnica.

Non si fa in tempo ad apprezzare una canzone che la successiva ci trascina in un nuovo vortice di magnifica creatività, fino alla sorpresa funky di “Varangian Paradise” la cui intro  sembra presa da un telefilm anni’70 tipo Starsky&Hutch, una piccola digressione per far capire che loro ci possono anche servire ai tavoli con gli strumenti. E gli viene facile lo stesso…

Applausi per i Franzosi, questo è indubbiamente un disco tecnico, feroce e davvero godibile. Altrimenti gli Obscura non li avrebbero portati in tour con loro no?(ecco questo è meglio di “Omnivium” , l’ho detto…)

Tracklist:

1. Birds of Sulphur
2. Sailing Into the Earth
3. Elements and Spirit
4. The Axe of God
5. 5000 at the Funeral
6. Carved in the Wind
7. Varangian Paradise
8. Tribute of Blood

Voto:

L’assaggio del disco: la sigla di “Starsky and Hutch”, “Varangian Paradise”

 

Cantiamo tutti in Gorod!

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5 commenti su “Gorod- A Perfect Absolution

  1. Sono d’accorderrimo con te. Discone bombolone. Suonato magistralmente con sfumature che tutt’ora sto scoprendo durante i ripetuti ascolti. Un “tekdet” che non annoia ma coinvolge, discriminante fondamentale nel genere. Fatto bene a recensirlo e porlo all’attenzione dei tuoi lettori.

  2. Pingback: Gorod- A Maze of Recycled Creeds | Rude Awake Metal

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